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da Cgil Ancona |
Plasma Gate, la Fp Cgil di Ancona: "Basta rimpalli, pagate i lavoratori" |
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La vicenda del Plasma Gate continua a produrre conseguenze e, ancora una volta, a farne le spese sono i lavoratori che non vengono pagati. La Fp Cgil di Ancona chiede ai vertici delle aziende di pagare le prestazioni dovute. Durante l’emergenza determinatasi tra marzo e maggio a causa della carenza di personale, presso l’Officina Trasfusionale di Torrette hanno prestato servizio tecnici di laboratorio provenienti da altre aziende sanitarie regionali, tra cui AST Ancona. I lavoratori hanno svolto ore aggiuntive rispetto al proprio orario di servizio per evitare ulteriori sprechi di plasma e garantire il corretto svolgimento delle procedure. Quelle ore, però, a oggi non sono ancora state retribuite. «La situazione è inaccettabile – denuncia la FP CGIL Ancona –. Questi lavoratori hanno risposto a una richiesta della Regione e delle amministrazioni mettendo a disposizione professionalità, tempo e disponibilità in una situazione di emergenza. Non è tollerabile che, a distanza di mesi, non abbiano ancora ricevuto quanto dovuto». Il sindacato si è attivato da tempo attraverso lettere, diffide e numerose interlocuzioni con le aziende interessate, chiedendo di individuare il soggetto competente al pagamento. La situazione, tuttavia, resta bloccata in un assurdo rimpallo di responsabilità tra le aziende: AST Ancona non procede al pagamento perché Torrette non avrebbe ancora liquidato le somme dovute. A fronte di questa situazione, secondo la FP CGIL Ancona, sorprende il silenzio del Dipartimento del Servizio Salute Regionale da noi interessato, che nel mese di marzo aveva dato disposizione di attivare con urgenza le prestazioni aggiuntive. «Non accettiamo che siano i lavoratori a pagare il prezzo di inefficienze e ritardi amministrativi – prosegue la FP CGIL –. Se è stato chiesto loro di intervenire per affrontare una situazione di emergenza, deve essere riconosciuto immediatamente anche il loro diritto a essere retribuiti». Resta inoltre irrisolta la questione del Polo Unico per la gestione dell’Officina Trasfusionale, previsto dal nuovo regolamento DIRMT, ma ancora privo di una concreta attuazione e di una definizione dell’organico necessario. «Dopo mesi di richieste e di disponibilità al confronto, siamo costretti ancora una volta a denunciare pubblicamente questa situazione. È arrivato il momento di mettere fine ai rimpalli: i lavoratori hanno fatto la loro parte, ora le amministrazioni facciano la propria». La FP CGIL Ancona chiede quindi il pagamento immediato delle ore aggiuntive effettuate e risposte chiare sul futuro dell’Officina Trasfusionale, a tutela dei lavoratori e della qualità del servizio sanitario pubblico. |
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ATTUALITà
Plasma Gate, la Fp Cgil di Ancona: "Basta rimpalli, pagate i lavoratori"
La vicenda del Plasma Gate continua a produrre conseguenze e, ancora una volta, a farne le spese sono i lavoratori che non vengono pagati.
La Fp Cgil di Ancona chiede ai vertici delle aziende di pagare le prestazioni dovute.
Durante l’emergenza determinatasi tra marzo e maggio a causa della carenza di personale, presso l’Officina Trasfusionale di Torrette hanno prestato servizio tecnici di laboratorio provenienti da altre aziende sanitarie regionali, tra cui AST Ancona. I lavoratori hanno svolto ore aggiuntive rispetto al proprio orario di servizio per evitare ulteriori sprechi di plasma e garantire il corretto svolgimento delle procedure.
Quelle ore, però, a oggi non sono ancora state retribuite.
«La situazione è inaccettabile – denuncia la FP CGIL Ancona –. Questi lavoratori hanno risposto a una richiesta della Regione e delle amministrazioni mettendo a disposizione professionalità, tempo e disponibilità in una situazione di emergenza. Non è tollerabile che, a distanza di mesi, non abbiano ancora ricevuto quanto dovuto».
Il sindacato si è attivato da tempo attraverso lettere, diffide e numerose interlocuzioni con le aziende interessate, chiedendo di individuare il soggetto competente al pagamento. La situazione, tuttavia, resta bloccata in un assurdo rimpallo di responsabilità tra le aziende: AST Ancona non procede al pagamento perché Torrette non avrebbe ancora liquidato le somme dovute.
