L'arte viva

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“Di dove sei figliolo?”, “Di Senigallia”, “Ah, di Senigallia, mezzi santi, mezza canaglia!”. Gino, l’erratico protagonista del film “Ossessione”, viene apostrofato con queste battute iniziali dal reverendo al quale Luchino Visconti mette addosso anche i panni del corifèo, che nella tragedia greca conduce il coro nel predire e commentare gli eventi drammatici riservati dal destino ai personaggi della narrazione.