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comunicato stampa

Falconara: Gran ballo risorgimentale al Castello per l'Unità d'Italia

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castello di falconara

Immensi abiti di seta sostenuti dalle sottogonne a cerchio, le famose crinoline, ventagli di pizzo, fiori, nastri, acconciature dall’antica, generosi decolleté strizzati in corpetti steccati, frack, marsine ricamate, cravatte a fiocco, gilet damascati e guanti bianchi.

A Falconara Alta l’atmosfera, domenica 30 maggio è stata quella di una celebre scena del Gattopardo e in effetti nella corte del Castello, grazie al Comune di Falconara – assessorato alla Cultura ed alla associazione Società di Danza, si è celebrato un evento quasi contemporaneo alla vicenda siciliana raccontata da Tomasi di Lampedusa. Una settantina di dame e cavalieri in costume d’epoca hanno rievocato un gran ballo organizzato nel momento più cruciale e difficile del Risorgimento marchigiano, cioè i mesi che precedono la battaglia di Castelfidardo e quindi il plebiscito per l’annessione al regno d’Italia. Sarà una vera grande festa sociale che però nasconde un aspetto segreto e quasi di cospirazione. Il ballo infatti è l’occasione che i patrioti (costretti al silenzio ed alla segretezza dal sempre più duro regime pontificio) creano appositamente per incontrarsi e diffondere le ultime attesissime informazioni, sulle battaglie, sull’impresa epica e recentissima del generale Garibaldi e sulle annessioni in corso nel nord e centro Italia.

Fra valzer, quadriglie, marce, contraddanze e mazurke, dame e cavalieri si sono passati notizie e si sono raccontati i fatti più salienti di quei mesi convulsi. La finzione andata in scena al Castello, però è molto vicina alla realtà, perché i gran balli sono, per tutto il XIX secolo, un momento di incontro e di relazione e negli anni della lotta risorgimentale diventano anche un luogo privilegiato, alla pari dei teatri, per la diffusione delle idee federali, unitarie e democratico-liberali. A Falconara, per questa insolita giornata risorgimentale che è servita a ricordare una pagina gloriosa della storia locale, si sono dati appuntamento danzatori provenienti dai numerosi circoli italiani della Società di Danza, in particolare da Roma, Trento, Ferrara, Bologna, Imola, Cesena e Padova, guidati dal maestro di cerimonie Roberto Lodi.

“Abbiamo parlato in un modo un po’ speciale del nostro passato – ha commentato l’assessore alla Cultura Stefania Signorini – senza scadere nella retorica, ma soprattutto evitando il freddo ed asettico confronto fra eruditi. Anzi per qualche ora ci siamo ritrovati immersi nella storia, in mezzo ai protagonisti di quelle vicende decisive anche per il nostro presente”. Le danze tradizionali di quel periodo, guidate dal maestro di cerimonie Roberto Lodi, saranno precedute da una breve lettura teatrale con le voci di Francesco Alpini e Stefano Ranucci.

Il Gran Ballo Risorgimentale è un’idea dell’associazione culturale “Società di Danza” che da oltre 20 anni studia, insegna e pratica i balli “di società” in voga nell’800. Info sulle iniziative e sui corsi della “Società di Danza” ww.societadidanza.it - ancona@societadidanza.it - tel. 335-5467924



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-05-2010 alle 19:21 sul giornale del 31 maggio 2010 - 906 letture