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comunicato stampa

Lezione del prof. Galeazzi al Rettorato, 'Le vie della bellezza'

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filosofia

Dopo il “vero” e il “buono” è la volta del “bello”: prosegue così la presentazionedei “fondamentali del pensiero” che il prof. Giancarlo Galeazzi svolge con successo nella Sala del Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche (g. c.) nell’ambito della iniziativa denominata ”A scuola di filosofia” che da sedici anni si tiene per iniziativa del Comune di Ancona. in collaborazione con la Sezione dorica della Società filosofica italiana.

Il prof. Galeazzi ha dedicato al problema una specifica attenzione: sia in riferimento alla Estetica oggi in Italia (così s’intitola un volume da lui curato per la Libreria Editrice Vaticana), sia in riferimento alla filosofia dell’arte secondo Maritain (del quale ha curato l’edizione italiana di alcuni scritti di estetica per l’Editrice La Locusta). L’incontro si terrà venerdì 20 aprile con inizio alle ore 17, e si preannuncia di vivo interesse, in quanto il tema della bellezza riscuote oggi una particolare attenzione da parte dei filosofi (con la metafisica e l’estetica), dei teologi (con la mistica e l’arte sacra) e degli scienziati (con la neuroestetica e l’estetica mediale).

Ma non solo gli approcci, anche i paradigmi della bellezza sono molteplici (da quelli classici a quelli moderni, a quelli postmoderni), per cui è di tutta evidenza che si tratta di un tema complesso e ricco non solo di questioni estetiche, ma anche di implicazioni culturali e di ricadute sociali. Ciò -puntualizza il prof. Galeazzi- è particolarmente vero nella nostra società, che potrebbe definirsi “anestetizzata” sia in senso esistenziale, perché portata alla indifferenza; sia in senso etico, perché incline alle brutture; sia in senso artistico, perché propensa al cattivo gusto.

D’altro canto, e paradossalmente, si assiste a un processo di “estetizzazione” della società nel senso di un trionfo dell’esteriorità e dell’effimero che si traduce in particolare nel culto della bellezza fisica, diventata un vero e proprio mito del nostro tempo. Per cercare di fuoriuscire da una tale mentalità appare necessaria una inversione di tendenza, che tenga uniti. per quanto distinti, i fondamentali: così la bellezza evita di diventare un “simulacro” per riproporsi come “simbolo” che contribuisce a dare senso alla vita.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-04-2012 alle 10:39 sul giornale del 18 aprile 2012 - 798 letture