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comunicato stampa

Abuso d'ufficio: assolto dopo tre anni l’avvocato Fraticelli

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Si è conclusa positivamente dopo tre anni la vicenda processuale penalistica dell’avv. Gianni Fraticelli, legale del Comune di Ancona, il quale è stato assolto dal Tribunale di Ancona nei giorni scorsi dall’accusa di abuso d’ufficio ed omissione in atti d’ufficio nei confronti del Comune stesso per aver redatto pareri favorevoli alla transazione di una sanzione amministrativa di 745.000 euro in materia urbanistica, causando un conseguente danno economico da risarcire all’Amministrazione comunale, per il quale era altresì stato segnalato l’insorgenza del danno erariale alla Procura regionale della Corte dei Conti.

La vicenda prendeva le mosse nel 2008 allorchè un cittadino di Torrette inviava un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona segnalando che un noto commerciante della zona aveva subito l’annullamento in sede giurisdizionale amministrativa prima dal TAR delle Marche nel 2003 e poi in appello dal Consiglio di Stato nel 2005 della concessione edilizia con cui nel 1981 il Comune gli aveva consentito di edificare una palazzina affacciante su via Flaminia; conseguenza dell’annullamento, secondo l’esponente, doveva essere necessariamente la demolizione della palazzina risultata abusiva a seguito delle sentenze del Giudice amministrativo, oppure il pagamento della sanzione pecuniaria pari al valore venale attuale dell’immobile stabilito dall’agenzia del territorio in 745.000 euro.

Però, a causa di un errore procedurale in cui era incorso l’ufficio tecnico comunale nel 1981, la concessione edilizia era risultata illegittima senza che il proprietario dell’area da edificare fosse al corrente della ragione del vizio del provvedimento autorizzatorio; quindi a fronte della richiesta del Comune di pagamento della sanzione, il proprietario aveva opposto la prospettiva di impugnare la sanzione stessa e di richiedere ulteriori danni subiti al Comune per la vicenda processuale che lo aveva coinvolto nell’arco di ben 26 anni ; pertanto il Comune decideva dopo lunga e complessa istruttoria di transigere la sanzione amministrativa, riconosciuta priva dell’elemento soggettivo del dolo o della colpa in capo al proprietario, contro la rinuncia di costui a perseguire il Comune per il risarcimento dei danni subiti e subendi a causa dell’annullamento della concessione edilizia .

La PM della Procura anconetana disponeva l’acquisizione di documentazione presso il servizio gestione edilizia del Comune e formulava richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del geom. Francesco Cecchi (poi prosciolto prima dell’udienza preliminare su richiesta dello stesso PM), dell’arch. Circelli dirigente del servizio gestione edilizia, che aveva firmato gli atti relativi alla sanzione amministrativa ed alla transazione finale e prosciolto nel corso dell’udienza preliminare, e dell’avv. Fraticelli che aveva redatto alcuni pareri legali a conforto della legittimità della procedura di sanatoria e della transazione. L’Amministrazione comunale, sicura della correttezza dell’operato dei suoi funzionari, non si era mai costituita parte civile al processo.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-12-2011 alle 14:05 sul giornale del 17 dicembre 2011 - 779 letture