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POLITICA

01.09.2026 21:48
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da PCI Ancona                                                                                                

PCI Ancona: "Inceneritore no: a proposito di coerenza"

Leggiamo sui giornali e sui social di scambi polemici fra rappresentanti del PD e il Sindaco di centro-destra circa la coerenza o l’incoerenza delle rispettive posizioni in merito alla collocazione del crematorio a Bolignano e precedenti tentativi andati a vuoto.

Il consigliere Petrelli rimprovera Silvetti di incoerenza, perché nel 1998, quando il sindaco Galeazzi del PD che allora si chiamava PDS voleva realizzare una mega-discarica dei rifiuti nello stesso posto, egli aveva firmato una mozione di contrarietà assieme ai consiglieri comunisti contrari a quel progetto, che infatti fu battuto.

Facile la ribattuta di Silvetti che l’incoerenza è anche del PD, ieri favorevole a collocarvi i rifiuti e oggi contrario a incenerirvi cadaveri. Perché su questo bisogna essere chiari: un impianto di cremazione è a tutti gli effetti un inceneritore, come ha argomentato con evidenze scientifiche l’allergologo Floriano Bonifazi, un esperto che Silvetti aveva voluto consulente del Comune per il PIA, e come ha sentenziato lo stesso Consiglio di Stato che ha classificato i crematori come industrie inquinanti di classe uno.

Dalla polemica emerge dunque che Silvetti ieri contrario è oggi favorevole, mentre il PD(S) ieri favorevole oggi è contrario (o almeno così pare). Una nuova conferma di un sistema politico inquinato da una falso bipolarismo, dove cambiando l’ordine dei posti il risultato è lo stesso.

A dirla chiaramente dunque i veri coerenti sono stati e sono i cittadini e le cittadine di Bolignano e località vicine – Aspio, Candia e zona Baraccola – ormai in migliaia si sono espressi contro questo ennesimo assalto al territorio in cui vivono e che per ragioni ecologiche, naturalistiche e storico-archeologiche deve essere preservato.

In secondo luogo, rivendichiamo la coerenza dell’opposizione del 1998 allo sciagurato progetto di mega-discarica dell’ex sindaco Galeazzi espressa in Consiglio comunale dalla compagna Lidia Mangani assieme agli altri consiglieri di allora di Rifondazione comunista Stefano Crispiani e Paolo Pascucci, con l’opposizione oggi del consigliere Rubini, l’unico che fin dall’inizio ha votato contro ad un impianto di cremazione nei pressi di centri abitati, che il PD voleva a Tavernelle e oggi Silvetti vuole realizzare a Bolignano.

Intendiamoci, errare humanum est, e noi apprezziamo chi riconoscendo l’errore cambia orientamento e posizione. Purché non a chiacchiere, ma con atti conseguenti.

E dunque diciamola tutta; è proprio necessario quest’altro impianto di incenerimento per fare modesta cassa, in un territorio come quello di Ancona, già super edificato e altamente problematico?

Noi del PCI anconetano pensiamo di no, che non sia affato indispensabile. Per la semplice ragione - come ha fatto osservare il Comitato dei cittadini che sta conducendo una battaglia sacrosanta per respingere questo infausto progetto - che nelle Marche sono già presenti ben tre impianti di cremazione, di cui solo uno lavora a pieno regime, per cui le strutture attuali potrebbero essere ottimizzate, e i fondi per l’investimento potrebbero essere rivolti a cose più utili e necessarie, per esempio il recupero dei tanti immobili di proprietà pubblica abbandonati.

Aprilo qui https://vivere.me/g442
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PCI Ancona: "Inceneritore no: a proposito di coerenza"

Riassunto: polemica tra PD e sindaco di centro-destra su la collocazione del crematorio a Bolignano; accuse di incoerenza tra posizioni passate e presenti. Si sostiene che la cremazione equivalga a incenerimento, citando fonti tecniche e una sentenza. I cittadini di Bolignano e zone limitrofe si oppongono; l’opposizione 1998 è rivendicata come coerente. Il PCI-An propone di non costruire un nuovo impianto: Marche hanno già tre cremazioni e si potrebbero destinare fondi ad altri interventi.

