contatore accessi free
SEI IN > VIVERE ANCONA > ATTUALITA'
comunicato stampa

Occupato il tetto d'Ingegneria, si protesta contro il ddl Gelmini

2' di lettura
706

libri|

Giovedì il Coordinamento Ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche si è unito agli studenti del Gulliver-UDU nell’occupare il tetto della torre della Facoltà di Ingegneria contro il DDL Gelmini.

I ricercatori, con la partecipazione anche di alcuni professori, hanno presidiato il tetto insieme agli studenti per tutta la mattinata, poi alla notizia del rinvio a martedì 30 novembre di discussione e voto sul DDL Gelmini la manifestazione è stata sospesa.

I ricercatori della Rete29Aprile hanno iniziato martedì 23 l’occupazione del tetto della Facoltà di Architettura di Roma (sede a 300 metri dal Parlamento); l’occupazione sta proseguendo in maniera ininterrotta, giorno e notte, finché il DDL resterà in discussione alla Camera. Iniziative analoghe sono nate nella maggior parte degli altri Atenei italiani, e oggi anche i ricercatori di Ancona hanno manifestato la piena solidarietà ai colleghi e la contrarietà ad una riforma che nella forma attuale non risolverebbe i problemi dell’Università, bensì contribuirebbe ad aggravarli (soprattutto quelli che si propaganda di voler risolvere: ringiovanimento dell’ingresso in ruolo e baronie).

Inoltre non è credibile che questa riforma valorizzerebbe il merito quando in realtà, anche al netto degli 800 milioni di euro che sarebbero stanziati con la manovra finanziaria in discussione al Senato, nel 2011 si avrebbe comunque un ulteriore taglio dei finanziamenti che si aggiunge a quello già subito nel 2010; così il finanziamento pubblico italiano all’Università si allontana ancora di più dalle medie europee, e si taglia sul futuro del Paese.

E ancora la riforma della governance, coniugata ad un trasferimento di fondi per l’Università dalle finanze statali a quelle locali (in alcune realtà già in atto), rischia di assimilare la gestione delle Università a quella delle Aziende Sanitarie. Tutto questo viene affrontato in pochi giorni di discussione alla Camera. Chiediamo che il DDL sia profondamente rivisto a seguito di un confronto davvero aperto a tutte le parti coinvolte, specie quelle che hanno più a cuore lo sviluppo a lungo termine del Paese. Precisiamo, viste le frequenti confusioni, che non siamo né precari né baroni, siamo ricercatori universitari di ruolo; quindi non lottiamo né per ottenere una stabilizzazione né per estendere ulteriormente il nostro potere, bensì per il miglioramento di ricerca e istruzione, pilastri dello sviluppo generale.

Segnaliamo la petizione al Presidente della Repubblica promossa da Universitas Futura e la Lettera Aperta del Coordinamento Professori Associati (www.conpass.it) e della Rete29Aprile dei ricercatori universitari (www.rete29aprile.it) indirizza ai Rettori, ai Presidi di Facoltà, ai Direttori di Dipartimento e ai Presidenti di Consiglio di Corso di Studio delle Università Statali Italiane che in sole 48 ore è già stata sottoscritta da mille professori e ricercatori di tutta Italia.



libri|

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-11-2010 alle 19:38 sul giornale del 26 novembre 2010 - 706 letture