Raccolta porta a porta: lettera aperta di una cittadina al futuro Sindaco
Di seguito riportiamo la lettera integrale della cittadina anconetana Barbara Falistocco inviata dalla stessa al futuro Sindaco di Ancona circa la Raccolta Porta a Porta.
“Carissimo” futuro Sindaco,
avrei potuto rivolgermi a Lei con un vezzo simile a quello di altri suoi colleghi, sindaco
della città dei fiori o sindaco della riviera delle palme, ma purtroppo l’unico appellativo
che mi sorge spontaneo al momento è Sindaco della Città dei Bidoni; e, mi permetta, non
solo in senso metaforico (con riferimento a tutto quello che i suoi predecessori hanno
promesso e non mantenuto), ma in senso letterale, pratico visto che girando per le
strade quello che ormai salta agli occhi non sono più le bellezze o i paesaggi della nostra
città, ma un’infinita serie policroma di bidoni, bidoncini, scatole e sacchetti per la
raccolta della spazzatura.
Avrà capito che il tema di questa mia è la raccolta porta a porta avviata nella nostra
città.
Ora vorrei capire io, e con me credo molti cittadini, come si è arrivati a questo scempio.
Che la raccolta differenziata sia sacrosanta, un dovere dei cittadini, un diritto del
mondo in cui viviamo è assodato (e personalmente sono anni che nel mio piccolo la
realizzo), ma il modo in cui si sta attuando credo sia il peggiore che si potesse scegliere.
Pur volendo tralasciare quanto auspicato nel decreto Ronchi o facendo finta di non
conoscere il fallimento di questo sistema, già abbandonato da diverse amministrazioni,
mi farebbe piacere analizzare brevemente con Lei alcuni aspetti.
a) Fattore estetico: vedere le strade disseminate di una miriade di bidoni,
contenitori, sacchi e quant’altro è forse più gradevole che scorgere delle isole con
pochi, grandi e ben attrezzati cassonetti, di minor impatto ambientale, più facili
da igienizzare e pulire?
b) Fattore igienico: i contenitori andrebbero esposti solo al momento della raccolta,
ma vuoi per motivi logistici, vuoi per motivi di raccolta od anche per motivi
personali di chi li deve esporre, gli stessi sono praticamente sempre in strada, il
più delle volte pieni. Consideriamo ad esempio il vetro: viene raccolto una volta alla
settimana e per quanto lo si possa pulire (perché attenzione va lavato – spreco di
acqua – anche se fonde a 1400° – ma non serve il sapone altrimenti si inquina di più)
l’esposizione, soprattutto nei periodi caldi, attira insetti, formiche, animali
attratti dagli odori. La carta: se piove i contenitori si riempiono di acqua, la carta
si inzuppa e i contenitori tornano belli sporchi da lavare (e visto questo inverno è
probabile che possa piovere). Il passaggio quotidiano dei mezzi di raccolta nelle
isole garantisce che la spazzatura venga smaltita quotidianamente o comunque
venga stoccata in contenitori idonei.
c) Fattore logistico: portare i bidoni in tutte le case non significa educare i cittadini
al rispetto dell’ambiente e soprattutto invogliarli alla raccolta differenziata. Non
tutti abitano in ville con giardino o in appartamenti signorili con lo stanzino del
disimpegno grande come la casa di una famiglia normale: Voglio dire che non tutti
hanno in casa lo spazio sufficiente per tenere due bidoni, un bidoncino, due
scatole e un sacchetto: chi non ha un balcone, uno stanzino, un pezzo di giardino o
mette tutti questi contenitori in salotto o più semplicemente continuerà a buttare
la maggior parte della spazzatura nell’indifferenziata. L’uso delle isole permette
al cittadino di potersi liberare dei vari rifiuti man mano che si producono, senza
creare delle mini discariche in casa o per strada. Inoltre la raccolta porta a porta
obbliga il passaggio giornaliero, per tutte le vie e a tutte le ore dei mezzi di
raccolta, sistema che ritengo altamente più inquinante del passaggio di pochi
grandi mezzi nei punti di raccolta.
d) Fattore economico: su questo aspetto si potrebbe discutere a lungo (ad onor del
vero anche sui precedenti), ma la domanda che principalmente le pongo è: quanto
ci è costato e quanto ci costa questo sistema di raccolta? Quanto sono costati
tutti i nuovi contenitori e i nuovi mezzi per la raccolta? Se si fosse scelta la
soluzione dell’isola avremmo potuto utilizzare la maggior parte dei cassonetti già
in uso (magari aggiungendone alcuni, come ad esempio quello per la raccolta del
legno) e ovviamente gli stessi mezzi.
Non da meno, per i cittadini, sarà un costo
l’approvvigionamento dei sacchetti. I sacchetti sono gratuiti per i privati, ma
occorre andare a ritirarli presso Anconambiente o in Circoscrizione: peccato che
gli orari in cui si può andare non siano propriamente elastici e chi lavora tutto il
giorno dovrà prendere le ferie oppure, a detta di Anconambiente, acquistare i
sacchetti per la differenziata (assolutamente gialli per la plastica) pagandoli il
100% in più di quelli normali.
Sorge spontanea a questo punto un’ultima domanda: CUI PRODEST? come avrebbero
detto i nostri avi, A CHI GIOVA?
Ai Cittadini? NO, visto che la Tarsu aumenterà, visto che dovranno spendere soldi e
denaro per effettuare la raccolta, visto che dovranno crearsi delle discariche in casa,
visto che dovranno diventare operatori ecologici e svolgere il lavoro per cui qualcun
altro è pagato.
All’Ambiente? NO, visto che è ampiamente dimostrato che questo sistema di raccolta
ha fallito ovunque sia stato applicato e che in paesi (ad esempio in Germania,
Svizzera) o Regioni (ad esempio in Emilia Romagna) più attenti e progrediti sono stati
adottati sistemi differenti (in Germania sono arrivati a differenziare il vetro
trasparente da quello colorato).
A chi amministra e gestisce questa raccolta?
Mi risponda lei se lo sa.
Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-05-2009 alle 17:02 sul giornale del 21 maggio 2009 - 1742 letture




