![]() |
|
ATTUALITà |
di Barbara Fioravanti |
"Allarme in ristoranti e chalet, un'impresa trovare personale". La risposta di un lettore: "Pagatelo di più!" (L'INTERVISTA) |
|
|
|
|
Negli ultimi periodi sui quotidiani locali sono apparsi titoli “allarmanti” sulla grande difficoltà da parte dei gestori di chalet e ristoranti a reperire personale (cuochi e camerieri), soprattutto per la stagione estiva. A tal proposito abbiamo intervistato Francesco, un nostro lettore che ha frequentato un corso di formazione della Regione Marche per aiuto cuoco, che comprendeva uno stage formativo in una struttura. Terminato tutto il percorso, si è poi rivolto ad alcune realtà per cercare lavoro nel settore della ristorazione, e la sua esperienza non è stata affatto positiva.
Francesco, quali sono secondo te i motivi per cui si fatica a trovare personale in tale ambito? Non si possono pagare 50 euro per 9 ore di lavoro. Se gliene dessero 100, troverebbero tantissime persone disposte a lavorare. Chi ha esperienza dovrebbe ricevere anche fino a 200 euro, come in Germania. Ho conosciuto una barista professionista, che lavora 60 ore settimanali, e in busta paga gliene vengono retribuite 20. Al netto guadagna 5,40 euro l'ora.
A quanto ammonta lo stipendio di un cuoco in Germania? Varia generalmente dai 2200 ai 3500 euro netti, a seconda dell'esperienza, mentre l'orario lavorativo standard a tempo pieno è di 40 ore settimanali, strutturato solitamente su 5 o 6 giorni. Il salario minimo orario per legge è fissato a 12,82 €. Potremmo prendere come esempio anche altri Paesi europei dove la restribuzione è nettamente superiore rispetto all'Italia.
Pensi che in Italia i ristoratori vadano ‘a risparmio’ sul personale perchè sono aumentati i costi delle materie prime, e quindi hanno maggiori spese? No, penso che si tratti piuttosto di ‘sfruttamento’, per non parlare poi del lavoro nero. Conosco un ragazzo con 30 anni di esperienza come cuoco, con partita Iva, che guadagna 100 euro a servizio, in nero! L'ambiente della cucina poi non è per nulla “leggero”. I rischi sono elevati, tra fuochi e coltelli… Inoltre le ore di lavoro (in piedi) sono molte. Ieri sera sono andato a cena fuori e per due fritturine di pesce, tra l'altro scongelato e non fresco, e due insalatine ho speso più di 50 euro. Dunque gli incassi ci sono perchè hanno alzato di molto i prezzi, gravando anche sulla clientela.
Quindi, se in Germania gli stipendi sono più alti perchè il costo della vita è più elevato, in Italia sono aumentati solo i prezzi e non gli stipendi? Esattamente. Anzi, in Italia gli stipendi sono diminuiti col tempo. 5,40 l'ora per un professionista sono inaccettabili! La retribuzione non è rapportata al costo della vita. Con questi stipendi, una volta pagati affitti e bollette, cosa resta per vivere?
Quali sono, secondo te, le possibili soluzioni al problema? Apposite leggi con obbligo di retribuzione minima e aumento dei controlli. Ormai anche i pakistani rifiutano questo tipo di trattamento. Tanti di loro venivano sottopagati, ma ora neanche gli extracomunitari accettano più queste condizioni di lavoro. Dovrebbero fare multe salate a chi non rispetta le leggi e chiudere le attività che favoriscono il lavoro nero.
|
|
| Aprilo qui https://vivere.me/gQeO | |
ATTUALITà
"Allarme in ristoranti e chalet, un'impresa trovare personale". La risposta di un lettore: "Pagatelo di più!" (L'INTERVISTA)
Negli ultimi periodi sui quotidiani locali sono apparsi titoli “allarmanti” sulla grande difficoltà da parte dei gestori di chalet e ristoranti a reperire personale (cuochi e camerieri), soprattutto per la stagione estiva.
A tal proposito abbiamo intervistato Francesco, un nostro lettore che ha frequentato un corso di formazione della Regione Marche per aiuto cuoco, che comprendeva uno stage formativo in una struttura. Terminato tutto il percorso, si è poi rivolto ad alcune realtà per cercare lavoro nel settore della ristorazione, e la sua esperienza non è stata affatto positiva.
Francesco, quali sono secondo te i motivi per cui si fatica a trovare personale in tale ambito?
Non si possono pagare 50 euro per 9 ore di lavoro. Se gliene dessero 100, troverebbero tantissime persone disposte a lavorare. Chi ha esperienza dovrebbe ricevere anche fino a 200 euro, come in Germania. Ho conosciuto una barista professionista, che lavora 60 ore settimanali, e in busta paga gliene vengono retribuite 20. Al netto guadagna 5,40 euro l'ora.
A quanto ammonta lo stipendio di un cuoco in Germania?
Varia generalmente dai 2200 ai 3500 euro netti, a seconda dell'esperienza, mentre l'orario lavorativo standard a tempo pieno è di 40 ore settimanali, strutturato solitamente su 5 o 6 giorni. Il salario minimo orario per legge è fissato a 12,82 €. Potremmo prendere come esempio anche altri Paesi europei dove la restribuzione è nettamente superiore rispetto all'Italia.
Pensi che in Italia i ristoratori vadano ‘a risparmio’ sul personale perchè sono aumentati i costi delle materie prime, e quindi hanno maggiori spese?
