contatore accessi free

L'anconetana adottiva Eva Kottrova all'international wine competition

3' di lettura Ancona 18/07/2012 - La comunicazione nel comparto dell’enoalimentare ha assunto pari importanza delle tecniche di produzione e del prodotto stesso con investimenti, attorno alla costruzione dell’immagine e all’implementazione di articolati piani di marketing, che sono destinati a crescere per fidelizzare il portafoglio clienti e per raggiungere nuovi obiettivi strategici.

I nuovi linguaggi dell’advertising per il settore sono dettati dal contenuto seduttivo suscitato dal prodotto in virtù dei legami con l’arte e la cultura del territorio decodificati tramite i codici espressivi e l’allure del fashion. L’utenza cosmopolita delle nuove economie è influenzata dai contenuti emozionali della moda patinata e dal simbolismo emulativo di nuovi stili di vita emergenti. E’ questo il quadro emerso dal forum per l’Est Europa sul futuro della comunicazione e del marketing nel settore enoalimentare che si è tenuto presso l’Accademia di Scienze Enologiche di Vinicky nella regione vitivinicola del Tokaj, in occasione della XIV edizione dell’International Wine Competition, dove la promoter-sommelier Eva Kottrova - budapestina ma “marchigiana (anconetana) di adozione” come ama definirsi - ha espresso i suoi convincimenti riguardo a molti dei tradizionali approcci pubblicitari ormai senescenti e privi di appeal “che rischiano di generare una pericolosa convergenza competitiva per la comunicazione di un’offerta storicamente polverizzata, coinvolgendo le aziende a confrontarsi senza incisività con prodotti sempre più simili e con identiche modalità espressive, disperdendo inoltre preziose risorse finanziarie in attività superflue o conflittuali”.

L’attuale momento di crisi economica obbliga gli stati del Vecchio Continente, con la domanda interna contratta o addirittura in fase di glaciazione, a dialogare con le economie già ampiamente emerse spostate sempre più ad est nell’Europa o nell’oriente del globo e l’attenzione dei comunicatori deve essere rispettosa di culture profondamente diverse da quelle esplorate fino ad ora. I nuovi fruitori saranno sempre più difficili da raggiungere e fidelizzare perché più eruditi sulle reali differenze tra i prodotti e il livello della percezione del brand sarà sempre più elevato. Il passaggio dalla società dell’indigenza a quella del benessere opulento ha generato desideri legati a gratificazioni psicologiche del consumatore e bisogni di appartenenza a nuovi stili di vita; di conseguenza la comunicazione dovrà vestire il prodotto di suggestioni gaudenti introducendo caratteri di unicità.

La Kottrova, nota pasionaria della cultura italiana e strenua sostenitrice della corretta informazione alimentare con particolare riguardo alla nutrigenomica mediterranea oltre che innamorata della perfetta armonia dei sapori marchigiani, non ha esitato a scagliare frecciatine avvelenate nei confronti di svariati media esteri di settore colpevoli, a suo dire, di dissertare su tutto fuorviando i tanti stranieri appassionati dell’enogastronomia del Belpaese con il pressapochismo di articoli, ricette e reportage del tutto approssimativi e a volte frutto di distorte interpretazioni. Anche giornalisti del settore enogastronomico provenienti da diverse nazioni, recentemente invitati nelle Marche per partecipare a manifestazioni culinarie, sono rimasti alquanto perplessi nel constatare l’enorme differenza esistente tra quanto in loro conoscenza e la realtà della sapienza autoctona in cucina.






Questo è un MESSAGGIO PUBBLICITARIO - ARTICOLO A PAGAMENTO pubblicato il 18-07-2012 alle 00:16 sul giornale del 18 luglio 2012 - 1366 letture

In questo articolo si parla di attualità, ancona, Gabriele Cotichelli

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/BKN





logoEV
logoEV