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comunicato stampa

'Vacanza rovinata?', ecco come tutelarsi. Alcuni consigli dei giovani avvocati di Ancona

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Vacanza, estate
Siamo agli sgoccioli. Le ferie sono finite, a patto che siano andate a buon fine... "Vacanza rovinata?" Ecco alcuni consigli dalla presidenza dell'Associazione Italiana Giovani Avvocati di Ancona.

Sono molti i casi che, al ritorno dalle vacanze, i consumatori pongono alla nostra attenzione lamentando di aver patito un danno poiché la tanto agognata vacanza è stata rovinata per un qualche motivo. Molte di queste lamentele hanno un reale fondamento secondo l'ordinamento Italiano mentre alte sono prive di fondamento e rischiano di essere portate avanti battaglie giudiziarie solo per una questione di principio.

Il Codice del Consumo prevede espressamente, mutuandolo dal diritto comunitario, il c.d. “danno da vacanza rovinata”, ovvero del pregiudizio non soltanto economico, ma anche morale, collegato alla delusione e/o allo stress causato dalla circostanza di non aver potuto godere dei benefici di una vacanza a causa dei disagi e dei disservizi subiti in loco. La fattispecie riguarda essenzialmente i pacchetti “all inclusive” per i quali, in linea generale il contratto di vendita deve essere redatto in forma scritta, in termini chiari e precisi ed al consumatore deve essere rilasciata una copia del contratto stipulato, sottoscritto o timbrato dal tour operator o dall' agenzia di viaggi Il tour operator o l’agenzia di viaggi devono attendere a precisi obblighi di informazione; in particolare tutte le informazioni riportate nei cataloghi ed opuscoli informativi sono vincolanti per il tour operator, ed il consumatore può denunciare eventuali difformità come un di vero e proprio inadempimento contrattuale. Il consumatore può recedere dal contratto ed ottenere il rimborso, entro sette giorni lavorativi, delle somme già versate in caso di grave inadempimento dell’organizzatore, nonché di revisione del prezzo forfetario di vendita superiore al 10% del prezzo originario. In ogni caso, il prezzo non può essere aumentato nei 20 giorni che precedono la partenza.

In caso di mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico, l'organizzatore ed il venditore sono tenuti al risarcimento del danno, secondo le rispettive responsabilità, se non provano che il mancato o inesatto adempimento è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da una causa a loro non imputabile. L'organizzatore o il venditore che si avvale di altri prestatori di servizi è comunque tenuto a risarcire il danno sofferto dal consumatore, salvo il diritto di rivalersi nei loro confronti. Il consumatore dovrà solo dimostrare l'inadempimento o il cattivo adempimento nella prestazione di uno o più servizi previsti nel pacchetto turistico.

La giurisprudenza riconosce e garantisce la risarcibilità del danno da vacanza rovinata facendolo rientrare nell’ambito del danno contrattuale, che trova il suo fondamento nell’inadempimento delle obbligazioni assunte dall’agenzia di viaggi, dal tour operator, ovvero dall’albergatore, relativamente al contratto di viaggio o al pacchetto turistico (cioè la vacanza "tutto compreso" risultanti dalla combinazione di almeno due degli elementi tra trasporto, alloggio, servizi turistici non accessori al trasporto o alloggio) stipulato con il consumatore. Tale danno è composto da due voci quali:

1) Il pregiudizio economico degli esborsi sostenuti (non solo in ragione del contratto stipulato, ma anche di quelli sopportati proprio per l'inadempimento contrattuale del tour operator): il ”verificarsi di un eventuale inconveniente tale da costringere le parti ad autorganizzarsi, con ulteriore dispendio sia in termini patrimoniali, sia in termini di disagio e di stress, configurano il danno da cosiddetta vacanza rovinata, tale da gravare sia l’agenzia di viaggi, sia il tour operator al risarcimento in solido dei danni patiti dai turisti.”( Tribunale di Roma, Sez. IX, Sent. Del 23/1/04)

2) Il danno morale nascente dalla delusione e dallo stress subiti a causa del disservizio, ricorre quando “viene meno la possibilità di realizzare un progetto teso al miglioramento delle potenzialità psico- fisiche, attraverso l’allentamento delle tensioni nervose connaturate all’intensità della vita moderna, ed al miglioramento delle complessive condizioni di vita per la conseguita capacità di reinserirsi nell’abituale contesto sociale, familiare e lavorativo ed affrontare così gli aspetti negativi in maniera meno drammatica e più distesa”(Tribunale di Napoli, Sez. XI, Sent. del 27/4/06).

L'espressione "qualsiasi altro pregiudizio", rappresenta il fondamento normativo richiesto dall'art. 2059 c.c. per consentire il risarcimento del danno non patrimoniale. (Tribunale Verbania, 23 aprile 2002); Deve intendersi, fonte di pregiudizio patito dal cliente, anche la prestazione diversa e qualitativamente peggiore di quella dedotta in contratto. Il Giudice di Pace di Casoria, con sentenza del 5 Marzo 2006, ha condannato il Tour Operator al risarcimento dei danni patiti dal turista per essere stato alloggiato in una struttura alberghiera di categoria inferiore rispetto a quella contrattualmente prevista. Dello stesso tenore l'ultima sentenza della corte di Cassazione sul tema, n. 7256/12 del III Sezione del 11/5/12. Per tutte le ulteriori questioni inerenti a fattispecie non rientranti nella definizione di pacchetto turistico (ad esempio: il fatto che ha acquistato soltanto un biglietto aereo o ferroviario, o solo un pernottamento in un albergo) il consumatore può ricorrere alla generale tutela prevista dal Cod. Civile in materia di inadempimento contrattuale e risarcimento del danno. Sul punto si mostra interessante la sentenza n. 798/09 del Giudice di Pace di Ancona con cui l'agenzia di viaggi convenuta in giudizio da due coniugi, è stata condannata al risarcimento dei danni patiti da questi ultimi per inadempimento contrattuale ai sensi dell'art. 1223 c.c. In questo caso i coniugi avevano lamentato l'inadempimento dell'agenzia di viaggi per non aver comunicato alcune limitazioni imposte dall'albergo prenotato che hanno di fatto ridotto il godimento della vacanza.

La tutela di tale diritto, come degli altri contenuti all'interno del Codice del Consumo e che passano dalla tutela dei pacchetti vacanze alla tutela degli acquisti on line e dei contratti informatici sono cavalli di battaglia della giovane avvocatura e con tale spirito l'Associazione Giovani Avvocati di Ancona ha promuove questo tipo di informazione giuridica in favore degli utenti e dei consumatori finali.



Vacanza, estate

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-09-2012 alle 18:58 sul giornale del 04 settembre 2012 - 1642 letture