Frana di Ancona: ottenuto il plauso sul piano internazionale
E’stato inserito in un progetto accolto e finanziato dalla Commissione europea. Insieme a quella di Ackness-Norvegia, è la frana di Ancona l’\"hot spot\" su cui sono accesi i riflettori sul piano mondiale
La presentazione del sistema di monitoraggio del Comune di Ancona- “Convivere con la frana”- svolta nei giorni scorsi ad Oslo al 33° Congresso internazionale di Geologia ha di fatto attirato l’attenzione di geologi ed accademici italiani e di molti paesi non solo europei che in queste ore stanno contattando il responsabile scientifico del progetto e coordinatore del gruppo di monitoraggio Stefano Cardellini, geologo del Comune, per congratularsi per l’esperienza anconetana e per chiedere ulteriori informazioni.
Tale è stato l’interesse acceso dalla relazione sul “caso Ancona” che dall’Università di Firenze è arrivato ieri l’invito a partecipare al I° Forum mondiale sulle Frane che si svolgerà a Tokio dal 18 al 21 novembre prossimi.
Il sistema di monitoraggio della frana di Ancona sviluppato dall’Amministrazione è inserito nel progetto europeo Safe Land accolto a Bruxelles dalla Commissione Europea e vedrà la partenza nel mese di gennaio 2009. Lo stanziamento attribuito a tale progetto- nel quale Ancona figura come modello di riferimento in Europa nella gestione di una frana urbana di grandi proporzioni- è pari a 6 milioni 660.000 euro.
Questo comporterà che il sistema adottato dall’Amministrazione sarà oggetto di studio da parte di esperti e docenti che nel prossimi periodo verranno appositamente ad Ancona per analizzare una soluzione ritenuta assolutamente all’avanguardia e condotta con standard professionali inusuali per un ente pubblico.
Al convegno mondiale di Oslo, infatti, quella di Ancona è stata l’unica presenza di un’Amministrazione comunale tra decine di atenei.
Si ricorda che il sistema di monitoraggio adottato dal Comune di Ancona e- unico altro caso- dall’università norvegese di Trondheim preposta al controllo della complessa e pericolosa frana di Ackness, è ritenuto dagli esperti una formula molto interessante ed efficace perchè permette agli abitanti della zona in frana di convivere con il fenomeno in condizioni di totale sicurezza. Il sistema infatti è modulato in modo tale da tenere costantemente sotto controllo tutti i possibili movimenti del terreno e, all’occorrenza, di allertare gli abitanti con un significativo anticipo rispetto ai movimenti di superficie.
Nella città di Ancona attualmente è in funzione una parte del sistema, il monitoraggio superficiale integrato di alta precisione, gestito e controllato, durante il giorno, dai tecnici comunali. Il sistema è completamente automatizzato, composto da sette stazioni robotiche, sette stazioni di riferimento Gps doppia frequenza, ventisei stazioni di monitoraggio Gps singola frequenza, appositi software per la gestione della strumentazione, l’analisi dei dati e la gestione degli allarmi in caso si registrino movimenti franosi dell’area, anche di lieve entità.
Gli strumenti di controllo sono stati installati in parte sull’area e sugli immobili di proprietà pubblica o di interesse pubblico, in parte sugli immobili di proprietà privata, in parte in zone limitrofe all’area colpita. E’ inoltre in fase di realizzazione il sistema di monitoraggio profondo composto da tre colonne multiparametriche DMS della profondità di 100 metri ciascuna, posizionate nel centro del corpo di frana, con lo scopo di misurare i movimenti profondi e prevenire la ripercussione in superficie con almeno due o tre ore di anticipo. Tutto il sistema (monitoraggio superficiale e profondo) sarà attivo entro fine anno e sarà in funzione 24 ore su 24, sotto il controllo di un gruppo di tecnici specializzati con base operativa nella sede contrale del Comune. “Il successo della presentazione del sistema di Ancona- ha sottolineato l’assessore a Frana e Protezione civile, Sandro Simonetti- è per questa Amministrazione motivo di grande soddisfazione e conferma la validità di una scelta che privilegia la dimensione della “convivenza” con un fenomeno che preoccupa i cittadini ma del quale si può garantire il controllo, a fronte dell’ipotesi tradizionale dell’abbandono delle abitazioni e quindi della svalutazione dell’area oppure di un intervento invasivo che sul piano del rapporto costo-benefici non è conveniente e non offre alcuna garanzia di riuscita”
Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 22 agosto 2008 - 1475 letture











