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Cna, Confcommercio, Confartigianato: 'Crisi. Si esce sostenendo le PMI', un convegno

convegno cna 4' di lettura Ancona 10/07/2012 - E' stato presentato ieri mattina nel Parlamentino della Camera di Commercio di Ancona il convegno, organizzato da CNA, Confcommercio e Confartigianato provincia di Ancona.

Si terrà questa sera alle 21,00 nell'Auditorium della Fiera della Pesca dal titolo "S.o.s. Emergenza Credito - è crisi nel rapporto banca e impresa: dalla recessione si esce sostenendo le PMI".

Alla conferenza stampa odierna hanno anticipato i contenuti del convegno il direttore della CNA provinciale di Ancona Otello Gregorini, il segretario della Confartigianato Ancona Giorgio Cataldi e il direttore della Confcommercio Imprese per l'Italia provincia di Ancona Massimiliano Polacco.

Insieme i tre verticii delle Associazioni hanno ricordato l'importanza di una rappresentanza come quella delle '3C' costituita nel giugno del 2011. CNA, Confartigianato e Confcommercio della provincia di Ancona hanno dato vita ad una intesa, introducendo una assoluta novità nel panorama della rappresentanza sindacale provinciale.

Un accordo, va sottolineato, che intende dare ancora più voce alle imprese dei settori rappresentati e che è stato siglato per garantire la giusta valorizzazione del mondo delle piccole imprese.

Le Microimprese (fino a 10 addetti), nella nostra provincia sono 37.938, pari al 93,3% del totale delle imprese (escluso il mondo agricolo) ed occupano 76.927 persone, pari al 46,3% del totale degli occupati.

Le Imprese, invece, con meno di 20 addetti sono 39.607, pari al 97,4% del totale delle imprese non agricole ed occupano oltre 100.000 persone, pari al 59,7% del totale degli occupati. Una forza fondamentale per l’economia e per l’occupazione del nostro territorio nei confronti della quale tutti devono fare i conti.

Una risorsa, senza la quale non c’è futuro. Il nuovo soggetto di rappresentanza, ha già svolto diverse azioni verso le Amministrazioni Locali e la Provincia di Ancona e nel convegno di domani sera affronterà il tema delle politiche per il credito sul ruolo dei Confidi ed sul rapporto con le banche incrociandolo anche con il problema dei Pagamenti della Pubblica Amministrazione. Il contesto economico generale che fa da cornice a questo importantissimo appuntamento è di grande sofferenza.

Gli ultimi dati macroeconomici confermano il 2012 come l'anno del ritorno alla recessione e, sulla base delle previsioni di inizio maggio contenute nel Rapporto Unioncamere 2012, le Marche registreranno, per l'anno in corso, un calo del PIL Le imprese da mesi sono entrate in un tunnel, quello dei pagamenti, ed hanno meno liquidità con la situazione finanziaria che peggiora.

Ad aggravare questa situazione sono le persistenti difficoltà nell’accesso al credito e per le PMI italiane ottenere credito dal sistema bancario è più difficile che nel resto d’Europa.

Questo, a nostro avviso, è uno degli aspetti che ci rendono meno competitivi (gli altri sono l’elevata tassazione, la corruzione, l’inefficienza della macchina amministrativa e la burocrazia) e che condizionano negativamente la crescita della nostra economia.

Il credito in Italia rappresenta una vera e propria chimera e nella Regione Marche si rileva una flessione media dell’1,5 dello stock del credito alle imprese tra giugno 2011 e febbraio 2012 (nella provincia di Ancona i settori più colpiti sono stati quello manifatturiero (- 4,1%) e quello delle costruzioni (- 5,1%).

In questo contesto, e ora più che mai, rivestono un ruolo determinante nella tenuta di sistema i Confidi e i Confidi di CNA, Confartigianato e Confcommercio.

Le Cooperative di Garanzia in questi anni hanno svolto un ruolo fondamentale, ma considerando la situazione attuale, da sole rischiano di non poter reggere. Oggi, purtroppo, le Banche non concedono credito neanche in presenza di garanzia dei Confidi.

Ma un atteggiamento così rigido è pericoloso per gli stessi Istituti: si rischia, infatti, una mortalità imprenditoriale elevatissima che poi finirebbe per riflettersi sull’intero sistema socio economico, banche comprese.

Insomma, bisogna comprendere che su questa partita mettiamo in gioco il necessario aumentandone in modo consistente il patrimonio perché essi rappresentano oggi la chiave dunque potenziare i Confidi, attribuendo loro di accesso al credito.

Le banche dicono che stanno facendo il possibile per sostenere le imprese: a parole, soprattutto da parte dei vertici, tutte dichiarano di essere disponibili e di svolgere fino in fondo il proprio ruolo.

In realtà, sappiamo bene che dovendo affrontare una situazione patrimoniale inadeguata e di scarsa liquidità le banche mandano segnali contradditori al proprio interno. Per questo occorre lavorare ancora per migliorare l’efficacia e la capacità di risposta attraverso l’azione congiunta Banca/Confidi.

Le Associazioni ed i Confidi possono e debbono meglio esercitare il loro ruolo, sia svolgendo la funzione del prestare garanzia, sia fornendo all’impresa la consulenza necessaria per gestire al meglio la relazione con gli Istituti di credito.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-07-2012 alle 18:41 sul giornale del 11 luglio 2012 - 924 letture

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