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Incontro Cesari e Terrani, il punto sulla precarietà giovanile e scuola

Cesari e Terrani ad Ancona 2' di lettura Ancona 24/11/2011 -

Matteo Terrani, Segretario regionale dei Giovani Democratici, ha incontrato questa mattina il Coordinatore provinciale della Rete degli Studenti Medi di Pesaro Urbino Jacopo Cesari. L'incontro, tenutosi presso la sede regionale del Partito Democratico ad Ancona, è stato incentrato sui temi della scuola, della precarietà e del movimento studentesco nella nostra regione.



Negli ultimi tre anni il territorio di Pesaro-Urbino è stato il territorio più attivo nel panorama studentesco regionale. Dato confermato dalla straordinaria partecipazione, registrata il 17 novembre scorso, al corteo provinciale organizzato da RSM. In occasione della giornata internazionale per il Diritto allo studio infatti la RSM di Pesaro Urbino ha portato oltre mille studenti in piazza a Fano, realizzando la mobilitazione più grande delle Marche. Per questo motivo il segretario GD, nel rispetto delle reciproche autonomie, ha voluto questo confronto.

Il coordinatore di RSM, Jacopo Cesari, sottolineando la differenza tra associazione studentesca e giovanile di partito ha poi ribadito la massima disponibilità a qualsiasi tipo di confronto che possa risultare positivo per un avanzamento nella battaglia per i diritti degli studenti: "siamo un'associazione apartica che ha come principio fondante il rispetto del pluralismo ma abbiamo un orizzonte politico ben preciso che abbraccia tutto il centro sinistra per questo accettiamo ben volentieri il dialogo con un'organizzazione giovanile di partito che condivide con noi battaglie e ideali comuni".

Cesari e Terrani hanno convenuto sull’esigenza di proseguire in uno sforzo collettivo, da parte di tutti i soggetti rappresentativi del mondo giovanile, per chiedere la cancellazione dell’attuale riforma Gelmini e un cambio di rotta nelle politiche scolastiche del nostro paese. Consapevoli che solo investendo su scuola, università e ricerca, senza dimenticare la giustizia sociale, potremo uscire da questa crisi con una democrazia più forte e senza scaricare sulle spalle delle nuove generazioni il peso di colpe non loro. Il modello di sviluppo che ha caratterizzato gli ultimi trent’anni ha prodotto una crescita solo in termini di diseguaglianze sociali, aumento della precarietà, della disoccupazione e del divario tra ricchi e poveri.

Sta alle nuove generazioni quindi costruire un modello alternativo di sviluppo dove si ribadisca il primato della Democrazia e della Politica per costruire una società più equa che ponga al centro il ruolo fondamentale dell’istruzione pubblica. "In un quadro generale di arretramento dei diritti e di impoverimento culturale – concludono i due- sentiamo forte l’esigenza di rilanciare, proprio dai temi del sapere, una lotta per un’Italia più giusta e più libera perché il sapere non è una merce e la precarietà non è uno stile di vita".






Questo è un articolo pubblicato il 24-11-2011 alle 20:06 sul giornale del 26 novembre 2011 - 2174 letture

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