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comunicato stampa

Corto Dorico: il 19 novembre presentati in anteprima 3 film brevi restaurati da Bechis

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Marco Bechis

Continua l'omaggio al presidente di Giuria del festival Corto Dorico. Il 19 novembre saranno presentati in anteprima 3 suoi film brevi restaurati. Eccoli descritti dall'autore.

ABSENT (1984, 7 minuti - video U-MATIC) È la storia di un uomo solo che torna a casa e si collega al mondo tramite un monitor; non trova nessuno, ma solo video segreterie telefoniche. Il mondo esterno è rubato al film Blade Runner. Nel corto immagino una "rete", dei nuovi sistemi di comunicazione, nuovi apparecchi, tutte cose allora inesistenti. Di quella "rete" immaginata nel 1984 si incominciava a parlare, era internet. Ho voluto sperimentare la creazione di immagini che fossero miste bianco e nero e colori, utilizzando il Chromakey, sistema che permetteva di ricreare scenografie finte sullo sfondo, così come già facevano i telegiornali. L'idea di immagini in bianco e nero/colori era allora una novità che fu poi molto utilizzata dalla pubblicità. ABSENT ha vinto il primo premo al Festival di Salsomaggiore 1984: ricordo l'emozione di fronte a Michelangelo Antonioni che aveva presentato forse il suo primo e unico videopclip, FOTOROMANZA con Gianna Nannini. La conseguenza diretta di questo premio a Salsomaggiore è stato il lavoro con Federico Fellini nel 1985. Fui chiamato a Cinecittà come "esperto" di Chromakey. Il mio lavoro consisteva nell'applicare fondi finti di scenografia alle immagini degli spot che Fellini aveva girato su fondo blu. Questi spot li avremmo dovuti vedere trasmessi nei televisori presenti in alcune scene del film GINGER E FRED. Ma siccome Fellini era un tipo “curioso”, non usò nessuno degli spot che avevo preparato perchè non li aveva completamente realizzati lui.

ESTERNO TANGO (1986 - 25 min - 16 mm) Ero stato spedito in Patagonia dalla produzione Pontaccio di Milano del mio amico Achille Mauri. Achille mi commissionò le riprese delle balene che passano di fronte alla Penisola di Valdes, una volta all'anno. Incontrai lì un operatore subacqueo che risultò essere un cialtrone. Le riprese delle balene saltarono, le balene non erano più lì ma in marre aperto. Avevo in tasca i soldi della produzione e decisi di riutilizzarli in altro modo. L'Argentina del 1986 viveva l'iperinflazione, e quelle poche lire che avevo in tasca lì valevano molto. A Buenos Aires organizzai velocemente una mini troupe e rapidamente scrissi degli appunti di quel che avevo visto per le strade, sketch di un film da fare. I testi li presi da un tango e mi ispirai ad alcuni racconti di Jorge Luis Borges che avevo conosciuto l'anno precedente per un progetto di film poi naufragato a causa della sua morte proprio quello stesso anno, nel 1986. Il film è stato girato in 16 mm con una troupe di professionisti di cinema, al completo, con un costo in lire bassissimo. Quando tornai in Italia, Achille Mauri, rimase un po' perplesso nel vedermi arrivare senza il materiale sulle balene che mi aveva commissionato ma quando vide ESTERNO TANGO mi disse: «Adesso devi fare il film». E mi diede così un incoraggiamento scrivere ALAMBRADO , il mio primo lungometraggio.

STORIE METROPOLITANE (1987 - 35 minuti - 16 mm) Dopo l'esperienza di ESTERNO TANGO proposi ad Achille Mauri, una serie di cortometraggi per la televisione da mandare in onda all'interno di quei contenitori tematici che andavano di moda alla fine degli anni 80. Presentammo il progetto a RAI DUE che accettò. L'idea era semplicissima: la stessa storia in diverse città del mondo: un ragazzo incontra una ragazza. E così nacquero 7 storie metropolitane nelle città di Milano (un operaio e una parrucchiera), Parigi centro (due studenti), Parigi Banlieu (due studenti), Los Angeles (attrice e meccanico), Buenos Aires (cantante di tango: questo corto non è stato girato ma è un montaggio di Esterno Tango), Istambul (un marinaio e una passeggera), La Paz (una cameriera ed un minatore). I corti sono andati in onda su RAIDUE uno alla volta, per sette settimane. La puntata a Milano provocò in Rai un certo scalpore, perchè avevo tratteggiato brevemente il cinismo della Borsa di Milano e, molto alla larga, il mondo delle tangenti socialiste. E RAIDUE era socialista. I corti sono stati girati in 16 mm e montati sulle moviole meccaniche di una volta. Partivo per le città prescelte con i soldi in tasca per la produzione. Arrivavo con qualche contatto, senza conoscere nessuno, sceglievo sul luogo l'operatore, l'assistente, facevo il casting, giravo e ripartivo con la pellicola in valigia. Ogni corto ha avuto una troupe locale completamente diversa. È stata un'importante esperienza di regia a ridosso del mio primo lungometraggio ALAMBRADO che girai nel 1988.



Marco Bechis

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-11-2011 alle 17:12 sul giornale del 14 novembre 2011 - 751 letture