Falconara: studio Cna, 'Crisi sulle imprese: a picco gli investimenti, ma tiene l'occupazione'

CNA - Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa 4' di lettura 12/12/2012 - Da uno studio condotto dalla CNA nord emerge che le imprese di Falconara Marittima, Chiaravalle, Montemarciano, Camerata Picena e Monte San Vito soffrono di più rispetto al resto della provincia, ma dai dati sulle retribuzioni risulta salvaguardino maggiormente l’occupazione

Nel corso dell’ultima presidenza CNA nord il Segretario territoriale Andrea Riccardi e Giovanni Dini direttore Ufficio Studi CNA Marche hanno presentato una fotografia del territorio in termini di andamento congiunturale, struttura economica e osservazioni raccolte ed elaborate attraverso specifici questionari. “Rispetto al totale della provincia di Ancona – spiega Andrea Riccardi – l’economia di Falconara, Chiaravalle, Montemarciano, Monte San Vito e Camerata Picena si caratterizzata da un lato dalla minore presenza di imprese del settore primario (agricoltura pesca e attività estrattive costituiscono nell’area il 10,4% delle imprese contro il 18,4% del complesso della provincia), dall’altro dalla più elevata quota di imprese del terziario (64,6% contro 56,2%). Il settore delle costruzioni ha un peso leggermente superiore a quello che si riscontra nel complesso della provincia.

Nell’ambito del terziario, si nota la forte presenza del commercio nel comune di Falconara”. Nell’area, tuttavia, le caratterizzazioni settoriali risultano ben più marcate per alcuni comuni: il manifatturiero (21,1% delle imprese) caratterizza Camerata Picena, il primario (26,0%) Monte San Vito, le costruzioni sempre Monte San Vito (18,0%) e Montemarciano (17,6%), il terziario Falconara Marittima (71,9%). “Nei dodici mesi che vanno dal 30 settembre 2011 al 30 settembre 2012 – prosegue Giovanni Dini – l’Area di Falconara perde 24 imprese delle 4266 che ne aveva, pari a una diminuzione dello 0,6%, più intensa in termini relativi di quella che interessa il tessuto di imprese attive nel complesso della provincia (-0,4%)”. Dallo Studio della CNA emerge che il ridimensionamento del numero di imprese attive dell’area interessa principalmente due settori: le costruzioni (-29) e il commercio (-12).

“Entrando nel vivo dei dati elaborati – prosegue Andrea Riccardi – sulla base di un campione di 79 imprese dell’Area seguite dal 2007 al 2012 con riferimento a fatturato (totale e per conto terzi), investimenti, spese da consumi e da retribuzioni, si sono analizzati gli effetti della fase di crisi sulle imprese dell’area rispetto al resto della provincia dove il campione ammonta a 1.100 imprese”. Dati alla mano emerge che il fatturato si è ridotto nelle imprese dell’area di Falconara in maniera più marcata che nel complesso della provincia (anche se poi c’è stata una ripresa) e si è registrata una forte caduta del livello di investimenti (che si ridimensionano fino a risultare poco più di un terzo rispetto al 2007). Anche per quanto riguarda le spese da consumi (costi per spese telefoniche, energia elettrica, carburanti e lubrificanti, consumi gas e acqua e riscaldamento) le imprese dell’area mostrano un calo ben più pronunciato rispetto al complesso della provincia, dovuta ad una riduzione dei livelli di attività.

“Volendo interpretare queste dinamiche – continua il una nota il direttore ufficio Studi – si potrebbe osservare che nonostante le imprese dell’area abbiano sofferto maggiormente un calo della domanda e una riduzione delle attività, dai dati sulle spese legate alla retribuzione risulta che gli imprenditori hanno salvaguardato maggiormente l’occupazione”. Le imprese dei comuni di Falconara, Chiaravalle, Montemarciano, Monte San Vito e Camerata Picena, si trovano così in una situazione di più bassi margini di guadagno rispetto alla provincia nel suo complesso, strette fra la perdita di fatturato e la tenuta delle spese da retribuzioni, in sempre maggiore difficoltà nel reperire nuove risorse per i nuovi investimenti, che comunque occorrerebbe effettuare per reagire alla crisi. “Nel corso della Presidenza – conclude Giuliano Gioacchini Presidente CNA nord – abbiamo raccolto diverse osservazioni che nel corso del 2013 ci consentiranno di confrontarci attivamente con le singole amministrazioni per avanzare proposte a sostegno delle imprese del territorio. Alleggerimento sulle tasse come l’IMU, rifiuti, semplificazioni burocratiche, costituzione di albi di imprese locali, incentivi per le nuove imprese e sostegno al credito saranno tra i capisaldi di un’attività sindacale che assieme al Segretario della CNA territoriale porterò avanti nei confronti dei Sindaci e di ogni Assessore di riferimento”.

da Andrea Riccardi Segretario CNA nord Ancona






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-12-2012 alle 01:15 sul giornale del 12 dicembre 2012 - 720 letture

In questo articolo si parla di attualità, artigianato, cna

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/G0Q





logoEV
logoEV