L'Amministrazione comunale sul 'Piano del nuovo porto turistico' di Numana

numana 2' di lettura Ancona 25/03/2011 -

A breve si concluderà la fase delle osservazioni al Piano Regolatore Portuale da parte di Enti, Associazioni e cittadini che dovranno far pervenire in Regione la documentazione relativa ai rilievi sul predetto Piano.



A fronte di questo, l’ Amministrazione di Numana ha incontrato alcuni rappresentanti dello storico Comitato del Porto ed una folta delegazione di operatori economici che esercitano la loro attività all’interno del porto stesso, per confrontarsi sugli effetti concreti derivanti dall'applicazione del Piano presentato dalla Regione.

Totale è l’assenso per quanto riguarda le previsioni del Piano per le opere a mare, tant’è vero che l’intera comunità ne auspica l’immediata realizzazione indipendente dalle opere a terra. Relativamente allo specchio acqueo, infatti, oltre alla bontà del Piano non bisogna dimenticare che la messa in sicurezza significa non solo l’utilizzo del porto per l’intero anno, ma anche un risparmio di centinaia di migliaia di euro annuali (solo nel 2011, per esempio, per il dragaggio è prevista una spesa di 300mila euro).

Importanti perplessità invece riguardano le previsioni del Piano per le opere a terra. Sono soprattutto i soggetti che vivono il porto a rendersi conto che alcune soluzioni proposte dal Piano( frammentazione di funzioni simili, area operativa di dimensioni insufficienti, ecc) non sono assolutamente applicabili alla delicata realtà di questo porto turistico così ben incastonato alle pendici del Conero.

Esso infatti si inserisce in un contesto urbano ed ambientale estremamente peculiare, caratterizzato sia da difficoltà legate alla viabilità sia dalla presenza di numerose attività commerciali a ridosso del Porto e caratterizzato inoltre da un particolarissimo contesto paesaggistico. Il Piano proposto dalla Regione, soprattutto per la parte a mare, si contraddistingue per la piena professionalità ed esperienza dei progettisti, tuttavia è anche vero che nessuno meglio dall’ Amministrazione Comunale e degli stessi soggetti operanti all’interno del porto possono conoscerne a fondo le reali esigenze, e questo con particolare riferimento per la parte a terra.

Le attività portuali rappresentano per numerose famiglie numanesi la principale e spesso unica fonte di reddito da generazioni; si tratta di attività che sono cresciute grazie al lavoro tramandato di padre in figlio e che parallelamente hanno fatto crescere questo porto turistico fino a farlo diventare uno dei più ambiti del centro Italia. Perdere la propria attività sarebbe, per queste famiglie, un danno irreparabile.

A tal proposito un altro punto estremamente delicato è quello relativo alle norme tecniche di attuazione le quali prevedono che le attività risultanti incompatibili con le nuove destinazioni d’uso dovranno adeguarsi entro un anno dal collaudo del porto: tutto ciò spaventa non poco gli operatori economici che, vista anche la particolare contingenza economica, lamentano di non avere il tempo necessario a reperire i fondi per l’adeguamento delle proprie attività.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-03-2011 alle 16:29 sul giornale del 26 marzo 2011 - 902 letture

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