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Eusebi (Idv), 'Pericoloso vuoto di gestione della città e sostanziale anarchia amministrativa'

Paolo Eusebi 3' di lettura Ancona 29/08/2011 -

E’ purtroppo cosa risaputa che il Consiglio comunale di Ancona è oramai la triste immagine del declino della vecchia politica, dell’accaparrarsi qualche voto per sopravvivere, del dare qualche poltrona per puntellare un’occupazione del potere che non ha nulla a che vedere con gli interessi veri della città. E dire che la città avrebbe un gran bisogno d’essere governata bene. C’è infatti un pericoloso vuoto di gestione della città e quindi si manifesta una sostanziale anarchia amministrativa.



In sostanza si assiste ad un pericoloso commissariamento di fatto che crea danni, disagi e confusione. L’IdV ha già ricordato come sia stata la mannaia del soprintendente Cozzolino a calare sui quei dehors, prima autorizzati e che ora si vorrebbero smantellare, oppure come sia stata quella del Tribunale a scendere su quel mercato di corso Mazzini che il programma elettorale affermava doversi riqualificare. Con la passiva presenza, quasi con la colposa acquiescenza del Comune. Con artigiani, commercianti e bancarellari a pagarne in prima persona i danni. Proprio coloro che faticosamente stanno tenendo in piedi l’economia di una città si debbono accollare oneri insostenibili. Qualcuno è costretto licenziare, qualcun altro vorrebbe addirittura chiudere bottega. Di sicuro non è così che si governa una città. Il disordinato maquillage in corso per l’arrivo del Papa e la stessa confusione che caratterizza le scelte relative alla viabilità confermano tutta la debolezza strutturale dell’esecutivo .

E l’Ancona che senza cantieri soffre enormemente e che con il terziario in difficoltà, non può permettersi il lusso di continuare ad avere un sindaco così ostinatamente legato alla mera gestione del potere. La priorità per la città è la fine di un sistema di potere opaco e basato sulle clientele. Ci sono imprenditori che, ostinatamente, continuano ad investire in città e che vorrebbero risposte. Questa Amministrazione, invece, cincischia quando non frappone ostacoli. Si fanno appelli strappalacrime (segnatamente quello dell’Api, dei socialisti e dei due circoli taroccati Sel all’Udc per poi esibirla come un trofeo), si fanno proclami senza rendersi conto che l’esperienza Gramillano è miseramente naufragata. In questo contesto, il Consiglio comunale deve riprendersi le proprie prerogative sovrane e per farlo ha bisogno di avere la necessaria credibilità al di fuori di quella perniciosa politica creativa che questo Pd purtroppo certifica ed avalla giorno dopo giorno.

L’IdV non ci sta e quindi dentro e fuori il Palazzo rappresenterà quel presidio di garanzia di cui oggi la città ha fisiologicamente bisogno. Ancona non solo non può permettersi altri passi falsi, ma ha il diritto di vedersi amministrata da gente capace, competente e onesta e l’IdV sa bene che gli anconetani non faranno sconti a nessuno. Soprattutto a chi come Gramillano si crede insostituibile e continua beffardamente a dichiarare che è la città a volerlo. Se il Pd vuole ancora contribuire seriamente allo sviluppo della città deve saper guardare oltre la siepe e confrontarsi con le altre forze di centro sinistra impegnarsi comunque in una tangibile rigenerazione, che favorisca quel processo di disincrostazione da una gestione della cosa pubblica troppo opaca e troppo legata a vecchi stereotipi.


da Paolo Eusebi
coordinatore IDV Ancona




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-08-2011 alle 16:20 sul giornale del 30 agosto 2011 - 774 letture

In questo articolo si parla di politica, ancona, idv, Paolo Eusebi

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