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comunicato stampa

Il ricordo di Sturani per Franco Del Mastro

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Durante i funerali di Franco Del Mastro il sindaco Fabio Sturani ha tenuto un discorso di commemorazione.

Caro Franco, ci mancherai! Mancherai a tua moglie Anna Elisa, a tua figlia Giovanna, alla tua nipotina, alla tua famiglia, ai tuoi amici, a tutti coloro che ti hanno voluto bene e che continueranno a volertene. Mancherai soprattutto a questa tua Ancona, a questa nostra Ancona che tanto hai amato e per la quale ti sei sempre speso senza riserve, senza risparmiarti. Il tuo impegno a Palazzo del Popolo è stato forte e partecipato fin dai primi anni settanta.


Assessore ai servizi sociali nell’esecutivo Trifogli dal ’74 al ’76 ed in due giunte guidate da Guido Monina: dal ’79 al 1983 sempre alla sanità e servizi sociali e poi dall’83 al 1988 alle finanze. E poi, dall’agosto del 1988 al novembre del 1992, da primo cittadino ti sei assunto in prima persona l’onere di guidare un esecutivo chiamato a governare in un momento non facile per la vita della città. Superati per larga parte i problemi dell’emergenza e della ricostruzione, Ancona deve infatti sviluppare la propria crescita spingendo sull’acceleratore per una diversa qualità del vivere, per essere capoluogo non solo di nome. Bisogna pertanto creare le condizioni perché la nuova Ancona non resti sulla carta ma trovi invece graduale realizzazione.


E tu caro Franco ti sei caricato sulle spalle pesanti fardelli, sei riuscito a “firmare” alcune parti significative della nuova Ancona. Penso alla realizzazione dello stadio Del Conero e del Palarossini, allo sblocco dell’asse attrezzato, alla non facile acquisizione della proprietà della Mole Vanvitelliana. Ma anche all’avvio dei lavori per la ristrutturazione delle Muse, al sistema delle piazze e dei parcheggi, alla piena attuazione del piano per gli insediamenti produttivi alla Baraccola.Per non parlare dell’impegno messo nel favorire il momento partecipativo. In una tua intervista di qualche anno fa ti venne chiesto quale fosse l’Ancona di Franco Del Mastro. E tu rispondesti : “La mia Ancona era vivace, piena di stimoli e di entusiasmo; era una Ancona fortemente propositiva. Il consiglio comunale era un vero centro di partecipazione; il sindaco, eletto tramite un’elezione di secondo grado, aveva meno poteri di oggi e quindi doveva necessariamente mediare. Una questione molto importante per l’Ancona del tempo,era quella della ricostruzione legata al dopo terremoto ed al dopo frana, quella delle Muse, del Palasport, del pacchetto Longarini, dell’asse attrezzato.Il porto era considerato un fattore di sviluppo per la città e per la provincia.Anche l’ Università è stata un forte polo di crescita culturale.Inoltre Ancona ha potuto e voluto consolidare una organica rete di servizi sociali, dagli asili nido all’ assistenza domiciliare agli anziani, ai servizi per i disabili, allo stesso interpretariato per sordomuti.Dal punto di vista culturale si è puntato sulle istituzioni museali, sulla pinacoteca e sulla biblioteca.


La mia Ancona aveva ombre, ma anche grandi potenzialità,immersa in un periodo politicamente difficile con il crollo rovinoso della prima repubblica e l’avvento della seconda.Era un periodo caratterizzato dalla frantumazione ed in seguito dalla scomparsa dei partiti che comunque da sempre hanno rappresentato il luogo deputato alla partecipazione”. Caro Franco, hai dovuto affrontare situazioni politico-amministrative complesse tali da richiedere nervi saldi ed un paziente lavoro di cucitura. Sempre e comunque hai cercato di far prevalere quello spirito costruttivo e quella rigorosa azione amministrativa che ti faranno ricordare come un sindaco garante della crescita e dello sviluppo sociale, economico e culturale. Un impegno di riflessione, di elaborazione che hai continuato all direzione del circolo culturale “Lombardi”, un contributo culturale per far crescere una sinistra riformista! L’Ancona del nuovo millennio in qualche modo ti è debitrice. Anche se il tempo stempera ricordi ed emozioni, la memoria storica resta.


Ed del tuo lavoro al servizio della nostra comunità resterà traccia indelebile. Vorrei da ultimo salutarti riprendendo dei concetti a te particolarmente cari. Pensando al futuro della città, amavi spesso ricordare che questo futuro non può che passare attraverso la valorizzazione delle intelligenze, il coinvolgimento popolare nelle scelte strategiche di sviluppo. Insomma, bisogna sentirsi parte di una vera comunità. Ricordo le tue parole, la Palazzo degli Anziani, il 4 maggio quando ti abbiamo consegnato, molto meritatamente, il “Ciriachino”! Non a caso oggi questa nostra comunità si ritrova unita attorno alla tua famiglia per ringraziarti e per ricordarti che la tua testimonianza di vita sarà da esempio per le nuove generazioni.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 25 novembre 2008 - 1366 letture