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Falconara: l’Amministrazione comunale chiude definitivamente il campo nomadi

campo nomadi falconara 4' di lettura 10/11/2010 -

Poco dopo le 8 di giovedì 10 novembre, è scattata la chiusura definitiva del campo nomadi di via delle Caserme. Sotto la supervisione dei tecnici comunali, una dozzina di operai hanno provveduto ad eseguire gli interventi necessari per impedire che i prefabbricati vengano occupati nuovamente e hanno rimosso tutti i rifiuti, di ogni genere, che degradavano l’area.



Sul posto erano presenti anche il sindaco Goffredo Brandoni, il vicesindaco Gilberto Baldassarri, e gli assessori Loriano Petri (sicurezza), Matteo Astolfi (lavori pubblici), Marina Mancini (bilancio) nonché il comandante dei vigili Stefano Martelli con diversi uomini della polizia municipale. Le operazioni si sono protratte per tutta la mattinata, con l’ausilio anche di un carro attrezzi (per la rimozione delle carcasse di auto) e dei tecnici del servizio veterinario della Asl che hanno preso in custodia i due pitbull rinvenuti sul posto (lasciati soli, tenuti al guinzaglio e chiusi in delle gabbie all’interno del campo). Il personale Asl dopo aver verificato il loro stato di salute provvederà, in accordo col Comune, ad affidarli ad un canile rifugio autorizzato.

“Una sola parola: finalmente! – dichiara il sindaco Brandoni - Per prima cosa mi sento di chiedere scusa alla cittadinanza perché la chiusura del campo nomadi sarebbe dovuta avvenire molto prima, trattandosi di una delle priorità assolute che questa amministrazione aveva assunto. L’operazione ha purtroppo subito dei ritardi indesiderati innanzitutto perché abbiamo l’Amministrazione ha dovuto assegnare agli aventi diritto degli alloggi popolari in conformità alla graduatoria stilata sulla base della legge regionale in materia di case popolari, invitando invece tutti gli altri ad allontanarsi. L’utilizzo futuro dell’intera area, data la scarsità degli spazi comunali, sarà ora oggetto di una attenta riflessione di giunta”.

Per un breve riepilogo di tutta la questione, ricordiamo che il campo nasce alla fine degli anni 90 come area di sosta per un massimo di 48 ore, poi dal 2002 vengono montati 3 moduli prefabbricati, acquistati con finanziamento regionale ma la cui installazione, con tutti gli allacci e i servizi del caso (acqua, luce e sistema fognario), viene realizzata dalle maestranze comunali a spese dei cittadini falconaresi. Successivamente vengono acquistate 4 roulotte destinate ad ulteriori alloggi, rimosse dal campo lo scorso agosto, trovate peraltro in condizioni pietose e completamente distrutte.

“Dal 2002 ad oggi – prosegue il sindaco Brandoni – le maestranze comunali sono dovute intervenire continuamente per ripristinare i vari allacci, eseguire la pulizia delle fogne e continue riparazioni delle casette (vetri, porte, ecc…). I consumi delle utenze erano da capogiro, pensate che la bolletta dell’acqua del campo nomadi superava quella della piscina comunale e gli occupanti si permettevano persino di istallare climatizzatori accesi estate ed inverno, con continuo e spropositato consumo a carico dell’amministrazione. All’interno di una delle casette prefabbricate è stata poi costruita una cucina in muratura mentre nell’altra addirittura un caminetto”.

Per evitare l’ingresso di autovetture nel campo, l’Amministrazione aveva realizzato un parcheggio esterno, in realtà utilizzato con qualunque funzione tranne che in qualità di parcheggio; si trattava infatti di un ricettacolo di rifiuti di ogni genere, anche pericolosi; si pensi all’incendio scoppiato proprio la settimana scorsa, probabilmente di origine dolosa, prontamente arginato dai vigili del fuoco. “Solo negli ultimi 12 mesi – continua il Sindaco – abbiamo dovuto eseguire 4 interventi di pulizia, con la rimozione di materiali di ogni sorta (alluminio, pneumatici, elettrodomestici, stufe, batterie d’auto, ecc….)”. Nel campo sono state anche trovate 6 autovetture abbandonate (per una non è stata nemmeno possibile l’identificazione).

“Tutto questo è costato troppo – conclude Brandoni -, sia in termini economici sia per il continuo impiego di personale comunale, senza contare poi che è venuto meno lo scopo principale per cui l’area era stata realizzata (semplice area di sosta a tempo limitato), trasformandosi in un campo in cui intere famiglie vivevano da anni, in condizioni quanto meno discutibili, nonostante il costante aiuto e supporto da parte delle strutture comunali. Con tutta evidenza è miseramente fallita anche la finalità sociale del progetto, poiché permettendo ad interi nuclei familiari (che si allargavano continuamente) di stazionare per anni nel campo, non si è favorita alcuna integrazione con gli altri cittadini”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-11-2010 alle 15:45 sul giornale del 11 novembre 2010 - 913 letture

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