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Legambiente: acqua, ad Ancona ogni cittadino consuma 156 litri al giorno

Acqua 5' di lettura Ancona 21/03/2012 - Ambiente Italia 2012 di Legambiente e Istituto di Ricerche Ambiente Italia dedicato all’acqua:bene comune, responsabilità di tutti!

Pesaro la città che utilizza più acqua (160 l/ab giorno) e che ha la maggiore dispersione nella rete (32%) Scarichi inquinanti, depurazione e artificializzazione dei corsi d’acqua i problemi irrisolti Legambiente: “Tariffazione progressiva contro gli sprechi e Green economy dell’acqua per sviluppo e nuova occupazione: 450 mila occupati in 10 anni” “Il referendum del giugno scorso rappresenta un punto di svolta e di non ritorno, senza possibilità di equivoci –dichiarano Vittorio Cogliati Dezza e Luigino Quarchioni, rispettivamente presidente di Legambiente e presidente di Legambiente Marche -. La maggioranza degli italiani ha dichiarato che l'acqua è un bene comune e come tale va gestita. Ma se il referendum dà una chiara indicazione sulla direzione da seguire, ancora non ci dice cosa bisogna fare per risanare e qualificare tutto il ciclo dell’acqua.

Questo è il problema che il paese ha davanti e questa è anche una battaglia storica degli ambientalisti. Non basta preoccuparsi solo del segmento consumi potabili. Con Ambiente Italia 2012 abbiamo voluto offrire elementi di riflessione a trecentosessanta gradi che possano far fare dei passi avanti alle politiche di gestione della risorsa idrica, per capire dove sono i punti di maggior sofferenza e rischio del sistema”. Il rapporto Ambiente Italia 2012, di Legambiente e Istituto di Ricerche Ambiente Italia, è dedicato al tema dell’acqua ed è stato presentato a Roma in occasione della giornata mondiale dell’acqua che sarà celebrata domani.

Secondo i dati di Ecosistema Urbano di Legambiente e Sole 24 Ore, ad Ancona vengono consumati per uso domestico 156 litri al giorno per ogni abitante; 168 a Pesaro; 137,3 ad Ascoli Piceno e 140,1 a Macerata mentre la percentuale di dispersione in rete è del 24% ad Ancona, il 32% a Pesaro, il 20% ad Ascoli Piceno e il 13% a Macerata. Nelle Marche, per quello che riguarda il sistema di fognatura e depurazione, secondo l’Annuario dati ambientali 2010, su un totale di 94 agglomerati, il 100% ha la conformità e il 77% ha la conformità alla depurazione, dato, quest’ultimo, che colloca la Regione Marche al di sotto del risultato nazionale (79%). Nel nostro Paese rimangono ancora irrisolti gli annosi problemi relativi agli scarichi inquinanti civili e industriali, ai depuratori mal funzionanti, all’artificializzazione dei corsi d’acqua. Delle 246 stazioni di monitoraggio del Centro Italia censite nell’annuario 2010 dell’Ispra, solo il 42% raggiunge o supera il “buono stato”, il 35% delle stazioni è appena sufficiente, il 16% è definito “scarso” e il 7% “pessimo”.

A ridosso della scadenza europea per il raggiungimento del buono stato dei corsi d’acqua, dunque, questo obiettivo deve essere raggiunto ancora da molte stazioni di monitoraggio. “E questa situazione si verifica non solo nelle aree dove mancano fognature e depuratori ma anche dove la rete è funzionante già da anni – sostiene Franca Poli, responsabile scientifica di Legambiente Marche.

E’ evidente la necessità di intervenire nel settore idrico non solo completando l’infrastruttura di base dove ancora manca, ma anche diffondendo approcci e tecniche innovativi: sanitari a basso consumo, sistemi per la raccolta della pioggia e il riuso delle acque grigie. E occorre ripensare la pianificazione territoriale e urbanistica per ridurre l’artificializzazione e l’impermeabilizzazione dei suoli che fanno confluire nelle fogne le acque meteoriche che vanno a sovraccaricare inutilmente i depuratori”. Bisogna poi favorire il riutilizzo delle acque reflue depurate in agricoltura e nei cicli industriali, modificando il decreto del ministero dell’Ambiente che prevede limiti alla carica batterica eccessivamente restrittivi (1000 volte più dell’Oms). Per tutto ciò saranno necessari enormi investimenti e una rimodulazione delle tariffe per coniugare l’efficienza del servizio con la tutela della risorsa. Per Legambiente la nuova tariffa dovrà garantire gratuitamente 50 litri d’acqua pro capite al giorno, oltre i quali va definita una tariffazione progressiva che scoraggi i grandi consumi e gli sprechi.

Gli interventi e gli investimenti necessari a migliorare la gestione dell’acqua nel nostro Paese possono rappresentare oggi anche una risposta efficace e duratura alla crisi economica in corso, oltre che alle esigenze di crescita e sviluppo del paese. Ambiente Italia 2012 ha stimato gli effetti occupazionali di una politica volta ad accelerare gli investimenti nel settore idrico, con interventi che riguardano sia il settore il Servizio Idrico Integrato che il sostegno all’iniziativa privata, attraverso l’inclusione degli interventi idrici nel bonus del 55% per le ristrutturazioni edilizie ed altre misure di sostegno.

Attraverso investimenti che graverebbero in minima parte (meno del 10%) sul bilancio pubblico (visto che i costi sarebbero coperti dalle tariffe idriche e da investimenti che beneficiano solo in parte di sostegno pubblico), a fronte di un investimento totale di poco più di 27 miliardi di euro in 10 anni, dei quali 16 miliardi di euro addizionali rispetto a quelli di spesa tendenziale, si avrebbe la creazione di poco meno di mezzo milione di unità di lavoro in 10 anni, tra occupazione diretta e indiretta (in altri termini 45.000 posti di lavoro l’anno per 10 anni), senza considerare l’occupazione indotta dalla spesa dei redditi da lavoro e capitale generati dalla nuova occupazione. In conclusione, l’acqua in Italia costa troppo poco, negli usi civili come in agricoltura o nell’industria, e per questo se ne consuma troppa. Assicurato l’accesso universale al servizio e la fornitura minima per tutti, il prezzo dell’acqua va fissato tenendo conto che si tratta di un bene scarso, probabilmente destinato a scarseggiare sempre più anche a causa dei cambiamenti climatici, da consumarsi parsimoniosamente, attraverso un sistema tariffario che scoraggi gli sprechi e recuperi risorse per migliorare il servizio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-03-2012 alle 18:40 sul giornale del 22 marzo 2012 - 648 letture

In questo articolo si parla di attualità, acqua, legambiente, ancona

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