Commercio, l'intervento di Eusebi

Italia dei Valori 4' di lettura Ancona 27/03/2011 -

Bancarelle, centro città, dehor, sistema delle piazze, passeggiata da mare a mare, affaccio sul porto: questi i temi del momento, questo il cuore di un dibattito che riguarda strettamente da vicino il futuro stesso del capoluogo. Un futuro che per una città di traffici e di commerci come la nostra a dire il vero non appare affatto roseo ove si considerino le tante saracinesche abbassate, i tanti cartelli affittasi o vendesi del sistema Corsi – Piazza Pertini.



Ebbene, da segretario dell’Italia dei Valori ma anche da una camera con vista privilegiata, essendo stato per diverso tempo assessore al commercio - turismo, ritengo doveroso esprimere alcune considerazioni di carattere generale. Partirei dal commercio ambulante anche perché non poche sciocchezze sono state dette relativamente al trasferimento delle bancarelle nascondendosi dietro l’asserita maggiore sicurezza del tribunale che invece oggi proprio gli stessi bancarellari contribuiscono a garantire grazie al loro “controllo” sociale del territorio ove appunto operano. Vorrei poi ricordare che già negli anni sessanta il mercato ambulante di Ancona si trovava nelle pagine patinate delle riviste distribuite dall’Alitalia così come vorrei ricordare che lo stesso mercato ha una storia ed una sua dignità storica al di là della “lobby” più o meno potente rappresentata dai bancarellari. Spostarli da corso Mazzini è dunque un falso problema, un vero e proprio non senso. Basterebbe infatti spostare le bancarelle con più … anzianità di servizio in piazza Roma (lato fontana) liberando piazza Cavour e una piccola porzione di corso Garibaldi compresa fra il retro dell’ex Metro e l’affaccio sull’ingresso del tribunale garantendo comunque l’unitarietà del mercato.

Indifferibili, invece, la riduzione oraria dell’occupazione giornaliera (solamente il mattino) e la riqualificazione dei banchi magari proponendo premialità fiscali. Strategicamente verrebbe valorizzato l’intero mercato senza per questo spostare l’asse del commercio. Cosa che invece avverrebbe spostando sic et simpliciter tutti i banchi in una piazza Pertini che comunque non decollerebbe ed anzi sarebbe ancor più snaturata. Da piazza dell’ex panificio militare diverrebbe la piazza dei saldi e degli stock, un ghetto che non valorizza niente, i bancarellari un problema e non una risorsa. Davvero una visione miope e grama per uno spazio urbano nobilitato dalla Mater Amabilis di Trubbiani che ora soffre terribilmente di una dirompente solitudine. Ecco, a mio giudizio piazza Pertini dovrebbe invece rappresentare la nostra isola culturale, il nostro piccolo faro da dove guardare il mondo, con una struttura (teatro tenda? collegato alla piccola struttura comunale ora in disfacimento, ma che era diventata un elegante luogo d’incontro) che ne sappia riempire il vuoto e che possa essere palcoscenico naturale per musica non invasiva di nicchia, teatro amatoriale, teatro d’avanguardia e di sperimentazione ma anche spazio privilegiato per mostre d’arte. E per arrivare a quest’isola, per raggiungere questo possibile faro della cultura , sposo appieno la proposta fatta a suo tempo dal fantasioso Emilio D’Alessio. Quella di un percorso d’arte con delle vere e proprie installazioni in grado di coniugare la valorizzazione dei luoghi con la creatività dei migliori giovani artisti marchigiani e internazionali. Dal porto fino a piazza Pertini, dal monumento a Traiano passando per la Stamura di Armeni fino a raggiungere i rinoceronti di Trubbiani. Davvero una piazza della cultura piuttosto che una nostra piccola piazza…affari.

Per quest’ultimo importantissimo aspetto ci sono piazza Roma ed i tre corsi principali. Su corso Garibaldi. Indispensabili dehors eleganti e misurati, anche se con il rimpianto di non aver valorizzato a sufficienza le attività delle vie trasversali che avrebbero determinato una migliore visione d’insieme ed una accoglienza più articolata. Per la sosta, per l’indispensabile spazio da destinare alla sosta al servizio del centro storico ma anche dello scalo marittimo, l’IdV sponsorizza convintamente da sempre il parking sotto via XXIX settembre per oltre 300 posti che progettualmente sta muovendo i suoi primi, sicuri passi e che potrebbe dare in tempi brevi una vera risposta all’esigenza da sempre manifestata dalle categorie produttive oltreché creare quel collegamento tra la Mole e il centro città, che porterebbe finalmente, per esempio, la bella iniziativa tanto cara all’assessore Nobili e all’amica segretaria Psi Maurizi…nel cuore di Ancona.


da Paolo Eusebi
coordinatore IDV Ancona




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-03-2011 alle 16:08 sul giornale del 28 marzo 2011 - 918 letture

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