Rinnovabili, PD: 'Un dietro front che ancora non basta'

impianto fotovoltaico a pannelli solari 1' di lettura Ancona 04/03/2011 -

Con il decreto approvato dal Consiglio dei ministri il governo fa purtroppo solo una parziale retromarcia. La cancellazione del tetto degli 8 Mw di potenza per il fotovoltaico e la correzione sul taglio al valore dei certificati verdi sono un buon passo indietro dell'esecutivo ma il danno maggiore sta nella incertezza a cui il governo condanna il settore delle rinnovabili.



L'annuncio che gli incentivi saranno modificati entro giugno ha il solo effetto di bloccare il settore. In questi mesi nessuna impresa avrà la certezza dei ritorni attesi e ci saranno enormi difficoltà nell'ottenere o anche solo mantenere i finanziamenti bancari ricevuti. A conferma di questa purtroppo facile previsione arrivano già gli allarmi dei singoli operatori che raccontano la loro personale esperienza di ordini annullati in queste ore per l'incertezza prodotta dal governo. Noi siamo convinti che occorre una riforma degli incentivi che devono essere sostenibili e quindi anche ridursi per favorire le migliori tecnologie, ma soprattutto devono essere certi nel tempo.

La stabilità nel tempo degli incentivi è condizione essenziale perché le imprese possano programmare i propri investimenti. Esattamente il contrario di quanto ha fatto il governo. Il nostro è l'unico governo dei Paesi avanzati che, invece di investire in una sfida strategica per il futuro, si impegna per affossare uno dei pochi settori che è cresciuto nonostante la crisi come dimostrano gli oltre 120 mila posti di lavoro. Il freno all'economia verde e alle rinnovabili che questo governo sistematicamente impone è una delle tante buone ragioni per cui è ora di cambiare pagina.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-03-2011 alle 18:11 sul giornale del 05 marzo 2011 - 771 letture

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