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comunicato stampa

WWF su gestione cinghiale: l\'attività di sparo nel Parco del Conero è grave pericolosa

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\"In merito alle ultime azioni messe in atto dal Parco del Conero per la gestione del cinghiale nel suo territorio il WWF Marche solleva alcune critiche ma propone anche valide alternative\".

Il recente programma di gestione dei cinghiali nel Parco del Conero prevede il prelievo della specie tramite l’abbattimento selettivo ad opera di alcuni operatori volontari prepararti e abilitati dall’Ente stesso. Gli abbattimenti verranno effettuati da appostamenti fissi (altane) dislocati all’interno dell’areale del Parco e i selettori verranno dotati di carabine a caricamento manuale e l’attività di prelievo sarà sospesa durante i week-end e dal 15 al 31 Agosto. Da Regolamento e’ previsto anche l’utilizzo di trappole e recinti di cattura ma da quanto dichiarato dal Parco saranno probabilmente allestiti a partire dal prossimo anno. L’attività di “sparo” nel Parco a nostro avviso risulta essere fortemente pericolosa e grave. Pericolosa per i turisti e le persone che frequentano il Parco.



Ricordiamo infatti che il Parco insiste in una piccola area fortemente antropizzata e assiduamente frequentata da turisti e abitanti del luogo. Pericolosa per l’altra fauna del Parco in quanto gli interventi con sparo arrecano disturbo. Grave perché corriamo il rischio di avallare le intenzioni di coloro che anni fa hanno effettuato lanci abusivi di esemplari di cinghiali alloctoni per avviare successivamente battute di caccia nel Parco. Immissioni che spiegherebbero anche l’attuale situazione di sovrabbondanza di cinghiali in una area come quella del Conero che risulta essere completamente isolata dal resto dalla rete di pesanti infrastrutture, strade e ferrovie Siamo certi che ci siano altre soluzioni altrettanto valide e più sicure che possano essere adottate a partire da subito per il contenimento dei cinghiali: la scelta di mezzi efficaci come trappole, recinti e corral e non tramite “selecontrollori” che sparano nel Parco. E’ questo un modello che rende partecipi attivamente gli agricoltori in quanto loro stessi protagonisti della soluzione perché coinvolti nella gestione degli stessi recinti, che riduce i conflitti con i danneggiati, agricoltori ed emargina i “colpevoli” dell’immissione dei cinghiali.



E’una scelta strategica per l’utilizzo dei nostri territori a gestione pubblica e pianificata con politiche di prevenzione a differenza degli indennizzi che rappresentano una soluzione unicamente basata su logiche a posteriori che, come si è più volte constatato non sono risultate affatto idonee a risolvere il problema. I sistemi di cattura oltre a consentire la rimozione selettiva delle classi di animali che interessano il piano di abbattimento come femmine e piccoli, permettono di realizzare il necessario e parallelo programma di monitoraggio. Con tale tecnica è infatti possibile la marcatura ed il rilascio di quegli individui. Per tutto ciò la soluzione dello sparo adottata dal Parco non rappresenta assolutamente un soluzione lungimirante, sicura ed efficace per i frequentatori e la fauna del Parco per gli agricoltori e per la nostra società.



Auspichiamo che si vadano a rivedere profondamente le decisioni progettuali attuali nel senso di un intervento più ampio e diversificato che valuti anche le origini dell’attuale popolamento dei cinghiali e che comunque in relazione al prelievo il Parco prenda primariamente in considerazione la nostra proposta di allestimento di recinti di cattura gestiti in accordo con gli agricoltori quale unico e prioritario strumento da adottarsi per il contenimento della locale popolazione di questo suide.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-06-2009 alle 18:24 sul giornale del 26 giugno 2009 - 1612 letture