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comunicato stampa

Ilva Sartini (Confesercenti): spunta ad Ancona nuovo centro commerciale, 'La politica fermi questa china'

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Ilva Sartini

Non ci si può rilassare un momento che ti spunta un nuovo centro commerciale. Ci eravamo infatti momentaneamente tranquillizzati dopo l’ assemblea di Jesi convocata per scongiurare la prevista conversione di parte dell’ area Ex Sadam in centro commerciale.

L’assemblea ha registrato la contrarietà del Sindaco alla parte commerciale, i dubbi sulla fattibilità tecnica da parte del dirigente della Provincia, un’apertura al dialogo da parte della proprietà; posizioni che ci hanno fatto tirare un sospiro di sollievo. Ma l’ex Sadam è solo una delle faticose tappe di un cammino contro l’espansione della GDO che ci ha visto protagonisti a Fano contro la riconversione in commerciale di quel ex zuccherificio (ora in stand by ma sempre minaccioso e incombente come una spada di Damocle) e che ci vedrà protagonisti la prossima settimana a Marotta contro il mega outlet voluto da Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale di Mondolfo.

Ecco che all’uscita dell’autostrada Ancona Nord vediamo ruspe al lavoro e un cartello che pubblicizza la nascita di un “megashop” di 14.000 mq. a cui dovrebbero poi aggiungersene altri 20.000. Ora si sono inventati i “Retail Park” ma in realtà si tratta di veri e propri centri commerciali, in una vallata, la Vallesina, considerata la prima in Italia per concentrazione di superfici commerciali. Aggiungiamo ai centri sopra citati l’outlet dell’aeroporto, l’ex Mercatone della Baraccola, l’ex Montedison a Montemarciano, il centro commerciale a Civitanova e non so cos’altro la crisi potrà suggerire e far inventare. Una serie di domande ci sorge spontanea: cosa sta succedendo nelle Marche? Chi pensa di trasformare la regione più artigiana d’Italia nel più grande negozio d’Italia? Ma per vendere a QUALI CONSUMATORI? CHE SONO SEMPRE PIU’ POVERI? Con quali ricadute sul traffico e perdita di qualità urbana e territoriale? Con quale impoverimento di servizi alle zone più marginali ed alle popolazioni meno autosufficienti? Chiediamo dunque con forza alla politica e alle istituzioni di fermare questa china. I comuni non hanno più soldi ma non possono pensare di rimpinguare le casse con oneri di urbanizzazione ed Ici di attività commerciali che metteranno in ginocchio migliaia di piccole attività preesistenti e di posti di lavoro fino ad oggi sicuri.

Queste nuove attività, esagerate per numero e dimensioni, faranno un salto nel buio, si faranno la guerra e poi, distrutta ogni concorrenza, faranno cartello a discapito dei consumatori. Le Provincie ribadiscano la cogenza dei propri PTC. La Regione approvi con urgenza il regolamento applicativo del Testo Unico del Commercio, ora fermo in commissione. Solo quel regolamento potrà fermare l’escamotage trovato dalla GDO per farsi beffe della moratoria e cioè realizzare centri commerciali affettando gli edifici in pezzature inferiori ai 2.500 mq. Tra l’altro questa tipologia è oggi quella preferita per le nuove aperture. Dunque l’approvazione del nuovo regolamento, a lungo discusso e perfezionato, che impedisce aggiramenti e furbate, è l’unico mezzo per dar corpo alla volontà espressa anche di recente dal Presidente Spacca di bloccare l’ulteriore espansione della GDO nelle Marche, non solo inutile, ma dannosa per la nostra economia e per la nostra comunità.



Ilva Sartini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-10-2012 alle 18:57 sul giornale del 27 ottobre 2012 - 2953 letture