Aziende partecipate, l'intervento di Eusebi (IdV)

Italia dei Valori 5' di lettura Ancona 07/03/2011 -

In un momento come questo caratterizzato da una crisi socio-economica di grande valenza che condiziona pesantemente l’operatività degli enti locali, appare evidente che salvaguardare il grande patrimonio rappresentato alle aziende partecipate deve essere obiettivo categorico.



In tal senso occorre leggere quanto è accaduto e quanto sta accadendo proprio attorno al loro presente ma più ancora al loro futuro. Del resto, il decreto Ronchi e quindi la necessità di stare sul mercato di gas, acqua e rifiuti impongono scelte chiare e non più rinviabili. Detto questo, va necessariamente sottolineato che Ancona è sempre stata punto di riferimento dapprima con le sue municipalizzate (Asmiu, Ams e così via) e poi con le attuali partecipate (Anconambiente, Prometeo, Anconaentrate, Multiservizi). L’Italia dei Valori è più che mai convinta che in questa nuova fase la politica delle partecipate debba essere finalizzata alla loro piena valorizzazione in quanto sono patrimonio irrinunciabile della città. In tal senso si può quindi valutare l’impegno degli amministratori IdV che appunto hanno governato o stanno governando queste aziende. Basterebbe pensare ad Anconaentrate che proprio grazie all’IdV è oggi una delle realtà più significative non solo a livello regionale. Analoga attenzione va posta nel valutare quanto si sta facendo per Anconambiente e per Prometeo dove appunto l’impegno IdV è una vera e propria sfida all’ignavia che le aveva avviluppate e che di certo le avrebbe portate all’impoverimento progressivo.

Si tratta infatti di due partecipate che, non si sa bene se volutamente o no, in questi ultimi anni sono state costrette a fare il minimo indispensabile, quasi a vivacchiare. Di fatto sono state depauperate, pronte ad essere fagocitate a basso costo dai colonizzatori di turno. Ci sarebbe davvero da chiedersi dove fossero l’assessore alle aziende ed i presidenti delle stesse aziende quando appunto si doveva decidere una vera politica di prospettiva. La scelta purtroppo è stata quella del tirare a campare. Fra l’altro, perfino alcune incomprensibili decisioni assunte dallo stesso Consorzio Coneroambiente dimostrano che aria di smobilitazione tirasse a tutti i livelli. A noi dell’IdV questo non stava e non sta assolutamente bene. Ecco perché l’IdV ha fortemente chiesto di invertire la rotta spendendo alcuni dei suoi amministratori più capaci all’insegna di meno dogmi e più impresa.

E già i primi risultati si stanno vedendo. Sul piano dell’andamento economico, su quello di una migliore organizzazione operativa, sul come stare maggiormente sul mercato e soprattutto sul come vedere la strategia di sviluppo aziendale nell’ambito del nuovo che le legge definisce. E’ infatti importante discutere con gli altri partner di governo su holding orizzontali, su filiere di comparto, su acquisizioni o dismissioni, sull’ingresso di questo o quel privato, ma è ancora più importante confrontarsi a tutto campo per tutelare le aziende del capoluogo e non per favorire l’ingresso di gruppi imprenditoriali legati a questo o quel partito. La politica deve svolgere un ruolo importante nel salvaguardare i legittimi interessi della comunità e non può immiserirsi nel dosare col bilancino ingressi più o meno graditi, poltrone o poltroncine nei diversi cda. Ecco, l’Idv da qualche mese (da settembre 2010 in Anconambiente e da gennaio 2011 in Prometeo) sta lavorando per “svoltare” e lo sta facendo confrontandosi senza riserve e senza condizionamenti con i partner di governo sul tavolo di Palazzo del Popolo proprio perché decisioni così importanti non possono ne debbono passare sopra la testa degli anconetani. Così è per la politica dei rifiuti, per quella del gas e per quella dell’acqua.

La posizione dell’IdV non si presta ad interpretazioni e segue un percorso assolutamente ineccepibile. Ciò che appare stridente e fuori luogo non sono le polemiche pur legittime di alcuni consiglieri di opposizione quanto l’atteggiamento ondivago e pericolosamente populista assunto dai socialisti ad Ancona. Il loro capogruppo consiliare a Palazzo del Popolo, infatti, nei giorni scorsi ha votato con l’opposizione un odg con cui si chiedevano le dimissioni del presidente IdV di Anconambiente, reo confesso di battersi per salvare l’azienda, per migliorarne l’operatività, per valorizzarne le risorse umane e per darle una vera speranza di futuro.

Come se non bastasse, quando Anconambiente è stata costretta a “licenziare” 11 dipendenti per fatti ben noti legati allo svincolo della raccolta in alcuni Comuni grazie alle decisioni assunte da Coneroambiente e sostanzialmente subite dal vecchio cda di Anconambiente, i socialisti hanno gridato allo…scandalo. Quasi che l’attuale presidente di Anconambiente fosse responsabile di chissà quale nefandezza e non invece mero esecutore di un provvedimento obbligato. Queste dei socialisti sono posizioni incomprensibili, irresponsabili e del tutto pretestuose che vanno definite altrimenti si ingenera confusione ma soprattutto si rende un pessimo servizio alla comunità anconitana e marchigiana. Verrebbe da pensare ad una sorta di sindrome da isolamento politico da parte dei socialisti ma così facendo non si renderebbe giustizia a quella parte del partito socialista che invece vuol continuare a lavorare con Pd e Idv per il bene della città. Ecco perché è necessario che si esca al più presto dall’equivoco e si faccia l’indispensabile chiarezza.


da Paolo Eusebi
coordinatore IDV Ancona




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-03-2011 alle 17:01 sul giornale del 08 marzo 2011 - 770 letture

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