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Amo la Mole: il 'potere', riflessioni del filosofo Marramao il 29 luglio

filosofia 2' di lettura Ancona 26/07/2012 - Il potere è positivo o negativo? E’, questo, l’interrogativo oggetto della ottava edizione della rassegna “Le ragioni della parola” che da tre anni si colloca nell’ambito del cartellone estivo “Amo la Mole”.

Dopo le riflessioni sulla “responsabilità” sociale e scientifica con Massimo Cacciari e Paolo Rossi, e sulla “verità” del cuore e della mente con Ugo Perone e Gianni Vattimo, quest’anno è la volta di un confronto sul “potere” come dominio di sé e sugli altri.

Ha presentato il primo aspetto Salvatore Natoli con una lezione veramente magistrale, che ha riscosso -nel folto pubblico intervenuto- un grande apprezzamento per la forza delle argomentazioni e la passione della trattazione.

Domenica prossima 29 luglio alle ore 21 sarà la volta di Giacomo Marramao, il quale alla Corte della Mole Vanvitelliana parlerà delle trasformazioni che il potere ha avuto, e delle trasformazioni che comporta un suo rinnovato approccio.

Sul tema questo filosofo -noto a livello internazionale, dove ha avuto importanti riconoscimenti per suoi libri sulla secolarizzazione e la globalizzazione- ha recentemente scritto un bel volume intitolato Contro il potere e pubblicato da Bompiani.

Secondo Marramao, “il potere non può essere soppresso: ogni tentativo di superarlo -sopprimendo questa o quella forma del suo esercizio- non ha finora fatto che potenziarlo. Il potere deve essere, invece, sradicato, sovvertito nella sua logica costitutiva: la logica dell’identità, innervata nella illimitatezza del desiderio e nella doppia scena paranoica della paura e della morte dell’altro”.

Dunque, non la riproposta di un’ennesima critica del potere, ma (analogamente a quanto ha fatto Natoli per il dominio di sé) “la dimostrazione di come solo una restituzione dei meccanismi di produzione e riproduzione del potere sia in grado di delineare linee di frattura talmente profonde da sovvertirne la logica” come dominio sugli altri.

Così, pur nella loro diversità, i due filosofi forniscono una rilettura innovativa di una categoria, quella del potere, che da sempre interpella l’uomo nella sua individualità e nelle sue relazioni, e che oggi reclama nei soggetti quella che Marramao chiama “potenza di metamorfosi/rigenerazione”.

L’incontro, che sarà introdotto e condotto da Giancarlo Galeazzi presidente della Società Filosofica Italiana di Ancona, è a ingresso libero. In caso di maltempo, invece che alla corte della Mole, si svolgerà nell’auditorium della Mole.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-07-2012 alle 17:50 sul giornale del 27 luglio 2012 - 668 letture

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