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Duca (Sel): 'A chi tratta con il Pd non serve una firma, ma una fideiussione'

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Eugenio Duca

La strafottenza del PD nostrano, non solo visto ciò che ha combinato a Genova, non ha limiti. Dopo aver imposto, insieme al Partito Favista e all'UdC, le dimissioni al Sindaco, pretenderebbero una "firma" dai presunti o ricercati alleati.

Un Partito che raggiunge un accordo il 24 luglio e dal giorno successivo rivendica il "21", facendo sistematicamente mancare un proprio Consigliere proprio per non raggiungere "21".

Un Partito che il 27 luglio si accorda anche sugli assetti di Giunta e il 28 apre un altro tavolo di trattativa e che successivamente si acconcia a trattare con il Partito Favista, con il quale, a parole, sostiene di non voler neanche sentire parlare.

Appunto, A PAROLE, in quanto la PAROLA del PD, vale quanto "il due di bastoni quando Briscola è denari!" A mio avviso, chi tratta con il PD deve chiedere non una firma, ma una FIDEIUSSIONE di almeno 500.000 euro. Se la provvista di denaro non l'ha, si rivolga al Sen. Lusi, il grande tesoriere, e garantisca lui per il PD dorico. Alla luce delle esperienze maturate, solo a fideiussione firmata e depositata, si può trattare con questo PD.



Eugenio Duca

Questo è un articolo pubblicato il 15-02-2012 alle 01:02 sul giornale del 16 febbraio 2012 - 609 letture