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POLITICA |
Da Andrea Raschia |
Raschia: "Il destino di Bolignano e una storia da riscrivere" |
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Nei giorni scorsi Ancona ha perso uno dei suoi uomini migliori, Giorgio Pavani. Il saluto a lui tributato dimostra quanto fosse caro a tutti. E quanto lui amasse la sua Città. Uomo buono, generoso e benvoluto. Sta a noi adesso mettere a frutto quell'originale capacità critica di leggere gli accadimenti, non solo perla di saggezza, ma indispensabile tratto per governare una comunità. Nondimeno servono conoscenze, esperienza, pazienza, elementi fondamentali per gestire il confronto con il territorio che deve basarsi su ascolto rispettoso, serietà, disinteresse e trasparenza. Poco di quel che si vede oggi. E l'amministrazione dorica non di rado offre prove quotidiane. Quanto avvenuto nel corso dell'assemblea popolare convocata per discutere la scelta di collocare a Bolignano l'impianto di cremazione è esemplare. Il caso poi dell'assessore che giunge a provocare gli intervenuti con battute del tutto fuori luogo, cone abbiamo letto, è da non credere. È proprio il segno dei tempi: le questioni si risolvono a singolar tenzone. Ci si domanda se il Sindaco, a quanto si vede persona civile e ben educata, condivida tali modalità relazionali. O al contrario stia valutando l'opportunità di revocare le deleghe. Intanto resta il merito della questione gia sufficientemente trattata. L'hanno fatto consiglieri regionali osservando la mancata programmazione da parte della Giunta Acquaroli. Da ultimo Italia Nostra con un comunicato stampa che prova a ripercorrere la storia della frazione individuata a metà anni '70 come sede di inceneritore rifiuti urbani dalla Giunta Trifogli e poi Monina, ricorda l'Associazione. Un riferimento storico assai impreciso. Quella scelta scatenò la reazione dell'intera comunità. Non era in discussione solo il luogo, ma l'opportunità di un'operazione lontana dagli interessi pubblici. Alcuni denunciarono anche giri di mazzette. La Giunta del Sindaco repubblicano Monina, successivamente al governo con PCI e PSI, si trovò a gestire la situazione. L'allora Assessore Nino Lucantoni, titolare della complessa e spinosa delega (come sempre accadeva per questioni complicate: chi non lo ricorda a guidare le ruspe contro i fenomeni di abusivismo a Portonovo? Restituito poi agli anconetani), racconta ancora di decine di assemblee infuocate, fino alla decisione di inviare una delegazione di consiglieri di circoscrizione a visitare il medesimo impianto attivo in una località Svizzera. Ragioni di sicurezza e salubrità ambientale richiedevano assenza completa di insediamenti nella zona interessata per gli alti valori di inquinamento prodotto. Grazie a questi uomini e donne prevalsero ragionevolezza e buonsenso, nonostante sollecitazioni di qualunque tipo, ricorda il vecchio amministratore d'un tempo. Di qualunque genere..., sottolinea. Un comportamento corretto, sensibile, esemplare per i tempi che ci tocca vivere. Uomini d'altra pasta formati nel gorgo della storia e di una Politica con un unico riferimento: Bene comune e amore per la città. Lo stesso che ha animato Giorgio Pavani fino all'ultimo respiro. |
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POLITICA
Raschia: "Il destino di Bolignano e una storia da riscrivere"
Nei giorni scorsi Ancona ha perso uno dei suoi uomini migliori, Giorgio Pavani. Il saluto a lui tributato dimostra quanto fosse caro a tutti. E quanto lui amasse la sua Città. Uomo buono, generoso e benvoluto. Sta a noi adesso mettere a frutto quell'originale capacità critica di leggere gli accadimenti, non solo perla di saggezza, ma indispensabile tratto per governare una comunità.
Nondimeno servono conoscenze, esperienza, pazienza, elementi fondamentali per gestire il confronto con il territorio che deve basarsi su ascolto rispettoso, serietà, disinteresse e trasparenza. Poco di quel che si vede oggi. E l'amministrazione dorica non di rado offre prove quotidiane. Quanto avvenuto nel corso dell'assemblea popolare convocata per discutere la scelta di collocare a Bolignano l'impianto di cremazione è esemplare. Il caso poi dell'assessore che giunge a provocare gli intervenuti con battute del tutto fuori luogo, cone abbiamo letto, è da non credere.
È proprio il segno dei tempi: le questioni si risolvono a singolar tenzone. Ci si domanda se il Sindaco, a quanto si vede persona civile e ben educata, condivida tali modalità relazionali. O al contrario stia valutando l'opportunità di revocare le deleghe. Intanto resta il merito della questione gia sufficientemente trattata. L'hanno fatto consiglieri regionali osservando la mancata programmazione da parte della Giunta Acquaroli. Da ultimo Italia Nostra con un comunicato stampa che prova a ripercorrere la storia della frazione individuata a metà anni '70 come sede di inceneritore rifiuti urbani dalla Giunta Trifogli e poi Monina, ricorda l'Associazione. Un riferimento storico assai impreciso.
