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POLITICA |
da Federico Giampieri |
Portonovo: il M5S sullo sviluppo del Campeggio "Il Conero" tra opportunità e dubbi sulla salvaguardia del Parco |
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La vicenda che riguarda la riapertura dello storico Campeggio Adriatico a Portonovo fa sorgere alcune domande alle quali troppo spesso ci sentiamo rispondere di tutto ed il contrario di tutto. Se da un lato gli operatori della Baia manifestano la loro soddisfazione per questo nuovo Campeggio che si chiamarà "Il Conero", dall'altro partiti e associazioni, che hanno a cuore la tutela della fauna selvatica e la salvaguardia della zona circostante, esprimono dubbi e notevoli perplessità. Il Movimento 5 Stelle di Ancona, tramite lo storico attivista Federico Giampieri, nonchè vice referente regionale del Network Giovani Marche (giovanile del partito), si chiede, come prima cosa, quale futuro vogliamo dare al nostro amato Parco del Conero poichè vediamo tutti i giorni come la famosa ZAC (Zona ad Accesso Controllato) voluta dal Comune di Ancona non stia funzionando e chiunque scende a valle intasa la viabilità. Per non parlare delle navette che collegano la piazzetta al parcheggio a monte, dove gli utenti segnalano ritardi fino a 30 minuti per cercare di salire su un mezzo completamente stracolmo di persone. L’apertura del Campeggio inevitabilmente porterà un incremento del traffico in una zona già congestionata, facendo venire meno quella protezione di cui necessita un'area per la quale recentemente in Consiglio regionale si discutevano mozioni per l'istituzione dell'Area Marina Protetta. Riteniamo dunque necessario creare urgentemente dei tavoli con gli enti preposti per un'Area Protetta del Conero che metta in sicurezza la parte di terra, oltre che quella relativa al mare, in quanto stiamo letteralmente deturpando un contesto ambientale raro. Ci teniamo a sottolineare quanto detto dallo storico imprenditore della baia Guido Guidi che dichiara fermamente che Portonovo non è uno spazio da saturare, ma da custodire. Pertanto, siamo molto preoccupati anche che la società che prenderà in gestione l'area del nuovo Campeggio sarà la stessa che controllava quello del 2010, chiuso e messo sotto sequestro dal Corpo Forestale per la mancata autorizzazione, tramite VIA, di un utilizzo maggiore del terreno da parte della Cooperativa. Il nuovo Campeggio "Il Conero" prevede fino a 516 ospiti tra tende, bungalow e camper, con un numero di piazzole superiore a quello storico, quindi i cittadini residenti potrebbero dover seriamente abbandonare l'idea di trascorrere delle giornate al mare, in spiaggia libera durante l'alta stagione, a causa di un sovraffollamento imponente. Nonostante le numerose prescrizioni tecniche incluse nella determina 04P/2026 dell'Ente Parco che mirano a proteggere soprattutto le specie del succiacapre e dei chirotteri presenti nella zona in questione, il 9 luglio 2026 è stata concessa da parte del proponente una deroga alla Cooperativa in merito alla prescrizione n° 11 che consente l'esecuzione di parte dei lavori del primo stralcio del nuovo PAUR, ossia il provvedimento autorizzativo unico regionale. Queste prescrizioni tecniche sono suddivise in 5 macro-aree (Pianificazione degli accessi, Illuminazione e quiete notturna, Gestione dell'habitat, Monitoraggio faunistico, Informazione formazione): tutte misure sicuramente robuste sulla carta, ma la deroga ne riduce il margine di sicurezza in fase di cantiere e nei primi anni di esercizio, considerando che le specie di cui sopra sono molto sensibili al disturbo, ergo necessitano di procedure rigorose per non alterare il loro habitat naturale. Inoltre, l'incremento delle piazzole, se non compensato da misure aggiuntive su luci, rumore, e accessi, resta il principale fattore di rischio per questi animali. Addirittura ci sono direttive europee che tutelano la nidificazione del succiacapre come "assoluta priorità" e specificano che tutte le deroghe devono dimostrare "assenza di soluzioni alternative". La nostra azione sul territorio è priva di ogni interesse ideologico: ci siamo sempre posti ed imposti sul merito delle questioni che riguardano gli