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comunicato stampa

Nuovo rigassificatore, il Comitato presenta un opuscolo sui possibili rischi

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L'8/10/2010 c'è stata una collisione in mare, al largo della Bretagna, tra un cargo e una petroliera. Trasportava 6 mila tonnellate di solvente e viaggiava tra Porto Marghera e Amsterdam ... Toh ... quante decine di volte sarà transitata al largo di Falconara, di Senigallia e del Conero? L'equipaggio della petroliera è stato evacuato dopo che aveva dato l'allarme per una forte perdita del carico di solvente.

I Comitati, dopo la decisione presa nelle assemblee cittadine di Senigallia ed Ancona, hanno preparato l'opuscolo informativo sui rigassificatori e, in particolare, sul rigassificatore di API Nòva Energia che potrebbe operare di fronte ad Ancona, Falconara, Montemarciano e Senigallia.

L'opuscolo si può scaricare ed è già in stampa per essere distribuito capillarmente nelle città rivierasche. E' materiale che fornisce l'informazione che TV e giornali non comunicano riducendo la possibilità per i cittadini di un ponderato giudizio.

Uno dei capitoli dell'opuscolo dei Comitati in Rete NO RIGASSIFICATORE pone proprio il problema di una collisione tra una metaniera/rigassificatrice e un'altra nave (petroliera, cargo, ecc.) nonché l'evenienza di un attacco terroristico con conseguente rottura dei serbatoi del gas. Già perché tra le centinaia di cargo e petroliere che transitano al largo dell'Adriatico e le petroliere che quotidianamente attraccano a Falconara Marittima circoleranno anche 41 metaniere/rigassificatrici a rischio di incidente rilevante all'anno a cui si aggiungeranno, per ognuna, almeno tre rimorchiatori (circa 120 all'anno)!

A questo riguardo che cosa dice il Comitato Tecnico Regionale Prevenzione Incendi (CTR Marche) che ha valutato il Rapporto di Sicurezza preliminare del rigassificatore di API Nòva Energia? Il CTR Marche non prende mai esplicitamente in considerazione la possibilità di collisione tra navi e scrive: " Da parte delle Autorità preposte dovrà essere individuata un'area di interdizione alla navigazione, congrua con le esigenze di sicurezza, eventualmente estesa anche al sorvolo e conseguentemente essere predisposte idonee procedure di intervento in caso di inosservanza da parte di unità navali in transito" ... Ma allora un rischio di collisione esiste e, ci viene da pensare, fuori dell'area di interdizione supercontrollata che cosa accadrà? E l'interdizione estesa al volo riguarda il normale volo degli aerei o il possibile uso di un aereo per un attentato terroristico? E scrive ancora il CTR Prevenzione Incendi Marche: " L'accesso alla zona di interdizione dovrà essere consentito solo ai mezzi di servizio del terminale, secondo regolamentazione specifica indicante, tra l'altro, la velocità massima di sicurezza di avvicinamento". La nostra domanda è sempre la stessa: fuori dell'area di interdizione supercontrollata che cosa accadrà?





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-11-2010 alle 12:06 sul giornale del 04 novembre 2010 - 758 letture