Quella scelta scatenò la reazione dell'intera comunità. Non era in discussione solo il luogo, ma l'opportunità di un'operazione lontana dagli interessi pubblici. Alcuni denunciarono anche giri di mazzette. La Giunta del Sindaco repubblicano Monina, successivamente al governo con PCI e PSI, si trovò a gestire la situazione. L'allora Assessore Nino Lucantoni, titolare della complessa e spinosa delega (come sempre accadeva per questioni complicate: chi non lo ricorda a guidare le ruspe contro i fenomeni di abusivismo a Portonovo? Restituito poi agli anconetani), racconta ancora di decine di assemblee infuocate, fino alla decisione di inviare una delegazione di consiglieri di circoscrizione a visitare il medesimo impianto attivo in una località Svizzera. Ragioni di sicurezza e salubrità ambientale richiedevano assenza completa di insediamenti nella zona interessata per gli alti valori di inquinamento prodotto.
Grazie a questi uomini e donne prevalsero ragionevolezza e buonsenso, nonostante sollecitazioni di qualunque tipo, ricorda il vecchio amministratore d'un tempo. Di qualunque genere..., sottolinea. Un comportamento corretto, sensibile, esemplare per i tempi che ci tocca vivere. Uomini d'altra pasta formati nel gorgo della storia e di una Politica con un unico riferimento: Bene comune e amore per la città. Lo stesso che ha animato Giorgio Pavani fino all'ultimo respiro.
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Raschia: "Il destino di Bolignano e una storia da riscrivere"
Nei giorni scorsi Ancona ha perso uno dei suoi uomini migliori, Giorgio Pavani. Il saluto a lui tributato dimostra quanto fosse caro a tutti. E quanto lui amasse la sua Città. Uomo buono, generoso e benvoluto. Sta a noi adesso mettere a frutto quell'originale capacità critica di leggere gli accadimenti, non solo perla di saggezza, ma indispensabile tratto per governare una comunità.
Nondimeno servono conoscenze, esperienza, pazienza, elementi fondamentali per gestire il confronto con il territorio che deve basarsi su ascolto rispettoso, serietà, disinteresse e trasparenza. Poco di quel che si vede oggi. E l'amministrazione dorica non di rado offre prove quotidiane. Quanto avvenuto nel corso dell'assemblea popolare convocata per discutere la scelta di collocare a Bolignano l'impianto di cremazione è esemplare. Il caso poi dell'assessore che giunge a provocare gli intervenuti con battute del tutto fuori luogo, cone abbiamo letto, è da non credere.
È proprio il segno dei tempi: le questioni si risolvono a singolar tenzone. Ci si domanda se il Sindaco, a quanto si vede persona civile e ben educata, condivida tali modalità relazionali. O al contrario stia valutando l'opportunità di revocare le deleghe. Intanto resta il merito della questione gia sufficientemente trattata. L'hanno fatto consiglieri regionali osservando la mancata programmazione da parte della Giunta Acquaroli. Da ultimo Italia Nostra con un comunicato stampa che prova a ripercorrere la storia della frazione individuata a metà anni '70 come sede di inceneritore rifiuti urbani dalla Giunta Trifogli e poi Monina, ricorda l'Associazione. Un riferimento storico assai impreciso.
Quella scelta scatenò la reazione dell'intera comunità. Non era in discussione solo il luogo, ma l'opportunità di un'operazione lontana dagli interessi pubblici. Alcuni denunciarono anche giri di mazzette. La Giunta del Sindaco repubblicano Monina, successivamente al governo con PCI e PSI, si trovò a gestire la situazione. L'allora Assessore Nino Lucantoni, titolare della complessa e spinosa delega (come sempre accadeva per questioni complicate: chi non lo ricorda a guidare le ruspe contro i fenomeni di abusivismo a Portonovo? Restituito poi agli anconetani), racconta ancora di decine di assemblee infuocate, fino alla decisione di inviare una delegazione di consiglieri di circoscrizione a visitare il medesimo impianto attivo in una località Svizzera. Ragioni di sicurezza e salubrità ambientale richiedevano assenza completa di insediamenti nella zona interessata per gli alti valori di inquinamento prodotto.
Grazie a questi uomini e donne prevalsero ragionevolezza e buonsenso, nonostante sollecitazioni di qualunque tipo, ricorda il vecchio amministratore d'un tempo. Di qualunque genere..., sottolinea. Un comportamento corretto, sensibile, esemplare per i tempi che ci tocca vivere. Uomini d'altra pasta formati nel gorgo della storia e di una Politica con un unico riferimento: Bene comune e amore per la città. Lo stesso che ha animato Giorgio Pavani fino all'ultimo respiro.