interessi di tutte le anconetane e gli anconetani, senza dimenticare la nostra prerogativa ambientale. Ed è per questo motivo che non ci capacitiamo (o forse sì) di come il Comune di Ancona, in gran segreto, abbia rilasciato a giugno scorso il permesso di costruire nell'ambito del PUAR, dando il lasciapassare alla società che gestirà l'area, assieme all'ok ricevuto anche dalla Provincia. Una Giunta che continua a strizzare l'occhio alle associazioni e ai comitati ambientalisti, ma all'atto pratico favorisce sempre il profitto di pochi a discapito di tutti. Non vediamo grandi differenze tra la posizione assunta per il Molo Clementino in Consiglio comunale con l'astensione della maggioranza sulla revoca proposta dal consigliere Rubini della delibera dell'ex amministrazione, l'eventuale riapertura della Stazione Marittima, il silenzio assordante sulla ZAC a monte che non sta funzionando, la vergognosa giravolta per l'impianto di cremazione ed ora questo permesso a costruire fatto con il favore delle tenebre, visto che questi atti non sono stati resi pubblici durante l'iter che ha portato all'autorizzazione. Non ci facciamo accecare dal bagliore dei fari di Piazza Cavour di questi giorni usati come diversivo sui problemi strutturali che gravano sulla città di Ancona. Sicuramente terremo alta l'attenzione sulla vicenda relativa al Campeggio di Portonovo per favorire una trasparenza delle notizie a tutta la comunità anconetana che non merita un trattamento approssimativo quando parliamo della salvaguardia del nostro Parco del Conero. |
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POLITICA
Portonovo: il M5S sullo sviluppo del Campeggio "Il Conero" tra opportunità e dubbi sulla salvaguardia del Parco
La vicenda che riguarda la riapertura dello storico Campeggio Adriatico a Portonovo fa sorgere alcune domande alle quali troppo spesso ci sentiamo rispondere di tutto ed il contrario di tutto.
Se da un lato gli operatori della Baia manifestano la loro soddisfazione per questo nuovo Campeggio che si chiamarà "Il Conero", dall'altro partiti e associazioni, che hanno a cuore la tutela della fauna selvatica e la salvaguardia della zona circostante, esprimono dubbi e notevoli perplessità. Il Movimento 5 Stelle di Ancona, tramite lo storico attivista Federico Giampieri, nonchè vice referente regionale del Network Giovani Marche (giovanile del partito), si chiede, come prima cosa, quale futuro vogliamo dare al nostro amato Parco del Conero poichè vediamo tutti i giorni come la famosa ZAC (Zona ad Accesso Controllato) voluta dal Comune di Ancona non stia funzionando e chiunque scende a valle intasa la viabilità. Per non parlare delle navette che collegano la piazzetta al parcheggio a monte, dove gli utenti segnalano ritardi fino a 30 minuti per cercare di salire su un mezzo completamente stracolmo di persone. L’apertura del Campeggio inevitabilmente porterà un incremento del traffico in una zona già congestionata, facendo venire meno quella protezione di cui necessita un'area per la quale recentemente in Consiglio regionale si discutevano mozioni per l'istituzione dell'Area Marina Protetta.
Riteniamo dunque necessario creare urgentemente dei tavoli con gli enti preposti per un'Area Protetta del Conero che metta in sicurezza la parte di terra, oltre che quella relativa al mare, in quanto stiamo letteralmente deturpando un contesto ambientale raro. Ci teniamo a sottolineare quanto detto dallo storico imprenditore della baia Guido Guidi che dichiara fermamente che Portonovo non è uno spazio da saturare, ma da custodire. Pertanto, siamo molto preoccupati anche che la società che prenderà in gestione l'area del nuovo Campeggio sarà la stessa che controllava quello del 2010, chiuso e messo sotto sequestro dal Corpo Forestale per la mancata autorizzazione, tramite VIA, di un utilizzo maggiore del terreno da parte della Cooperativa. Il nuovo Campeggio "Il Conero" prevede fino a 516 ospiti tra tende, bungalow e camper, con un numero di piazzole superiore a quello storico, quindi i cittadini residenti potrebbero dover seriamente abbandonare l'idea di trascorrere delle giornate al mare, in spiaggia libera durante l'alta stagione, a causa di un sovraffollamento imponente.
