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comunicato stampa

film G8 'Diaz – Don’t clean up this blood', il regista Vicari ad Ancona

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Giovedì 19 aprile serata speciale al cinema Azzurro in occasione della programmazione del film Diaz – Don’t clean up this blood. Alle ore 20:30 verrà proiettato il film e al termine della proiezione il regista Daniele Vicari e Gianluca Pignataro (della Fandango, produttrice del film) saranno presenti per una chiacchierata insieme al pubblico.

Diaz è uscito nelle sale venerdì 13 aprile, con un numero di copie rilevante per una distribuzione indipendente come la Fandango. Il riscontro da parte del pubblico è stato subito molto buono: il film è infatti quarto per media incassi. La pellicola mette a fuoco quanto avvenuto nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto nei giorni del G8 di Genova del 2001, che Amnesty International ha definito come <>. Dopo le prime pacifiche manifestazioni del 19 luglio, i cortei del 20 e del 21 luglio danno luogo a una vera guerriglia urbana. Carlo Giuliani è ucciso da un proiettile sparato da una camionetta dei Carabinieri. Si contano circa 1000 feriti, 280 persone arrestate, circa 50 miliardi di lire di danni.

Distrutti 41 negozi, 83 auto, 9 uffici postali, 6 supermercati, 34 banche, 16 pompe di benzina, 4 abitazioni private, 9 cabine telefoniche, 1 carro attrezzi. Alla mezzanotte del sabato 21 luglio, a manifestazioni finite, più di 300 operatori delle forze dell’ordine fanno irruzione nel complesso scolastico Diaz-Pascoli, sede del Media Center del Genoa Social Forum. Vengono arrestate 93 persone: 40 tedeschi, 13 spagnoli, 16 italiani, 5 inglesi, 4 svedesi, 4 svizzeri, 3 polacchi, 3 americani, 2 canadesi, 1 turco, 1 neozelandese, 1 lituano. Si contano 87 feriti: giovani e vecchi, giornalisti e manifestanti. Molti degli arrestati alla Diaz vengono successivamente trasferiti a Bolzaneto, la caserma-carcere dove, senza ricevere spiegazioni né essere informati di cosa siano accusati, per tre giorni subiscono violenze di ogni genere. Nei giorni seguenti i fermati sono condotti in carcere dove ricevono assistenza e scoprono di essere accusati di “associazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio, resistenza aggravata e porto d’armi”. Il Giudice per le indagini preliminari scarcera tutti gli arrestati e gli stranieri vengono accompagnati alla frontiera ed espulsi dall'Italia. Nessun governo europeo ha mai chiesto spiegazioni.

Dalle dichiarazioni rese dai 93 arrestati nasce il processo Diaz. Su più di 300 poliziotti che parteciparono al blitz della Diaz, soltanto 29 sono stati processati e nella Sentenza di Appello in 27 hanno riportato una condanna per lesioni, falso in atto pubblico e calunnia. Le condanne per lesioni e calunnia sono ormai prescritte, restano valide le condanne per falso in atto pubblico che andranno in prescrizione nel 2016. Nel processo relativo ai fatti accaduti nel carcere/caserma di Bolzaneto sono stati imputati 45 tra poliziotti, carabinieri, guardie carcerarie, medici e infermieri. Per questo processo “la mancanza, nel nostro sistema penale, di uno specifico reato di tortura ha costretto il tribunale a circoscrivere le condotte inumane e degradanti (che avrebbero potuto senza dubbio ricomprendersi nella nozione di tortura adottata nelle convenzioni internazionali)" [sentenza del tribunale di Genova del 14 luglio 2008].

Il giudizio di appello si conclude con 44 condanne per abuso di ufficio, abuso di autorità contro arrestati o detenuti, violenza privata. Il parlamento italiano ha respinto per due volte la proposta di legge di istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta per i fatti di Genova. Il processo per l’uccisione di Carlo Giuliani non ha mai avuto luogo, è stata accolta l’archiviazione per legittima difesa. Secondo il pubblico ministero il proiettile fu sparato in aria dal carabiniere, e deviato nel suo percorso da un sasso.

Per Daniele Vicari "La lettura degli atti
(www.processig8.org/) é sconvolgente, toglie letteralmente il sonno e getta ombra sinistra sulla democrazia e mette in discussione un luogo comune molto radicato, quello secondo cui molte cose possono accadere soltato sotto regimi politici autoritari. E' per questo che ho pensato fin da subito che avrei voluto guardarle in faccia e comprenderle fino in fondo, perchè mi riguradano, sono parte della mia vita di cittadino italiano ed europeo".





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-04-2012 alle 19:37 sul giornale del 19 aprile 2012 - 1343 letture