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Ex ass. Franzoni: 'Prolungamento Corridoio Baltico Adriatico fino ad Ancona: obiettivo primario'

Franzoni e Biekar 3' di lettura Ancona 16/07/2012 - Il 29 giugno scorso si è tenuto un convegno sul prolungamento del corridoio Baltico Adriatico organizzato dal Consiglio Regionale delle Marche. A confrontarsi i parlamentari europei membri della Commissione trasporti Sassoli, Cancian e l’austriaca Eva Lichtenberger, oltre che i parlamentari italiani Ciccioli e Amati, il Presidente della Regione Marche Spacca, numerosi consiglieri regionali e il Segretario Generale dell’Iniziativa Adriatico Ionica – l’Ambasciatore Fabio Pigliapoco.

Prendendo spunto dal convegno, di notevole spessore per i temi affrontati e gli interventi, faccio alcune considerazioni che potrebbero essere utili al proseguimento dell’azione politico istituzionale che mi auguro porterà al prolungamento del corridoio Baltico Adriatico almeno fino a Ancona ma possibilmente fino a Bari e Brindisi.. Ci sono le seguenti novità interessanti che le istituzioni dovrebbero cogliere fino in fondo: a. la tratta Bologna Ancona è stata inserita nel corridoio trans-europeo n° 5, Helsinki – La Valletta; b. il 7 giugno il Consiglio europeo ha inserito il porto di Ancona nel Core internazionale; c. l’istituzione dal 2014 della Macro Regione Adriatico Ionica; d. l’approvazione del piano regionale della Logistica da parte del Consiglio Regionale delle Marche.

Ritengo che il Presidente della Regione Marche insieme ai parlamentari marchigiani, a quelli pugliesi e al Presidente della Regione Puglia dovrebbero pressare il Governo italiano affinché: dia una indicazione chiara alla UE sulle priorità dei porti nel mare Adriatico che assegni a quello di Ancona un ruolo importante anche perché già interconnesso con la piattaforma logistica delle Marche e inserito nel Core Internazionale; fornisca alla UE una descrizione dettagliata dei nodi intermodali di interconnessione con il corridoio Baltico/Adriatico, come richiesto dalla parlamentare europea Eva Lichtenberger durante il convegno; pianifichi insieme alle istituzioni regionali interessate una soluzione per il reperimento dei fondi necessari al cofinanziamento delle opere infrastrutturali della intermodalità da realizzare sul versante adriatico del territorio italiano; avvii insieme agli altri paesi della UE una strategia di intervento per risolvere il problema della pirateria nel canale di SUEZ che se non risolta rischia di portare fuori dal mediterraneo i traffici da e per i paesi dell’Asia. Le istituzioni regionali marchigiane dovrebbero elaborare progetti e fornire alla Unione Europea tutti i dati utili all’approvazione del prolungamento del corridoio Baltico Adriatico.

Inoltre è opportuno che il porto internazionale di Ancona sia inserito dentro l’associazione dei porti del nord del mare Adriatico – N.A.P.A., associazione nata per fare del nord Adriatico la Piattaforma Logistica europea per i traffici con l’Oriente e perciò l’Autorità Portuale di Ancona dovrebbe aderire alla N.A.P.A., da questo punto di vista il messaggio dei parlamentari europei interpellati è stato chiaro e preciso. L’Autorità Portuale di Ancona potrebbe inoltre sfruttare l’inserimento del porto nel Core internazionale, per ottenere dalla UE finanziamenti sul progetto del completamento della banchina lineare e sul progetto di dragaggio dei fondali a -14 metri, opere essenziali per rendere il nostro porto più competitivo.

Diego Franzoni, già Assessore al porto del Comune di Ancona






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-07-2012 alle 00:31 sul giornale del 16 luglio 2012 - 827 letture

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