Zacconi e Rubini: "Chi è Costanza Miriano, l'ospite che il Comune ha scelto di portare sul palco delle Muse per il Festival della Famiglia"
Il Comune di Ancona ospita giovedì 14 maggio, al Ridotto del Teatro delle Muse, Costanza Miriano.
Lo fa nell’ambito del Festival della Famiglia, manifestazione istituzionale promossa dall’Assessorato alla Famiglia, sostenuta da enti pubblici e partecipate comunali.
Riteniamo doveroso che i cittadini sappiano chi è l’ospite che questa amministrazione ha scelto di portare sul palco con il logo del Comune.
Costanza Miriano è autrice di Sposati e sii sottomessa, libro in cui propone un modello di matrimonio fondato sulla sottomissione della moglie al marito. Ha dichiarato pubblicamente di voler essere “sessista”. Si è opposta con forza al riconoscimento delle famiglie omogenitoriali, affermando che privare i bambini di un padre maschio e di una madre femmina non è un diritto. Ha espresso contrarietà ai diritti delle persone gay e trans, rivendicando esplicitamente — in un parere alla Commissione parlamentare — la libertà di sostenere pubblicamente che l’omosessualità non compie pienamente l’umanità della persona. È contraria all’aborto in termini assoluti, senza eccezioni sostanziali.
È questa l’idea di famiglia che la giunta Silvetti vuole celebrare con fondi pubblici e il patrocinio istituzionale del Comune?
La domanda non è retorica. Questa destra che governa Ancona, la stessa che mette una panchina rosa e pensa di aver fatto qualcosa per le donne, ci dice con questa scelta chi è e quale visione della società intende promuovere: una visione in cui la donna trova la sua realizzazione nella sottomissione, in cui le famiglie non conformi al modello tradizionale non meritano riconoscimento, in cui i diritti conquistati in decenni di battaglie civili sono opinioni negoziabili.
Su un punto vogliamo essere chiari e non lasciare spazio ad ambiguità: l’interruzione volontaria di gravidanza è un diritto sancito dalla legge 194 del 1978. Non è una posizione, non è un’opinione, non è materia di dibattito culturale in un festival istituzionale. È legge. Eppure viviamo in una regione in cui quell’accesso è di fatto negato: nell’ospedale di Jesi il 100% dei ginecologi è obiettore di coscienza — undici su undici. A Fermo stessa situazione. In tutta la regione Marche i ginecologi obiettori superano il 74%. Meno della metà dei consultori familiari marchigiani rilascia le certificazioni per l’IVG, nonostante la legge lo imponga. Le donne sono costrette a spostarsi fuori provincia, fuori regione, per esercitare un diritto che esiste sulla carta.
In questo contesto, il Comune di Ancona sceglie di celebrare un’idea di famiglia e di donna che va esattamente nella direzione opposta a quella di cui avrebbe bisogno questo territorio.
Questo è il vero volto, molto spesso nascosto, della destra retrograda che governa la nostra città.
Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-05-2026 alle 08:14 sul giornale del 14 maggio 2026 - 114 letture
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