Festa di carnevale in teatro, interviene Lancianese

Italia dei Valori 3' di lettura Ancona 08/03/2011 -

Nella mia qualità di consigliere del CDA della Fondazione Muse ritengo doveroso intervenire in merito agli avvenimenti poco edificanti che si sono verificati nel corso della festa di carnevale nel teatro cittadino. Il gesto traumatico della direttrice delle Muse, la quale ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, ha trasformato la festa in un triste esempio di arroganza borghese.



Non posso esimermi dal rammentare che proprio contro un simile indebito e malinteso esercizio del potere presero le mosse le feste carnascialesche che, con il loro senso di trasgressione, erano, al contempo, anelito di libertà, satira del potere e monito ai governanti. L’accaduto assume quindi toni kafkiani ove si consideri la matrice progressista della giunta cittadina, che certo non ambisce a distinguersi nel reprimere l’entusiasmo degli anconetani e la spontaneità dei giovani. A mio giudizio, giudizio peraltro ampiamente condiviso dall’IDV, il Teatro deve essere uno spazio vissuto, una palestra viva, di cultura e di bellezza; organismo propulsore e diffusore di fermenti culturali, non riservato a pochi amanti della musica, cosa che da sola non ne giustificherebbe l’esistenza, ma un luogo da frequentare, da parte di tutti, con piacere e con naturalezza. E’ fuor di dubbio che il Teatro debba essere vissuto nel rispetto delle regole e di comportamenti corretti e che l’ordine pubblico debba essere salvaguardato, ma non possiamo dimenticare che un po’ di confusione è parte assolutamente integrante del carnevale. Posso anche comprendere la preoccupazione generata da un afflusso di pubblico superiore alle attese, ma non per questo condividere la rigidità di un comportamento che va proprio nella direzione opposta rispetto a quella che è la nostra idea della funzione a cui il teatro deve assolvere.

Con la cittadinanza, soprattutto con i giovani, coloro che hanno la responsabilità di gestire l’Istituzione Muse, devono trovare le occasioni e i modi per confrontarsi, intrattenere un dialogo costante e fecondo teso a ricreare quel complesso di relazioni culturali che la lunga mancanza del teatro ha purtroppo fatto venir meno, in modo significativo, nella nostra città e che episodi del genere non contribuiscono di certo a ricostruire. Da qui l’esigenza che sia la Fondazione stessa, al di là dei rituali canonici della lirica e della prosa, ad organizzare iniziative di alto profilo, ma anche di apprezzabile avanguardia, che valorizzino ulteriormente le Muse e piuttosto che ridurle ad un mero contenitore di pellicce e gioielli, favoriscano invece la freschezza progettuale di chi sa guardare al Teatro come ad una risorsa vera per la città e per l’intera Regione. Sul ruolo e il futuro dei teatri cittadini l’IDV sta preparando un convegno, che si terrà a breve scadenza, e ritengo che l’occasione di dibattere questi temi non poteva capitare in un momento migliore. Ma che le Muse restino altresì sempre aperte a iniziative della città e di terzi.

Domenico Lancianese

rappresentante IdV nel Cda della Fondazione Muse






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-03-2011 alle 18:04 sul giornale del 09 marzo 2011 - 964 letture

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