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Camerano: Andrea Olivero presente per il convegno 'Giovani e lavoro'

2' di lettura 28/11/2011 -

Si è tenuto il 25 novembre a Camerano il convegno organizzato dalle Acli delle Marche sul tema: “Giovani e lavoro: le proposte delle Acli”. Dopo una introduzione del presidente regionale, Marco Moroni, ha preso la parola il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, che, dopo aver sottolineato la gravità della condizione giovanile in Italia, ha presentato le proposte elaborate dalle Acli per affrontare quella che ha definito “la grande emergenza epocale del nostro Paese”.



Le Acli ritengono che sia giunto il momento di ridare dignità al lavoro e insistono perché, privilegiando l’economia reale, si operi per civilizzare l’economia. Di fronte alla profonda crisi dell’attuale sistema economico, civilizzare l’economia significa rifiutare le logiche puramente individualistiche e il profitto fine a se stesso e puntare invece a un nuovo modello di sviluppo, più equo e sostenibile, non solo a livello economico ma anche a livello sociale. Affrontando in modo più specifico la questione giovanile, Olivero ha illustrato le proposte delle Acli.

Per ridurre la precarietà è fondamentale introdurre il contratto prevalente a tempo indeterminato per tutti i lavoratori dipendenti neo-assunti, prevedendo la possibilità di risoluzione del rapporto di lavoro entro i primi tre anni di anzianità, con il pagamento di un’indennità proporzionata alla durata del rapporto di lavoro, fermo restando il divieto di licenziamento senza giusta causa.

Ovviamente ai giovani che perdono il posto di lavoro va garantita la copertura degli ammortizzatori sociali, a livello sia salariale che contributivo. Fra le politiche attive finalizzate all’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, le Acli ritengono che, al posto dei contratti atipici, si debba privilegiare il nuovo contratto di apprendistato. In questa direzione, per ridurre il vantaggio economico dei vari contratti a tempo determinato, è importante l’adozione di aliquote fiscali e contributive favorevoli. Olivero ha concluso affermando che, oltre che a sostenere in tutte le sedi queste proposte, come associazione le Acli si impegnano poi non solo a formare professionalmente i giovani ed a costruire percorsi di “lavoro buono” (cioè stabile, tutelato e “decente”), ma anche a socializzare i problemi del lavoro. Di fronte alla cassa integrazione o alla perdita del posto di lavoro, insomma, nessuno deve essere lasciato solo: perché non si tratta di un problema personale, ma di un problema sociale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-11-2011 alle 16:46 sul giornale del 29 novembre 2011 - 591 letture

In questo articolo si parla di attualità, acli, ancona, camerano

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