Paolo Eusebi (Idv) sul welfare nel capoluogo

Italia dei Valori 5' di lettura Ancona 26/03/2011 -

Massimo Mengani, degna persona. Consigliere comunale da due legislature, studioso e ricercatore, conoscitore del welfare. Insomma dovrebbe avere tutte le carte in regola per esprimersi sulla situazione del sociale ad Ancona. Ed ovviamente anche per dire ciò che va o non va nella politica comunale su questo fronte.



Eppure c’è una cosa che politicamente appare scorretta e che sul piano dell’opportunità appare del tutto fuori luogo, Massimo Mengani aspirava a diventare il dirigente dei servizi sociali del Comune. Si potrebbe pensare che non corrisposto in queste sue aspirazioni abbia solamente ora riversato sul Comune e sull’incolpevole assessore Aldo Pirani tutto quello che in questi anni ha tenuto gelosamente sotto chiave. Guarda caso non lo ha fatto quando dirigente del servizio era un Pd doc, Franco Pesaresi, e neppure quando l’assessore precedente non era un grande esperto della materia. Questo verrebbe facile da dire, ma l’IdV ritiene invece che l’uscita ( si spera in solitario) del consigliere Mengani vada presa per quella che è : un contributo significativo al dibattito sul futuro del welfare ad Ancona. Un futuro non facile ove si consideri che la città sta da un lato invecchiando e dall’altro vede le nuove cittadinanze girare attorno al 10% della intera popolazione. In questo quadro molto complesso questi primi sei mesi da assessore del medico Aldo Pirani e questi primi due mesi del nuovo dirigente ai servizi sociali vanno letti in modo serio e responsabile.

Nonostante ciò, c’è stato perfino chi, all’interno della maggioranza, prendendo spunto dalla riduzione dell’assegno di cura per l’assistenza domiciliare agli over 65 non autosufficienti portato max a 200 euro mensili per gli aventi diritto, se l’è presa sempre con l’assessore Pirani.. Eppure verrebbe facile rispondere che questa decisione è datata 20 aprile 2010. La relativa delibera di giunta con la quale viene appunto rideterminato il valore dell’assegno di cura (prevedendo un solo importo massimo di 200 euro mensili, in linea con quanto previsto dalla Regione Marche nelle modalità di utilizzo del fondo per le non autosufficienze) è stata votata dall’esecutivo all’unanimità. Comunque, al di là di tutto ciò, quella delibera e tutto ciò che è stato già deciso dall’esecutivo sul fronte del welfare sono e restano atti dell’intera amministrazione e quindi anche di chi in giunta ha raccolto la pesante eredità del welfare.

Altro che beneficenza, l’assessorato ai servizi sociali cerca di dare risposte tempestive ai bisogni prioritari. In quest’ottica le politiche sociali del Comune devono tener conto di come il volto della città sta cambiando. Basterebbe pensare all’ aumento della popolazione anziana già oggi al 23%, con una riduzione percentuale degli anziani “giovani” (65-69 anni) ed un incremento considerevole degli anziani con età superiore a 85 anni.La stessa composizione della famiglia si sta modificando. Oggi le famiglie monoparentali sono circa seimila . Gli stranieri residenti sono poco meno di diecimila, di cui 7500 sono extracomunitari. Già tutto questo dimostra che la politica del welfare del Comune ha bisogno di riconfigurarsi nel mentre vanno garantiti i servizi legati alla quotidianità.

Quando si è chiamati a confrontarsi con una situazione sempre più drammatica per la dissennata e vergognosa politica del Governo che nei fatti obbliga gli enti locali ad una invereconda azione di “macelleria sociale”è evidente che scelte ancorché dolorose vanno prese. Non ci si può sottrarre alla responsabilità di governare la cosa pubblica così come è necessario non alimentare una sorta di guerra fra poveri. Per l’IdV, parlare di solidarietà significa interpretare e risolvere i bisogni delle fasce meno abbienti della nostra collettività in un rinnovato clima di concordia sociale e di ordinato svolgimento della vita civile. E’ quindi necessario dare alla famiglia riferimenti certi di socialità e condivisione. Esiste purtroppo un diffuso stato di disagio che non è possibile ignorare. E’ evidente che dobbiamo tutelare gli anziani in difficoltà ma è altrettanto necessario “mettere in sicurezza” un tale ambito sociale, individuando le risorse necessarie ed elevando la soglia del “minimo” della socialità esente. Allo stesso tempo dobbiamo pensare a quanta gente ha bisogno di un alloggio e quanta inoltre ha l’urgente esigenza di un lavoro o quanti sono giovani alla disperata ricerca di occupazione.

Se Mengani ed altri consiglieri comunali vogliono lavorare davvero per il bene della città, si facciano avanti e, al di là dell’impegno consiliare, si mettano a disposizione con tutto il loro eventuale bagaglio di conoscenze e di competenze. Senza polemiche, con grande spirito di servizio verso la collettività. Noi dell’Italia dei Valori mettiamo gratuitamente a disposizione della città e dell’Amministrazione comunale tutte le risorse intellettuali, professionali e progettuali del partito per aiutare quegli amministratori che hanno bisogno d’essere sostenuti davvero. Sarebbe poco elegante indicarli ma di sicuro ve ne sono più che abbastanza. Resta dunque tutta la nostra disponibilità non a commissariarli bensì ad aiutarli, ovviamente sempre che lo vogliano. Questo percorso parrebbe paradossale ma se a tempo debito si fossero seguite le indicazioni dell’Italia dei valori relativamente alla necessità di dare un peso maggiore all’esecutivo di Palazzo del Popolo, ora potevamo davvero essere nella fase della concretizzazione progettuale e della spinta propulsiva.

Ancona non è infatti – come sostengono i socialisti – una città depressa. Ancona è semplicemente una città piena di risorse che ha l’assoluta necessità di esprimersi compiutamente. Ecco perché ha bisogno del lavoro e non delle parole di quanti l’amministrano. Ecco perché ha bisogno di concretezza e non di inutili velleitarismi.


da Paolo Eusebi
coordinatore IDV Ancona




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-03-2011 alle 19:00 sul giornale del 28 marzo 2011 - 935 letture

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