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CRONACA

04.09.2026 16:54
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di Redazione
redazione@vivereancona.it

Perseguita e minaccia una donna poi rifiuta il braccialetto elettronico: scatta il divieto di dimora

La Polizia di Stato di Ancona, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha dato esecuzione a una misura cautelare emessa dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di un uomo ritenuto responsabile di reiterate condotte persecutorie ai danni di una donna residente nel capoluogo dorico.

L’attività investigativa, avviata a seguito della denuncia presentata dalla vittima, ha consentito di raccogliere gravi elementi in ordine a una serie di comportamenti molesti e minacciosi che si sarebbero protratti nel tempo da giugno scorso, causando nella donna un grave e perdurante stato di ansia e paura, nonché un fondato timore per la propria incolumità e per quella della figlia.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, l’uomo si presentava frequentemente presso il luogo di lavoro della persona offesa, assumendo atteggiamenti sempre più aggressivi e pronunciando frasi dal contenuto intimidatorio e offensivo. In più occasioni avrebbe dato in escandescenze, urlando e manifestando intenti violenti nei confronti di terze persone, pretendendo altresì che la vittima intervenisse per risolvere questioni personali che lo riguardavano.

Le condotte contestate avrebbero costretto la donna a modificare significativamente le proprie abitudini di vita, inducendola a evitare situazioni in cui avrebbe potuto incontrare l’indagato e a richiedere la costante presenza di altre persone per sentirsi al sicuro.

L’episodio più grave si sarebbe verificato all’interno dell’esercizio commerciale dove lavora la vittima, quando l’uomo, dopo averla insultata ripetutamente e mentre la stessa era in evidente stato di agitazione, avrebbe colpito con forza una vetrina, provocando la caduta di diversi oggetti esposti.

L’indagato, destinatario della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa con l’obbligo di mantenere una distanza non inferiore a 1.000 metri dalla stessa, al momento della notifica del provvedimento rifiutava l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo. In ragione di tale rifiuto, è stata applicata la più gravosa misura cautelare del divieto di dimora nel territorio della provincia di Ancona, come espressamente previsto dall’ordinanza emessa dal G.I.P.

Il provvedimento eseguito, costituisce misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui è ammesso mezzo di impugnazione e il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva.

Aprilo qui https://vivere.me/g5Iu
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Perseguita e minaccia una donna poi rifiuta il braccialetto elettronico: scatta il divieto di dimora

La Polizia di Ancona ha eseguito una misura cautelare (divieto di avvicinamento, successivamente divieto di dimora) nei confronti di un uomo ritenuto autore di ripetute condotte persecutorie nei confronti di una donna residente, a seguito di una denuncia. Le indagini hanno evidenziato molestie, minacce e comportamenti aggressivi, tra cui un episodio in un esercizio commerciale. La vittima ha modificato le sue abitudini per timore dell’indagato.

La Polizia di Stato di Ancona, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha dato esecuzione a una misura cautelare emessa dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di un uomo ritenuto responsabile di reiterate condotte persecutorie ai danni di una donna residente nel capoluogo dorico.

L’attività investigativa, avviata a seguito della denuncia presentata dalla vittima, ha consentito di raccogliere gravi elementi in ordine a una serie di comportamenti molesti e minacciosi che si sarebbero protratti nel tempo da giugno scorso, causando nella donna un grave e perdurante stato di ansia e paura, nonché un fondato timore per la propria incolumità e per quella della figlia.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, l’uomo si presentava frequentemente presso il luogo di lavoro della persona offesa, assumendo atteggiamenti sempre più aggressivi e pronunciando frasi dal contenuto intimidatorio e offensivo. In più occasioni avrebbe dato in escandescenze, urlando e manifestando intenti violenti nei confronti di terze persone, pretendendo altresì che la vittima intervenisse per risolvere questioni personali che lo riguardavano.

Le condotte contestate avrebbero costretto la donna a modificare significativamente le proprie abitudini di vita, inducendola a evitare situazioni in cui avrebbe potuto incontrare l’indagato e a richiedere la costante presenza di altre persone per sentirsi al sicuro.

L’episodio più grave si sarebbe verificato all’interno dell’esercizio commerciale dove lavora la vittima, quando l’uomo, dopo averla insultata ripetutamente e mentre la stessa era in evidente stato di agitazione, avrebbe colpito con forza una vetrina, provocando la caduta di diversi oggetti esposti.

L’indagato, destinatario della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa con l’obbligo di mantenere una distanza non inferiore a 1.000 metri dalla stessa, al momento della notifica del provvedimento rifiutava l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo. In ragione di tale rifiuto, è stata applicata la più gravosa misura cautelare del divieto di dimora nel territorio della provincia di Ancona, come espressamente previsto dall’ordinanza emessa dal G.I.P.

Il provvedimento eseguito, costituisce misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui è ammesso mezzo di impugnazione e il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva.

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Perseguita e minaccia una donna poi rifiuta il braccialetto elettronico: scatta il divieto di dimora

04.09.2026 16:54 2
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La Polizia di Ancona ha eseguito una misura cautelare (divieto di avvicinamento, successivamente divieto di dimora) nei confronti di un uomo ritenuto autore di ripetute condotte persecutorie nei confronti di una donna residente, a seguito di una denuncia. Le indagini hanno evidenziato molestie, minacce e comportamenti aggressivi, tra cui un episodio in un esercizio commerciale. La vittima ha modificato le sue abitudini per timore dell’indagato.

La Polizia di Stato di Ancona, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha dato esecuzione a una misura cautelare emessa dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di un uomo ritenuto responsabile di reiterate condotte persecutorie ai danni di una donna residente nel capoluogo dorico.

L’attività investigativa, avviata a seguito della denuncia presentata dalla vittima, ha consentito di raccogliere gravi elementi in ordine a una serie di comportamenti molesti e minacciosi che si sarebbero protratti nel tempo da giugno scorso, causando nella donna un grave e perdurante stato di ansia e paura, nonché un fondato timore per la propria incolumità e per quella della figlia.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, l’uomo si presentava frequentemente presso il luogo di lavoro della persona offesa, assumendo atteggiamenti sempre più aggressivi e pronunciando frasi dal contenuto intimidatorio e offensivo. In più occasioni avrebbe dato in escandescenze, urlando e manifestando intenti violenti nei confronti di terze persone, pretendendo altresì che la vittima intervenisse per risolvere questioni personali che lo riguardavano.

Le condotte contestate avrebbero costretto la donna a modificare significativamente le proprie abitudini di vita, inducendola a evitare situazioni in cui avrebbe potuto incontrare l’indagato e a richiedere la costante presenza di altre persone per sentirsi al sicuro.

L’episodio più grave si sarebbe verificato all’interno dell’esercizio commerciale dove lavora la vittima, quando l’uomo, dopo averla insultata ripetutamente e mentre la stessa era in evidente stato di agitazione, avrebbe colpito con forza una vetrina, provocando la caduta di diversi oggetti esposti.

L’indagato, destinatario della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa con l’obbligo di mantenere una distanza non inferiore a 1.000 metri dalla stessa, al momento della notifica del provvedimento rifiutava l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo. In ragione di tale rifiuto, è stata applicata la più gravosa misura cautelare del divieto di dimora nel territorio della provincia di Ancona, come espressamente previsto dall’ordinanza emessa dal G.I.P.

Il provvedimento eseguito, costituisce misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui è ammesso mezzo di impugnazione e il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva.

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