contatore accessi free
Logo
Logo
POLITICA

09.06.2026 11:08
firma generica autore

da Francesco Rubini

Capogruppo Altra Idea di Città

Privatizzazione Conerobus, Rubini (AIC): “La politica alza bandiera bianca”

Quanto sta accadendo a Conerobus è l’emblema di una sconfitta sul trasporto pubblico locale nonché la dimostrazione plastica di come la politica abbia sventolato bandiera bianca; la speranza che sia il fantomatico privato a risolvere tutti i mali di questo settore è vana e illusoria.

Già oggi molte aziende che svolgono il servizio, nella provincia e nella regione Marche, sono private e questo non ha comportato nessun tipo di beneficio né per gli utenti né per i lavoratori.

La verità è che da anni la politica non si interessa più al il trasporto pubblico, settore fondamentale insieme a sanità e istruzione, funzionale a garantire il diritto alla mobilità dei cittadini nonché elemento fondamentale per la salvaguardia dell’ambiente e della
salute pubblica.

Come dicevamo la politica anconetana, già con l'amministrazione Mancinelli, ha iniziato profondi tagli ai finanziamenti al servizio urbano di Ancona; proprio sul trasporto pubblico la giunta Silvetti aveva fatto una grande campagna elettorale mettendo in evidenza i grossolani errori della precedente giunta; l’attuale sindaco aveva promesso un rilancio del trasporto pubblico, si era addirittura arrivati a promettere una fusione di Conerobus con Ancona Servizi.

Finita la sbornia elettorale siamo ai titoli di coda: un’azienda piena di debiti sulla soglia del fallimento, con un gruppo di 66 lavoratori negli uffici in cassa integrazione(fondo bilaterale), riduzione costante dei servizi per i cittadini aggravati ogni giorno da guasti ai mezzi sempre più vecchi e malridotti perchè le officine di Conerobus sono sotto organico, disservizi continui e carenza di autisti.

Di fronte a tutto questo la politica, invece che tornare ad investire sul TPL e su un progetto organico di mobilità sostenibile che metta al centro il trasporto pubblico, sceglie di affidarsi al Dio mercato, unico grande denominatore comune delle politiche di privatizzazione dei servizi pubblici attuate da centrosinistra e centro destra in questi anni.

Una vera e propria resa che rischia di mettere la parola fine su Conerobus.

Aprilo qui https://vivere.me/gQsW
POLITICA

Privatizzazione Conerobus, Rubini (AIC): “La politica alza bandiera bianca”

Quanto sta accadendo a Conerobus è l’emblema di una sconfitta sul trasporto pubblico locale nonché la dimostrazione plastica di come la politica abbia sventolato bandiera bianca; la speranza che sia il fantomatico privato a risolvere tutti i mali di questo settore è vana e illusoria.

Già oggi molte aziende che svolgono il servizio, nella provincia e nella regione Marche, sono private e questo non ha comportato nessun tipo di beneficio né per gli utenti né per i lavoratori.

La verità è che da anni la politica non si interessa più al il trasporto pubblico, settore fondamentale insieme a sanità e istruzione, funzionale a garantire il diritto alla mobilità dei cittadini nonché elemento fondamentale per la salvaguardia dell’ambiente e della
salute pubblica.

Come dicevamo la politica anconetana, già con l'amministrazione Mancinelli, ha iniziato profondi tagli ai finanziamenti al servizio urbano di Ancona; proprio sul trasporto pubblico la giunta Silvetti aveva fatto una grande campagna elettorale mettendo in evidenza i grossolani errori della precedente giunta; l’attuale sindaco aveva promesso un rilancio del trasporto pubblico, si era addirittura arrivati a promettere una fusione di Conerobus con Ancona Servizi.

Finita la sbornia elettorale siamo ai titoli di coda: un’azienda piena di debiti sulla soglia del fallimento, con un gruppo di 66 lavoratori negli uffici in cassa integrazione(fondo bilaterale), riduzione costante dei servizi per i cittadini aggravati ogni giorno da guasti ai mezzi sempre più vecchi e malridotti perchè le officine di Conerobus sono sotto organico, disservizi continui e carenza di autisti.

Di fronte a tutto questo la politica, invece che tornare ad investire sul TPL e su un progetto organico di mobilità sostenibile che metta al centro il trasporto pubblico, sceglie di affidarsi al Dio mercato, unico grande denominatore comune delle politiche di privatizzazione dei servizi pubblici attuate da centrosinistra e centro destra in questi anni.

Una vera e propria resa che rischia di mettere la parola fine su Conerobus.


Privatizzazione Conerobus, Rubini (AIC): “La politica alza bandiera bianca”
POLITICA

Privatizzazione Conerobus, Rubini (AIC): “La politica alza bandiera bianca”

09.06.2026 11:08 2
comunicato stampa

Quanto sta accadendo a Conerobus è l’emblema di una sconfitta sul trasporto pubblico locale nonché la dimostrazione plastica di come la politica abbia sventolato bandiera bianca; la speranza che sia il fantomatico privato a risolvere tutti i mali di questo settore è vana e illusoria.

Già oggi molte aziende che svolgono il servizio, nella provincia e nella regione Marche, sono private e questo non ha comportato nessun tipo di beneficio né per gli utenti né per i lavoratori.

La verità è che da anni la politica non si interessa più al il trasporto pubblico, settore fondamentale insieme a sanità e istruzione, funzionale a garantire il diritto alla mobilità dei cittadini nonché elemento fondamentale per la salvaguardia dell’ambiente e della
salute pubblica.

Come dicevamo la politica anconetana, già con l'amministrazione Mancinelli, ha iniziato profondi tagli ai finanziamenti al servizio urbano di Ancona; proprio sul trasporto pubblico la giunta Silvetti aveva fatto una grande campagna elettorale mettendo in evidenza i grossolani errori della precedente giunta; l’attuale sindaco aveva promesso un rilancio del trasporto pubblico, si era addirittura arrivati a promettere una fusione di Conerobus con Ancona Servizi.

Finita la sbornia elettorale siamo ai titoli di coda: un’azienda piena di debiti sulla soglia del fallimento, con un gruppo di 66 lavoratori negli uffici in cassa integrazione(fondo bilaterale), riduzione costante dei servizi per i cittadini aggravati ogni giorno da guasti ai mezzi sempre più vecchi e malridotti perchè le officine di Conerobus sono sotto organico, disservizi continui e carenza di autisti.

Di fronte a tutto questo la politica, invece che tornare ad investire sul TPL e su un progetto organico di mobilità sostenibile che metta al centro il trasporto pubblico, sceglie di affidarsi al Dio mercato, unico grande denominatore comune delle politiche di privatizzazione dei servizi pubblici attuate da centrosinistra e centro destra in questi anni.

Una vera e propria resa che rischia di mettere la parola fine su Conerobus.

Commenti