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Giacomo Marramao alla Corte della Mole per riflettere sul 'potere'

Mole 2' di lettura Ancona 27/07/2012 - Il potere è positivo o negativo? E’, questo, l’interrogativo oggetto della ottava edizione della rassegna “Le ragioni della parola” che da tre anni si colloca nell’ambito del cartellone estivo “Amo la Mole”.

Dopo le riflessioni sulla “responsabilità” sociale e scientifica con Massimo Cacciari e Paolo Rossi, e sulla “verità” del cuore e della mente con Ugo Perone e Gianni Vattimo, quest’anno è la volta di un confronto sul “potere” come dominio di sé e sugli altri. Ha presentato il primo aspetto Salvatore Natoli con una lezione veramente magistrale, che ha riscosso -nel folto pubblico intervenuto- un grande apprezzamento per la forza delle argomentazioni e la passione della trattazione; domenica prossima 29 luglio alle ore 21 sarà la volta di Giacomo Marramao, il quale alla Corte della Mole Vanvitelliana parlerà delle trasformazioni che il potere ha avuto, e delle trasformazioni che comporta un suo rinnovato approccio.

Sul tema questo filosofo -noto a livello internazionale, dove ha avuto importanti riconoscimenti per suoi libri sulla secolarizzazione e la globalizzazione- ha recentemente scritto un bel volume intitolato Contro il potere e pubblicato da Bompiani. Secondo Marramao, “il potere non può essere soppresso: ogni tentativo di superarlo -sopprimendo questa o quella forma del suo esercizio- non ha finora fatto che potenziarlo. Il potere deve essere, invece, sradicato, sovvertito nella sua logica costitutiva: la logica dell’identità, innervata nella illimitatezza del desiderio e nella doppia scena paranoica della paura e della morte dell’altro”.

Dunque, non la riproposta di un’ennesima critica del potere, ma (analogamente a quanto ha fatto Natoli per il dominio di sé) “la dimostrazione di come solo una restituzione dei meccanismi di produzione e riproduzione del potere sia in grado di delineare linee di frattura talmente profonde da sovvertirne la logica” come dominio sugli altri. Così, pur nella loro diversità, i due filosofi forniscono una rilettura innovativa di una categoria, quella del potere, che da sempre interpella l’uomo nella sua individualità e nelle sue relazioni, e che oggi reclama nei soggetti quella che Marramao chiama “potenza di metamorfosi/rigenerazione”.

L’incontro, che sarà introdotto e condotto da Giancarlo Galeazzi presidente della Società Filosofica Italiana di Ancona, è a ingresso libero. In caso di maltempo, invece che alla corte della Mole, si svolgerà nell’auditorium della Mole.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-07-2012 alle 13:52 sul giornale del 28 luglio 2012 - 1420 letture

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