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18 luglio ad Ancona una lettura di brani scelti di 'Assassinio nella cattedrale di T.S.Eliot'

lettura 3' di lettura Ancona 18/07/2012 - Il centro culturale 'M. Manara' presenta mercoledì 18 luglio, ore 21.30, alla Chiesa di Santa Maria della Piazza di Ancona una lettura di brani scelti di ASSASSINIO NELLA CATTEDRALE di T.S.Eliot a cura di Bruno Cantarini e Nicola Campagnoli.

Ecco un testo fondamentale, una storia vera e potente. Qui il maggior poeta del Novecento mette in gioco le questioni più forti della storia. Che senso hanno i continui rivolgimenti delle forze sociali? E soprattutto qual è il peso sociale della fede? Come la fede entra a giudicare le vicende del potere e della società? La Chiesa che coscienza ha della propria presenza tra gli uomini? La figura e il martirio di Tommaso Becket (1170) diventano nell’arte di Eliot una provocazione all’uomo e al cristiano contemporaneo.

Un affresco bruciante e drammatico dove la vita di ciascuno e la società di oggi possono riconoscersi. E interrogarsi. Siamo nell’Inghilterra medievale. Sacerdote inglese, Tommaso prestava servizio presso l’arcivescovo Teobaldo e venne chiamato dal re inglese Enrico II al ruolo prestigioso di cancelliere del regno. Nella sua nuova carica Tommaso si trovava a proprio agio e lavorava volentieri, anche perché ad essa era legato un grande potere, che significava immancabilmente un lungo e piacevole corollario di onori, lusso, magnificenza, divertimenti. Egli fu in questi anni il vero braccio destro del sovrano e il vero restauratore della monarchia. Morto nel 1161 l’arcivescovo Teobaldo, re Enrico, per porre la Chiesa inglese del tutto sotto il proprio controllo, bramandone le ricchezze, chiese al papa che fosse eletto arcivescovo lo stesso Tommaso. Dopo la nomina, però, Thomas Beckett era diventato un altro uomo. Ritenendo di non poter servire due padroni, lasciò il suo posto di Cancelliere e si dedicò esclusivamente alla difesa della Chiesa. Voleva rappresentare Gesù Cristo come pastore del proprio gregge, e volle assomigliargli il più possibile nella propria vita quotidiana.

Di questo testo vogliamo sottolineare non tanto l’eroicità della persona, ma la testimonianza di un uomo libero di fronte al potere e il percorso che occorre fare per essere in grado di “reggere” anche di fronte a momenti duri, di crisi (economica e antropologica), come quelli odierni; la figura di Tommaso Becket è significativa proprio per questo percorso personale e storico che gli permette di affrontare una circostanza non desiderabile come quella del martirio, una cosa che uno non cerca né deve cercare.

Ci interessa capire che, data la nostra fragilità e inconsistenza, questa libertà ce la sogniamo se non siamo disponibili a questo percorso. Per questo non è l’eroicità del protagonista che ci interessa, perché non è eroicità, ma è semplicemente l’esito di un legame più forte di qualsiasi altra cosa con la presenza contemporanea di Cristo. La lettura di brani scelti dell’opera di Eliot, all’interno della splendida cornice di Santa Maria della Piazza, sarà svolta da Bruno Cantarini con la collaborazione di Luca Talevi, Francesca Manzotti e Cristiana Cantarini; della parte tecnica si occuperanno Andrea Taborro, Fabio Cicalè e Giuseppe Tansella.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-07-2012 alle 00:30 sul giornale del 18 luglio 2012 - 849 letture

In questo articolo si parla di cultura, ancona, lettura, Nicola Campagnoli

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