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Ancona Calcio, fusione con il Piano all'orizzonte?

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Con il fallimento della cordata di imprenditori locali, l'Ancona Calcio rischia di dover ripartire dalla serie D o dall'Eccellenza. Ecco le ipotesi.

Dalla Serie A sfiorata al baratro più totale. Sembra una storia da film horror, ma è il riassunto di un'estate che Ancona non dimenticherà facilmente. Dopo l'esclusione dalla serie B, ora la città saluta definitivamente il calcio professionistico. Il sindaco Gramillano si era speso personalmente per trovare gli imprenditori interessati a creare una nuova società. Invano.

Gli scenari futuri, al momento, sono da incubo. Nella migliore delle ipotesi, l'Ancona Calcio potrebbe ripartire dalla Serie D. Più realisticamente, però, la città dovrà mettersi l'anima in pace e ripartire dall'Eccellenza.

Per questo, si parla con insistenza di una possibile fusione con il Piano San Lazzaro. La nuova "Anconitana" cambierebbe anche il nome e prenderebbe anche i tradizionali colori sociali bianco-rossi. Anche lo stadio, il vecchio Dorico, potrebbe già essere pronto per ospitare la nuova "creatura". Resta da capire l'umore dei tifosi. Con il calcio professionistico morto e defunto, come valuterebbero questa via d'uscita?

I dirigenti della "vecchia" Ancona Calcio, nel frattempo, non mollano la presa. Mais, Villa e Petocchi confermano l'intenzione di ricorrere a tutte le vie legali per richiedere l'ammissione in Serie B, forti dei crediti che la società vanta nei confronti con la Lega Calcio. Possibilità di accoglimento del ricorso? In teoria, prossime allo zero. Per riconquistare la B, l'Ancona avrebbe bisogno di un provvedimento "ad personam" da parte della Lega, inaugurando una prassi del tutto inedita.



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Questo è un articolo pubblicato il 21-07-2010 alle 15:41 sul giornale del 22 luglio 2010 - 1771 letture