A fronte di questa situazione, secondo la FP CGIL Ancona, sorprende il silenzio del Dipartimento del Servizio Salute Regionale da noi interessato, che nel mese di marzo aveva dato disposizione di attivare con urgenza le prestazioni aggiuntive.
«Non accettiamo che siano i lavoratori a pagare il prezzo di inefficienze e ritardi amministrativi – prosegue la FP CGIL –. Se è stato chiesto loro di intervenire per affrontare una situazione di emergenza, deve essere riconosciuto immediatamente anche il loro diritto a essere retribuiti».
Resta inoltre irrisolta la questione del Polo Unico per la gestione dell’Officina Trasfusionale, previsto dal nuovo regolamento DIRMT, ma ancora privo di una concreta attuazione e di una definizione dell’organico necessario.
«Dopo mesi di richieste e di disponibilità al confronto, siamo costretti ancora una volta a denunciare pubblicamente questa situazione. È arrivato il momento di mettere fine ai rimpalli: i lavoratori hanno fatto la loro parte, ora le amministrazioni facciano la propria».
La FP CGIL Ancona chiede quindi il pagamento immediato delle ore aggiuntive effettuate e risposte chiare sul futuro dell’Officina Trasfusionale, a tutela dei lavoratori e della qualità del servizio sanitario pubblico.
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Plasma Gate, la Fp Cgil di Ancona: "Basta rimpalli, pagate i lavoratori"
La vicenda del Plasma Gate continua a produrre conseguenze e, ancora una volta, a farne le spese sono i lavoratori che non vengono pagati.
La Fp Cgil di Ancona chiede ai vertici delle aziende di pagare le prestazioni dovute.
Durante l’emergenza determinatasi tra marzo e maggio a causa della carenza di personale, presso l’Officina Trasfusionale di Torrette hanno prestato servizio tecnici di laboratorio provenienti da altre aziende sanitarie regionali, tra cui AST Ancona. I lavoratori hanno svolto ore aggiuntive rispetto al proprio orario di servizio per evitare ulteriori sprechi di plasma e garantire il corretto svolgimento delle procedure.
Quelle ore, però, a oggi non sono ancora state retribuite.
«La situazione è inaccettabile – denuncia la FP CGIL Ancona –. Questi lavoratori hanno risposto a una richiesta della Regione e delle amministrazioni mettendo a disposizione professionalità, tempo e disponibilità in una situazione di emergenza. Non è tollerabile che, a distanza di mesi, non abbiano ancora ricevuto quanto dovuto».
Il sindacato si è attivato da tempo attraverso lettere, diffide e numerose interlocuzioni con le aziende interessate, chiedendo di individuare il soggetto competente al pagamento. La situazione, tuttavia, resta bloccata in un assurdo rimpallo di responsabilità tra le aziende: AST Ancona non procede al pagamento perché Torrette non avrebbe ancora liquidato le somme dovute.
A fronte di questa situazione, secondo la FP CGIL Ancona, sorprende il silenzio del Dipartimento del Servizio Salute Regionale da noi interessato, che nel mese di marzo aveva dato disposizione di attivare con urgenza le prestazioni aggiuntive.
«Non accettiamo che siano i lavoratori a pagare il prezzo di inefficienze e ritardi amministrativi – prosegue la FP CGIL –. Se è stato chiesto loro di intervenire per affrontare una situazione di emergenza, deve essere riconosciuto immediatamente anche il loro diritto a essere retribuiti».
Resta inoltre irrisolta la questione del Polo Unico per la gestione dell’Officina Trasfusionale, previsto dal nuovo regolamento DIRMT, ma ancora privo di una concreta attuazione e di una definizione dell’organico necessario.
«Dopo mesi di richieste e di disponibilità al confronto, siamo costretti ancora una volta a denunciare pubblicamente questa situazione. È arrivato il momento di mettere fine ai rimpalli: i lavoratori hanno fatto la loro parte, ora le amministrazioni facciano la propria».
La FP CGIL Ancona chiede quindi il pagamento immediato delle ore aggiuntive effettuate e risposte chiare sul futuro dell’Officina Trasfusionale, a tutela dei lavoratori e della qualità del servizio sanitario pubblico.