No, penso che si tratti piuttosto di ‘sfruttamento’, per non parlare poi del lavoro nero. Conosco un ragazzo con 30 anni di esperienza come cuoco, con partita Iva, che guadagna 100 euro a servizio, in nero! L'ambiente della cucina poi non è per nulla “leggero”. I rischi sono elevati, tra fuochi e coltelli… Inoltre le ore di lavoro (in piedi) sono molte. Ieri sera sono andato a cena fuori e per due fritturine di pesce, tra l'altro scongelato e non fresco, e due insalatine ho speso più di 50 euro. Dunque gli incassi ci sono perchè hanno alzato di molto i prezzi, gravando anche sulla clientela.
Quindi, se in Germania gli stipendi sono più alti perchè il costo della vita è più elevato, in Italia sono aumentati solo i prezzi e non gli stipendi?
Esattamente. Anzi, in Italia gli stipendi sono diminuiti col tempo. 5,40 l'ora per un professionista sono inaccettabili! La retribuzione non è rapportata al costo della vita. Con questi stipendi, una volta pagati affitti e bollette, cosa resta per vivere?
Quali sono, secondo te, le possibili soluzioni al problema?
Apposite leggi con obbligo di retribuzione minima e aumento dei controlli. Ormai anche i pakistani rifiutano questo tipo di trattamento. Tanti di loro venivano sottopagati, ma ora neanche gli extracomunitari accettano più queste condizioni di lavoro. Dovrebbero fare multe salate a chi non rispetta le leggi e chiudere le attività che favoriscono il lavoro nero.
È attivo il servizio di notizie in tempo reale tramite Whatasapp, Telegram e Viber di Vivere Ancona.
Per Whatsapp iscriversi al canale https://vivere.me/waVivereAncona.
Per Telegram cercare il canale @vivereAncona o cliccare su t.me/vivereancona.
Seguici su Facebook e Twitter.
Iscriviti alla nostra newsletter
I più letti della settimana
"Allarme in ristoranti e chalet, un'impresa trovare personale". La risposta di un lettore: "Pagatelo di più!" (L'INTERVISTA)
Negli ultimi periodi sui quotidiani locali sono apparsi titoli “allarmanti” sulla grande difficoltà da parte dei gestori di chalet e ristoranti a reperire personale (cuochi e camerieri), soprattutto per la stagione estiva.
A tal proposito abbiamo intervistato Francesco, un nostro lettore che ha frequentato un corso di formazione della Regione Marche per aiuto cuoco, che comprendeva uno stage formativo in una struttura. Terminato tutto il percorso, si è poi rivolto ad alcune realtà per cercare lavoro nel settore della ristorazione, e la sua esperienza non è stata affatto positiva.
Francesco, quali sono secondo te i motivi per cui si fatica a trovare personale in tale ambito?
Non si possono pagare 50 euro per 9 ore di lavoro. Se gliene dessero 100, troverebbero tantissime persone disposte a lavorare. Chi ha esperienza dovrebbe ricevere anche fino a 200 euro, come in Germania. Ho conosciuto una barista professionista, che lavora 60 ore settimanali, e in busta paga gliene vengono retribuite 20. Al netto guadagna 5,40 euro l'ora.
A quanto ammonta lo stipendio di un cuoco in Germania?
Varia generalmente dai 2200 ai 3500 euro netti, a seconda dell'esperienza, mentre l'orario lavorativo standard a tempo pieno è di 40 ore settimanali, strutturato solitamente su 5 o 6 giorni. Il salario minimo orario per legge è fissato a 12,82 €. Potremmo prendere come esempio anche altri Paesi europei dove la restribuzione è nettamente superiore rispetto all'Italia.
Pensi che in Italia i ristoratori vadano ‘a risparmio’ sul personale perchè sono aumentati i costi delle materie prime, e quindi hanno maggiori spese?
No, penso che si tratti piuttosto di ‘sfruttamento’, per non parlare poi del lavoro nero. Conosco un ragazzo con 30 anni di esperienza come cuoco, con partita Iva, che guadagna 100 euro a servizio, in nero! L'ambiente della cucina poi non è per nulla “leggero”. I rischi sono elevati, tra fuochi e coltelli… Inoltre le ore di lavoro (in piedi) sono molte. Ieri sera sono andato a cena fuori e per due fritturine di pesce, tra l'altro scongelato e non fresco, e due insalatine ho speso più di 50 euro. Dunque gli incassi ci sono perchè hanno alzato di molto i prezzi, gravando anche sulla clientela.
Quindi, se in Germania gli stipendi sono più alti perchè il costo della vita è più elevato, in Italia sono aumentati solo i prezzi e non gli stipendi?
Esattamente. Anzi, in Italia gli stipendi sono diminuiti col tempo. 5,40 l'ora per un professionista sono inaccettabili! La retribuzione non è rapportata al costo della vita. Con questi stipendi, una volta pagati affitti e bollette, cosa resta per vivere?
Quali sono, secondo te, le possibili soluzioni al problema?
Apposite leggi con obbligo di retribuzione minima e aumento dei controlli. Ormai anche i pakistani rifiutano questo tipo di trattamento. Tanti di loro venivano sottopagati, ma ora neanche gli extracomunitari accettano più queste condizioni di lavoro. Dovrebbero fare multe salate a chi non rispetta le leggi e chiudere le attività che favoriscono il lavoro nero.
È attivo il servizio di notizie in tempo reale tramite Whatasapp, Telegram e Viber di Vivere Ancona.
Per Whatsapp iscriversi al canale https://vivere.me/waVivereAncona.
Per Telegram cercare il canale @vivereAncona o cliccare su t.me/vivereancona.
Seguici su Facebook e Twitter.
Iscriviti alla nostra newsletter

