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comunicato stampa

Federalismo fiscale, una pagina bianca da scrivere

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patrizia casagrande

Patrizia Casagrande sostiene il federalismo fiscale: un traguardo da raggiungere nel più breve tempo possibile

Con il federalismo fiscale, si apre una nuova stagione di cambiamento per le competenze dello Stato e degli Enti locali. Tutti noi, cittadini e amministratori, siamo di fronte a una svolta di responsabilizzazione e trasparenza nella gestione della “cosa pubblica”, là dove le imposte avranno una loro visibile finalità e lo sviluppo dovrà puntare obiettivi sociali e politici credibili e condivisi. Su tali principi si basa l’articolo 119 della riforma costituzionale del 2001, per la quale la Corte Costituzionale ha sottolineato più volte l’urgenza di attuazione. In realtà, i governi che da allora si sono succeduti hanno promosso momenti di studio sulle possibilità di attuazione di un federalismo fiscale che trovi soluzione alla storica frattura che separa l’Italia del nord da quella del sud. Un gap che evidentemente coinvolge tutto il Paese, non solo e non tanto per le sterili polemiche su un Sud assistenzialista, quanto per una reale mancanza di equità di condizioni sociali e produttive che comporta un mancato sviluppo.


Tutti noi ricordiamo le parole del Presidente Giorgio Napolitano ad Ancona nello scorso giugno, quando parlava con rammarico di un’Italia a due velocità, lo stesso Presidente che, molti decenni prima, sceglieva per la sua tesi di laurea l’argomento del mancato sviluppo industriale del Mezzogiorno. Una frattura storica mai composta, per la quale oggi si sceglie di cambiare strada, di orientarsi verso un federalismo fiscale che trovi modelli di attuazione in Paesi come la Francia o la Germania, che trovi momenti di controllo e verifica all’interno dell’Italia e dell’Unione Europea. Oggi il traguardo del federalismo fiscale è molto vicino e le occasioni di confronto si fanno serrate. Riflessioni e aggiustamenti si susseguono anche sulla bozza del ministro Calderoni dello scorso 3 settembre. Si gioca la partita del patto di stabilità con gli Enti locali, dell’individuazione delle rispettive funzioni, evitando le duplicazioni che nel tempo si sono accumulate.


Una regione come la nostra, insieme a poche altre, si trova in posizione privilegiata rispetto all’equilibrio tra entrate fiscali e spese. Una condizione di vantaggio che, secondo la strategia sin qui concordata, potrà godere del riconoscimento previsto per gli enti bene amministrati. Nella prospettiva di semplificazione, le Province sono disposte a perdere alcune aree di gestione, per concentrarsi su tre assi: strade e tutela dell’ambiente; regolazione dei grandi sistemi di rete, sviluppo economico, mantenendo il coordinamento del territorio su area vasta in materia di urbanistica e cultura. Il federalismo fiscale è, dunque, una sfida, una “pagina bianca” su cui scrivere la concretezza di un cambiamento di direzione che restituisca fiducia ai cittadini e rilanci uno sviluppo armonico. Le idee migliori nascono nei momenti di maggiore difficoltà e il pervasivo pessimismo dei nostri giorni potrebbe trasformarsi nella capacità di creare nuove prospettive. Bisogna crederci e lavorarci. Le occasioni non mancano: oggi a Roma con il direttivo nazionale dell’Upi, domani a Pesaro con l’Italia centrale e il ministro Maroni, il 13 ottobre a Torino con l’assemblea generale delle Province.



patrizia casagrande

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-09-2008 alle 01:01 sul giornale del 13 settembre 2008 - 1174 letture