Nonostante le numerose prescrizioni tecniche incluse nella determina 04P/2026 dell'Ente Parco che mirano a proteggere soprattutto le specie del succiacapre e dei chirotteri presenti nella zona in questione, il 9 luglio 2026 è stata concessa da parte del proponente una deroga alla Cooperativa in merito alla prescrizione n° 11 che consente l'esecuzione di parte dei lavori del primo stralcio del nuovo PAUR, ossia il provvedimento autorizzativo unico regionale. Queste prescrizioni tecniche sono suddivise in 5 macro-aree (Pianificazione degli accessi, Illuminazione e quiete notturna, Gestione dell'habitat, Monitoraggio faunistico, Informazione formazione): tutte misure sicuramente robuste sulla carta, ma la deroga ne riduce il margine di sicurezza in fase di cantiere e nei primi anni di esercizio, considerando che le specie di cui sopra sono molto sensibili al disturbo, ergo necessitano di procedure rigorose per non alterare il loro habitat naturale.
Inoltre, l'incremento delle piazzole, se non compensato da misure aggiuntive su luci, rumore, e accessi, resta il principale fattore di rischio per questi animali. Addirittura ci sono direttive europee che tutelano la nidificazione del succiacapre come "assoluta priorità" e specificano che tutte le deroghe devono dimostrare "assenza di soluzioni alternative". La nostra azione sul territorio è priva di ogni interesse ideologico: ci siamo sempre posti ed imposti sul merito delle questioni che riguardano gli interessi di tutte le anconetane e gli anconetani, senza dimenticare la nostra prerogativa ambientale. Ed è per questo motivo che non ci capacitiamo (o forse sì) di come il Comune di Ancona, in gran segreto, abbia rilasciato a giugno scorso il permesso di costruire nell'ambito del PUAR, dando il lasciapassare alla società che gestirà l'area, assieme all'ok ricevuto anche dalla Provincia.
Una Giunta che continua a strizzare l'occhio alle associazioni e ai comitati ambientalisti, ma all'atto pratico favorisce sempre il profitto di pochi a discapito di tutti. Non vediamo grandi differenze tra la posizione assunta per il Molo Clementino in Consiglio comunale con l'astensione della maggioranza sulla revoca proposta dal consigliere Rubini della delibera dell'ex amministrazione, l'eventuale riapertura della Stazione Marittima, il silenzio assordante sulla ZAC a monte che non sta funzionando, la vergognosa giravolta per l'impianto di cremazione ed ora questo permesso a costruire fatto con il favore delle tenebre, visto che questi atti non sono stati resi pubblici durante l'iter che ha portato all'autorizzazione. Non ci facciamo accecare dal bagliore dei fari di Piazza Cavour di questi giorni usati come diversivo sui problemi strutturali che gravano sulla città di Ancona. Sicuramente terremo alta l'attenzione sulla vicenda relativa al Campeggio di Portonovo per favorire una trasparenza delle notizie a tutta la comunità anconetana che non merita un trattamento approssimativo quando parliamo della salvaguardia del nostro Parco del Conero.
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Portonovo: il M5S sullo sviluppo del Campeggio "Il Conero" tra opportunità e dubbi sulla salvaguardia del Parco
La vicenda che riguarda la riapertura dello storico Campeggio Adriatico a Portonovo fa sorgere alcune domande alle quali troppo spesso ci sentiamo rispondere di tutto ed il contrario di tutto.
Se da un lato gli operatori della Baia manifestano la loro soddisfazione per questo nuovo Campeggio che si chiamarà "Il Conero", dall'altro partiti e associazioni, che hanno a cuore la tutela della fauna selvatica e la salvaguardia della zona circostante, esprimono dubbi e notevoli perplessità. Il Movimento 5 Stelle di Ancona, tramite lo storico attivista Federico Giampieri, nonchè vice referente regionale del Network Giovani Marche (giovanile del partito), si chiede, come prima cosa, quale futuro vogliamo dare al nostro amato Parco del Conero poichè vediamo tutti i giorni come la famosa ZAC (Zona ad Accesso Controllato) voluta dal Comune di Ancona non stia funzionando e chiunque scende a valle intasa la viabilità. Per non parlare delle navette che collegano la piazzetta al parcheggio a monte, dove gli utenti segnalano ritardi fino a 30 minuti per cercare di salire su un mezzo completamente stracolmo di persone. L’apertura del Campeggio inevitabilmente porterà un incremento del traffico in una zona già congestionata, facendo venire meno quella protezione di cui necessita un'area per la quale recentemente in Consiglio regionale si discutevano mozioni per l'istituzione dell'Area Marina Protetta.
