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comunicato stampa

Favia e Giorgi (IdV): Muse e Stabile, 'Fondazione unica, un progetto sano'

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La casta della Fondazione Muse, che ha scialacquato dieci milioni di euro per costruire il nulla, insorge per difendere la poltrona ed interessi vari contrastanti con quelli di Ancona. Con l'aiuto di sodali interessati, più o meno politicizzati, che, beati loro, hanno soldi da buttare in interventi pubblicitari pieni di sciocchezze, alla pari di quelli che sono stati gettati al vento in questi anni dalle Muse.

E basta con la balla del risanamento dei conti delle Muse: dopo aver bruciato oltre 10 milioni di euro di danaro pubblico inutilmente (a differenza dello Stabile che ha speso - o meglio, investito, loro sì - meno per ottenere il massimo riconoscimento ministeriale) la Fondazione Muse sta in equilibrio solo perchè il Comune si svena ogni anno per coprirgli il conto economico col contributo, cosa che non ha mai fatto con lo Stabile, costringendolo a indebitarsi ogni anno di più per coprire perdite di gran lunga inferiori che, invece, alle Muse venivano coperte a piè di lista e illimitatamente anno per anno.

Basta balle, amici delle Muse che sarete comunque rappresentati nella nuova Fondazione che dovrà partire col conto economico (piano industriale) credibilmente in ordine a seguito di specifici impegni dei soci, dei privati e dell'AMAT, pena la chiusura di tutte e due le fondazioni. Nessun riconoscimento ministeriale di valore e nessuna possibilità di ottenerlo per la Fondazione Muse. Probabilmente al Ministero ridono ancora, stupiti, di quando un rappresentante della Fondazione Muse, un personaggio tuttora in cerca d'autore, si recò in visita qualche anno fa, chiedendo la possibilità di produrre prosa...gli risposero che esisteva già un Ente da loro riconosciuto, di alto valore, che aveva sede proprio in Ancona...il Teatro Stabile delle Marche.

Mentre si cerca di lavorare ad una irrinunciabile sintesi regionale dello spettacolo dal vivo, in cui il ruolo di Ancona sia ben identificato, quelli delle Muse, irresponsabilmente, continuano a muovere i loro soldatini e ad alimentare dannose guerre per continuare a gestire rendite di posizione e sprecare danaro. Il Teatro delle Muse è il teatro del capoluogo di Regione, è degno di una struttura ministerialmente riconosciuta, degno di essere sede del più alto riconoscimento ministeriale nell'ambito della produzione di spettacolo dal vivo che porta in dote la Regione: il Teatro Stabile delle Marche, Teatro nazionale d'Arte. Il Comune di Ancona, grazie all' intuizione del Sindaco Galeazzi, è stato quello che ha spinto di più per la creazione del Teatro Stabile delle Marche che, grazie alle eccellenti professionalità di cui si era dotato, ha ottenuto il riconoscimento di Teatro Stabile pubblico. Grazie anche alla Regione e alla Provincia di Ancona, questo successo ha portato la città di Ancona e la Regione tutta verso riconoscimenti nazionali ed internazionali nella prosa.

David Favia e Paola Giorgi

La politica reagisca con determinazione a questi rigurgiti di autoconservatorismo castale, con un progetto che deve necessariamente vedere uniti Comune di Ancona e Regione Marche. Si parta subito, senza tentennamenti, con atti concreti, verso la a fondazione unica previa stesura di un piano industriale che produca equilibrio finanziario e riesca a coprire le rate del mutuo e la gestione ordinaria di prosa e lirica (che nessuno vuole annullare ma contenere nell'ambito di coproduzioni regionali in rete con i nostri teatri di tradizione). La Regione faccia la sua parte anche garantendo l'impegno dell' AMAT attraverso una pesante circuitazione delle produzioni dello Stabile nei circa ottanta teatri marchigiani che oggi gestisce.

E il Teatro delle Muse, quello di cui Ancona rivendica un ruolo primario nel panorama regionale, potrà essere finalmente protagonista: sede di un importantissimo riconoscimento ministeriale nell' ambito dello spettacolo dal vivo e centro vitale della città e della Regione con una variegata offerta culturale: centro di produzione teatrale e palcoscenico privilegiato della produzione lirica marchigiana che presenta eccellenze diffuse in tutto il territorio. Sono stati buttati al vento dieci anni e decine di milioni di euro. Ora basta.



idv marche

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-04-2012 alle 23:39 sul giornale del 26 aprile 2012 - 662 letture