Leggiamo sui giornali e sui social di scambi polemici fra rappresentanti del PD e il Sindaco di centro-destra circa la coerenza o l’incoerenza delle rispettive posizioni in merito alla collocazione del crematorio a Bolignano e precedenti tentativi andati a vuoto.

Il consigliere Petrelli rimprovera Silvetti di incoerenza, perché nel 1998, quando il sindaco Galeazzi del PD che allora si chiamava PDS voleva realizzare una mega-discarica dei rifiuti nello stesso posto, egli aveva firmato una mozione di contrarietà assieme ai consiglieri comunisti contrari a quel progetto, che infatti fu battuto.

Facile la ribattuta di Silvetti che l’incoerenza è anche del PD, ieri favorevole a collocarvi i rifiuti e oggi contrario a incenerirvi cadaveri. Perché su questo bisogna essere chiari: un impianto di cremazione è a tutti gli effetti un inceneritore, come ha argomentato con evidenze scientifiche l’allergologo Floriano Bonifazi, un esperto che Silvetti aveva voluto consulente del Comune per il PIA, e come ha sentenziato lo stesso Consiglio di Stato che ha classificato i crematori come industrie inquinanti di classe uno.

Dalla polemica emerge dunque che Silvetti ieri contrario è oggi favorevole, mentre il PD(S) ieri favorevole oggi è contrario (o almeno così pare). Una nuova conferma di un sistema politico inquinato da una falso bipolarismo, dove cambiando l’ordine dei posti il risultato è lo stesso.

A dirla chiaramente dunque i veri coerenti sono stati e sono i cittadini e le cittadine di Bolignano e località vicine – Aspio, Candia e zona Baraccola – ormai in migliaia si sono espressi contro questo ennesimo assalto al territorio in cui vivono e che per ragioni ecologiche, naturalistiche e storico-archeologiche deve essere preservato.

In secondo luogo, rivendichiamo la coerenza dell’opposizione del 1998 allo sciagurato progetto di mega-discarica dell’ex sindaco Galeazzi espressa in Consiglio comunale dalla compagna Lidia Mangani assieme agli altri consiglieri di allora di Rifondazione comunista Stefano Crispiani e Paolo Pascucci, con l’opposizione oggi del consigliere Rubini, l’unico che fin dall’inizio ha votato contro ad un impianto di cremazione nei pressi di centri abitati, che il PD voleva a Tavernelle e oggi Silvetti vuole realizzare a Bolignano.

Intendiamoci, errare humanum est, e noi apprezziamo chi riconoscendo l’errore cambia orientamento e posizione. Purché non a chiacchiere, ma con atti conseguenti.

E dunque diciamola tutta; è proprio necessario quest’altro impianto di incenerimento per fare modesta cassa, in un territorio come quello di Ancona, già super edificato e altamente problematico?

Noi del PCI anconetano pensiamo di no, che non sia affato indispensabile. Per la semplice ragione - come ha fatto osservare il Comitato dei cittadini che sta conducendo una battaglia sacrosanta per respingere questo infausto progetto - che nelle Marche sono già presenti ben tre impianti di cremazione, di cui solo uno lavora a pieno regime, per cui le strutture attuali potrebbero essere ottimizzate, e i fondi per l’investimento potrebbero essere rivolti a cose più utili e necessarie, per esempio il recupero dei tanti immobili di proprietà pubblica abbandonati.