Riteniamo dunque necessario creare urgentemente dei tavoli con gli enti preposti per un'Area Protetta del Conero che metta in sicurezza la parte di terra, oltre che quella relativa al mare, in quanto stiamo letteralmente deturpando un contesto ambientale raro. Ci teniamo a sottolineare quanto detto dallo storico imprenditore della baia Guido Guidi che dichiara fermamente che Portonovo non è uno spazio da saturare, ma da custodire. Pertanto, siamo molto preoccupati anche che la società che prenderà in gestione l'area del nuovo Campeggio sarà la stessa che controllava quello del 2010, chiuso e messo sotto sequestro dal Corpo Forestale per la mancata autorizzazione, tramite VIA, di un utilizzo maggiore del terreno da parte della Cooperativa. Il nuovo Campeggio "Il Conero" prevede fino a 516 ospiti tra tende, bungalow e camper, con un numero di piazzole superiore a quello storico, quindi i cittadini residenti potrebbero dover seriamente abbandonare l'idea di trascorrere delle giornate al mare, in spiaggia libera durante l'alta stagione, a causa di un sovraffollamento imponente.
Nonostante le numerose prescrizioni tecniche incluse nella determina 04P/2026 dell'Ente Parco che mirano a proteggere soprattutto le specie del succiacapre e dei chirotteri presenti nella zona in questione, il 9 luglio 2026 è stata concessa da parte del proponente una deroga alla Cooperativa in merito alla prescrizione n° 11 che consente l'esecuzione di parte dei lavori del primo stralcio del nuovo PAUR, ossia il provvedimento autorizzativo unico regionale. Queste prescrizioni tecniche sono suddivise in 5 macro-aree (Pianificazione degli accessi, Illuminazione e quiete notturna, Gestione dell'habitat, Monitoraggio faunistico, Informazione formazione): tutte misure sicuramente robuste sulla carta, ma la deroga ne riduce il margine di sicurezza in fase di cantiere e nei primi anni di esercizio, considerando che le specie di cui sopra sono molto sensibili al disturbo, ergo necessitano di procedure rigorose per non alterare il loro habitat naturale.
Inoltre, l'incremento delle piazzole, se non compensato da misure aggiuntive su luci, rumore, e accessi, resta il principale fattore di rischio per questi animali. Addirittura ci sono direttive europee che tutelano la nidificazione del succiacapre come "assoluta priorità" e specificano che tutte le deroghe devono dimostrare "assenza di soluzioni alternative". La nostra azione sul territorio è priva di ogni interesse ideologico: ci siamo sempre posti ed imposti sul merito delle questioni che riguardano gli interessi di tutte le anconetane e gli anconetani, senza dimenticare la nostra prerogativa ambientale. Ed è per questo motivo che non ci capacitiamo (o forse sì) di come il Comune di Ancona, in gran segreto, abbia rilasciato a giugno scorso il permesso di costruire nell'ambito del PUAR, dando il lasciapassare alla società che gestirà l'area, assieme all'ok ricevuto anche dalla Provincia.
Una Giunta che continua a strizzare l'occhio alle associazioni e ai comitati ambientalisti, ma all'atto pratico favorisce sempre il profitto di pochi a discapito di tutti. Non vediamo grandi differenze tra la posizione assunta per il Molo Clementino in Consiglio comunale con l'astensione della maggioranza sulla revoca proposta dal consigliere Rubini della delibera dell'ex amministrazione, l'eventuale riapertura della Stazione Marittima, il silenzio assordante sulla ZAC a monte che non sta funzionando, la vergognosa giravolta per l'impianto di cremazione ed ora questo permesso a costruire fatto con il favore delle tenebre, visto che questi atti non sono stati resi pubblici durante l'iter che ha portato all'autorizzazione. Non ci facciamo accecare dal bagliore dei fari di Piazza Cavour di questi giorni usati come diversivo sui problemi strutturali che gravano sulla città di Ancona. Sicuramente terremo alta l'attenzione sulla vicenda relativa al Campeggio di Portonovo per favorire una trasparenza delle notizie a tutta la comunità anconetana che non merita un trattamento approssimativo quando parliamo della salvaguardia del nostro Parco del Conero.

