Confindustria aiuta le aziende a mettersi in rete

confindustria ancona 4' di lettura Ancona 03/03/2011 -

Confindustria Ancona in prima linea sul tema delle aggregazioni tra imprese, ritenuto oggi uno dei principali strumenti per aiutare le aziende a rafforzare la propria competitività e soprattutto ad affrontare mercati esteri.



"Oggi siamo al taglio del nastro di un progetto, "Insieme conviene" che ci sta particolarmente a cuore e sul quale abbiamo investito molte energie in questi ultimi mesi – ha affermato Giuseppe Casali, Presidente di Confindustria Ancona. L’obiettivo principale è di aiutare tutte quelle aziende che intendono sviluppare progetti di aggregazione, anche alla luce del nuovo strumento giuridico del contratto di rete".

"In un tessuto imprenditoriale come il nostro, dove il 95% delle imprese sono di piccole e piccolissime dimensioni – ha proseguito Casali - il tema delle reti d’impresa diventa fondamentale per la crescita del nostro sistema. L’aggregazione deve essere vista soprattutto come un’opportunità per affrontare più efficacemente i processi di internazionalizzazione e di innovazione industriale ed anche come possibilità di diventare più competitivi nei mercati anche nazionali. Un grazie particolare a BNL-Gruppo BNP PARIBAS che ci ha sostenuto in questo progetto". "Le imprese italiane sono troppo piccole e hanno difficoltà ad innovare e a internazionalizzare – ha spiegato Aldo Bonomi, Vicepresidente Confindustria e Presidente RetImpresa. Ma guardiamo in faccia la realtà: l’imprenditore fa molta fatica a rinunciare alla propria individualità. Ecco allora l’idea di promuovere il contratto di rete, che consente di mettersi insieme su progetti specifici che hanno obiettivi economici e industriali, mantenendo però ciascuno la propria autonomia. Questo vale sia in orizzontale (concorrenti) che in verticale (filiera). Su questi temi il paese sta lavorando nella stessa direzione: Istituzioni, Confindustria, Unioncamere. Ad oggi sono già operativi 25 contratti di rete in tutta Italia e siamo certi che la crescita sarà esponenziale. Noi in Confindustria siamo i primi a crederci davvero e lavoriamo sulla sensibilizzazione di tutto il mondo imprenditoriale". "Il nostro principale obiettivo è promuovere una mentalità diversa. Da soli non si va più da nessuna parte - ha spiegato Luca Gastreghini, Vice Presidente di Confindustria Ancona con delega alle aggregazioni e reti di imprese - Oggi infatti la competitività si gioca su efficienza organizzativa, qualità tecnologica e di prodotto, visione strategica del mercato. E’ difficile pensare che una singola azienda con 10-15 dipendenti possa da sola impegnarsi sui 3 fronti contemporaneamente, in quanto molto probabilmente non ha né le risorse economiche né quelle umane necessarie. Ecco allora che Confindustria Ancona ha dato vita al nuovo servizio "Insieme conviene" che ha preso corpo grazie ad un team interno interdisciplinare composto da 5 funzionari: compito del team è facilitare le relazioni tra aziende per verificare possibilità di collaborazioni dall’altro e tradurle, laddove emergano le condizioni, in un progetto operativo che ne massimizzi i benefici".

Esprime soddisfazione anche il Presidente del Comitato Piccola Industria anconetano, Gilberto Romanini: "Siamo al via ufficiale del nuovo servizio che, in seno al Consiglio Direttivo e grazie alla struttura, abbiamo organizzato pazientemente, sperimentato misurandoci su casi concreti. Oggi ci sentiamo pronti per assicurare ai Colleghi qualità, attenzione, competenza e, non ultimo per importanza, la necessaria riservatezza nell’analisi e nello sviluppo di progetti di rete." Le Marche – ha affermato Giovanni Ajassa, Responsabile Ufficio Studi BNL-Gruppo BNP PARIBAS – rappresentano un laboratorio privilegiato in cui testare la capacità delle imprese di fare rete e realizzare quel cambio di passo che serve per accelerare la ripresa. L’industria manifatturiera europea, puntando alla qualità, investendo sull’innovazione e sui giovani, può trarre grande vantaggio dalla crescita esponenziale dei nuovi mercati di consumo. L’export marchigiano, che conta per il 20% del PIL della regione, è chiamato ad aumentare la quota di vendite destinate alle nuove locomotive. Oggi solo il 3% del "made in Marche" va in Cina, India e Brasile. Occorre fare di più, internazionalizzazione e innovazione sono le leve per crescere, e le reti tra imprese, come una partnership con un grande gruppo bancario realmente presente in tutto il mondo, possono fare la differenza in questa direzione". Graditissimo ritorno in Confindustria Ancona di Enzo Rullani, Venice International University – Venezia che dopo la ricerca Traiettorie Moderne presentata nel corso dell’Assemblea del 2008 si è soffermato oggi su come cambiano le piccole e medie imprese.

"Le reti vivranno se sarà conveniente farle – ha esordito il professor Rullani - e io sono convinto che lo sarà. Oggi assistiamo a tre fattori chiave: instabilità dei mercati, globalizzazione, concorrenza che si basa sulle conoscenze. Questi tre fattori ci danno la consapevolezza che da soli non si va da nessuna parte. Se le aziende vorranno – e saranno costrette a farlo se vogliono sopravvivere – investire in ricerca, in risorse umane altamente qualificate, nella creazione di nuovi marchi, in comunicazione, in logistica, oltre che nell’internazionalizzazione dovranno necessariamente sfruttare le economie di scala che oggi vengono dalle reti. Le reti sono in grado di condividere e moltiplicare la conoscenza, vero e unico strumento per competere oggi".








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-03-2011 alle 19:05 sul giornale del 04 marzo 2011 - 806 letture

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