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comunicato stampa

Casa delle Culture: 'La regina non è blu' un libro dell'anconetano Benedettelli

2' di lettura
2004

Martedì 24 aprile, ore 18,30, presso la Casa delle Culture di Ancona, in Via Vallemiano, 46, sarà presentato il libro di Marco Benedettelli, “La regina non è blu”, raccolta di racconti e opera d’esordio dell’autore. L’incontro rientra nella rassegna “Enzimi-accelerazioni culturali” a cura della Casa delle culture.

L’autore, Marco Benedettelli, è nato ad Ancona nel 1978. Lavora come giornalista freelance per varie testate nazionali e si occupa di temi sociali, politica estera ed economia. È tra i fondatori e i coordinatori di “Argo – Rivista di esplorazione”, periodico di letteratura e cultura ed è stato selezionato nell’antologia di racconti inediti del concorso Pagine Nuove, riservato agli under 40 delle Marche e di imminente uscita.

A presentare “La regina non è blu” sarà lo scrittore anconetano, Paolo Marasca, autore del romanzo “La qualità della vita” (Italic–Pequod, 2010). Il libro di Benedettelli fa parte della collana Crisalide, con cui la casa editrice Gwynplaine porta avanti la sua opera di ricerca fra i nuovi talenti narrativi delle Marche. Il volume è preceduto dalla introduzione di Angelo Ferracuti, scrittore fermano fra i più rappresentativi, a livello nazionale, del nostro territorio, autore di romanzi (Guanda, Rizzoli) e reportage narrativi (Feltrinelli, Laterza, Ediesse). “La regina non è blu” è un libro ambientato in varie città europee, da Berlino ad Atene, da Ancona a Bologna e in luoghi dell’immaginazione. Ci sono testi che nascono dalla realtà di tutti i giorni fino a cavarne fuori gli aspetti più grotteschi, agghiaccianti e, contemporaneamente, umani. Ci sono i racconti che arrivano dal mondo della fantasticheria, al confine fra sogno e fiaba.

C’è una attenzione non direttamente svelata eppure molto attenta al realismo dei fenomeni sociali e della storia, attraverso sia la forma del racconto breve che del testo più lungo e articolato. Amore, morte, introspezione, slancio verso l’esterno nel segno della speranza e dell’entusiasmo per la vita: l’autore muove la sua narrazione da questo orizzonte e lo fa attraverso una scrittura fondata sulla cruda precisione linguistica e che persegue la poetica del realismo magico, del colore incandescente, della deformazione che rivela. Riportiamo un estratto dalla prefazione di Angelo Ferracuti: “Nello zibaldone di Benedettelli le storie risultano parti infinitesime di esistenze in transito, in movimento, simili all’andamento di un “corto”, di un videoclip, dove gli eroi perduti sono sempre più soli e incapaci di essere personaggi, protagonisti. Vivono la loro deriva generazionale di figli indeboliti della nuova Europa in un io disperso, incapace persino di gridare, e non trovano mai un noi collettivo che possa alla fine liberarli dai nodi e grovigli di una condizione perennemente irrisolta di inutilità. Ma forse anche per questo effetto finale, ma non solo per quello, li sentiamo fratelli”.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-04-2012 alle 22:48 sul giornale del 24 aprile 2012 - 2004 letture