Teatro: un workshop su movimento e voce

Si chiama progetto Brecht-Weill quello che arriverà ad Ancona diretto e tenuto da Isabella Carloni e Simona Lisi in collaborazione con la Scuola del Teatro Stabile delle Marche. Un workshop movimento e voce che dal 28 al 31 luglio dalle 17 alle 22 si terrà in via Sacripanti 7, al Centro Solidea.
Il workshop di Ancona prevede 4 giorni di laboratorio con 5 ore di lavoro al giorno. Il lavoro giornaliero prevede: un training specifico sulle connessioni tra voce, suono e movimento, con esercizi individuali e di gruppo, un’esplorazione creativa della tematica proposta e un lavoro di improvvisazione e creazione di partiture espressive. I già partecipanti della Scuola di Teatro, i diplomati e gli ex allievi avranno una riduzione sul costo del laboratorio.
Il workshop, tenuto dall’attrice Isabella Carloni e dalla danzatrice-attrice Simona Lisi, entrambe docenti della Scuola di Teatro dello Stabile, è la seconda tappa del Progetto Brecht-Weill liberamente ispirato all’opera musicale Die sieben todsϋnden (I sette vizi capitali), di Kurt Weill (musica) e Bertold Brecht (testo).
Il progetto è articolato in progressive tappe di avvicinamento che prevedono l’indagine dei singoli vizi attraverso laboratori pedagogici in sette diverse città italiane, si è già tenuto a Pescara il laboratorio dedicato all’invidia e sono in fase di organizzazione le tappa di Roma sulla superbia e di Napoli sull’ira.
I laboratori indagano il rapporto contemporaneo con i vizi capitali e approfondiscono ogni volta uno dei sette vizi, proponendo un training specifico su tecniche e interazioni di movimento e voce.
Per la tappa di Ancona il workshop si inoltra, attraverso gli stimoli musicali e drammaturgici dell’opera di Weill-Brecht, in un odierno viaggio all’interno dell’Accidia, quel vizio che viene comunemente associato all’idea di tedio o pigrizia ma anche al più letterario spleen o alla malinconia leopardiana.
Insidiosa e presente, nella sua pericolosa vicinanza al vuoto, in ogni luogo del tempo e dello spazio, l’accidia sembra oggi riprodurre anche una condizione giovanile diffusa, la mancanza di interessi, la monotonia, il senso di vuoto o di immobilità.
Nell’opera originale di Weill-Brecht due sorelle, entrambe di nome Anna, lasciano la loro città di origine in cerca di fortuna: sperano, con il loro lavoro artistico, di guadagnare i soldi necessari da rimandare alla loro famiglia. Le tappe del viaggio, sette città d’America, sono associate ai sette vizi capitali, che nell’intento di Brecht simboleggiano la violazione delle regole di accumulazione del capitale.
Il workshop sposta il viaggio in Italia e lo rivive come un viaggio di emigrazione, una storia dei nostri giorni, dove le protagoniste sono due ma in realtà due facce della stessa persona, che lotta per la sopravvivenza scontrandosi con la propria coscienza e con le proprie convinzioni morali.
Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-07-2009 alle 17:11 sul giornale del 03 luglio 2009 - 1210 letture