PCI Ancona: "Inceneritore no: a proposito di coerenza"
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PCI Ancona: "Inceneritore no: a proposito di coerenza"

Riassunto: polemica tra PD e sindaco di centro-destra su la collocazione del crematorio a Bolignano; accuse di incoerenza tra posizioni passate e presenti. Si sostiene che la cremazione equivalga a incenerimento, citando fonti tecniche e una sentenza. I cittadini di Bolignano e zone limitrofe si oppongono; l’opposizione 1998 è rivendicata come coerente. Il PCI-An propone di non costruire un nuovo impianto: Marche hanno già tre cremazioni e si potrebbero destinare fondi ad altri interventi.

Leggiamo sui giornali e sui social di scambi polemici fra rappresentanti del PD e il Sindaco di centro-destra circa la coerenza o l’incoerenza delle rispettive posizioni in merito alla collocazione del crematorio a Bolignano e precedenti tentativi andati a vuoto.

Il consigliere Petrelli rimprovera Silvetti di incoerenza, perché nel 1998, quando il sindaco Galeazzi del PD che allora si chiamava PDS voleva realizzare una mega-discarica dei rifiuti nello stesso posto, egli aveva firmato una mozione di contrarietà assieme ai consiglieri comunisti contrari a quel progetto, che infatti fu battuto.

Facile la ribattuta di Silvetti che l’incoerenza è anche del PD, ieri favorevole a collocarvi i rifiuti e oggi contrario a incenerirvi cadaveri. Perché su questo bisogna essere chiari: un impianto di cremazione è a tutti gli effetti un inceneritore, come ha argomentato con evidenze scientifiche l’allergologo Floriano Bonifazi, un esperto che Silvetti aveva voluto consulente del Comune per il PIA, e come ha sentenziato lo stesso Consiglio di Stato che ha classificato i crematori come industrie inquinanti di classe uno.

Dalla polemica emerge dunque che Silvetti ieri contrario è oggi favorevole, mentre il PD(S) ieri favorevole oggi è contrario (o almeno così pare). Una nuova conferma di un sistema politico inquinato da una falso bipolarismo, dove cambiando l’ordine dei posti il risultato è lo stesso.

A dirla chiaramente dunque i veri coerenti sono stati e sono i cittadini e le cittadine di Bolignano e località vicine – Aspio, Candia e zona Baraccola – ormai in migliaia si sono espressi contro questo ennesimo assalto al territorio in cui vivono e che per ragioni ecologiche, naturalistiche e storico-archeologiche deve essere preservato.

In secondo luogo, rivendichiamo la coerenza dell’opposizione del 1998 allo sciagurato progetto di mega-discarica dell’ex sindaco Galeazzi espressa in Consiglio comunale dalla compagna Lidia Mangani assieme agli altri consiglieri di allora di Rifondazione comunista Stefano Crispiani e Paolo Pascucci, con l’opposizione oggi del consigliere Rubini, l’unico che fin dall’inizio ha votato contro ad un impianto di cremazione nei pressi di centri abitati, che il PD voleva a Tavernelle e oggi Silvetti vuole realizzare a Bolignano.

Intendiamoci, errare humanum est, e noi apprezziamo chi riconoscendo l’errore cambia orientamento e posizione. Purché non a chiacchiere, ma con atti conseguenti.

E dunque diciamola tutta; è proprio necessario quest’altro impianto di incenerimento per fare modesta cassa, in un territorio come quello di Ancona, già super edificato e altamente problematico?

Noi del PCI anconetano pensiamo di no, che non sia affato indispensabile. Per la semplice ragione - come ha fatto osservare il Comitato dei cittadini che sta conducendo una battaglia sacrosanta per respingere questo infausto progetto - che nelle Marche sono già presenti ben tre impianti di cremazione, di cui solo uno lavora a pieno regime, per cui le strutture attuali potrebbero essere ottimizzate, e i fondi per l’investimento potrebbero essere rivolti a cose più utili e necessarie, per esempio il recupero dei tanti immobili di proprietà pubblica abbandonati.

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