Una petizione on line per salvare il Teatro Stabile delle Marche e dire si alla Cultura: la lettera dei dipendenti

cinema 5' di lettura Ancona 14/12/2012 - Una petizione on line per salvare il Teatro Stabile delle Marche. "In questo momento così difficile abbiamo bisogno del tuo sostegno." Commentano così ed invitano a firmare il personale dell'ente a partire da Benedetta Morico. Ed intanto sulla petizione on line fioccano i commenti per Salvare lo Stabile e dire si alla Cultura.

"Una casa per gli artisti, un posto di lavoro per molte persone che da anni con professionalità e passione costruiscono progetti e spettacoli quando si alza il sipario voi, pubblico, vedete il prodotto finito noi abbiamo lavorato prima e durante affinché tutto esista, funzioni e possa essere applaudito AIUTACI A NON FAR MORIRE LA CULTURA".

LETTERA APERTA DEI LAVORATORI - Siamo il Teatro Stabile delle Marche, siamo l’ente che ha offerto negli anni ad Ancona e nelle Marche centinaia di spettacoli dal vivo, siamo l’ente che attraverso le produzioni teatrali ha portato in tutta Italia il nome delle Marche. Nonostante l’impegno e il lavoro svolto quotidianamente per garantire la massima qualità delle proposte di spettacolo al pubblico e per sostenere al meglio gli artisti e le maestranze tecniche, nonostante i tanti riconoscimenti di stima, stiamo vivendo un periodo di grande disagio. Siamo tentati anche noi di urlare come Tito Livio: - Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur - che in questo caso ci sentiamo di “tradurre”:

- Mentre in Consiglio comunale si continua a discutere, il Teatro Stabile delle Marche sta morendo -. La non decisione equivale ad una condanna. Rivendichiamo anche una corretta informazione sulle difficoltà economiche della Fondazione. La sua crisi finanziaria conosce strumenti e procedure per le opportune soluzioni. La sua attività realizza un prodotto di elevata qualità con una gestione economicamente sostenibile. La sua liquidazione viene chiesta non sulla base di motivati giudizi, quanto in nome di pregiudizi. Noi non vogliamo assuefarci alla generale situazione di crisi e, al contrario, tentiamo ogni giorno con impegno di migliorare e risolvere i problemi di una struttura importante e preziosa; problemi che non abbiamo determinato, ma che ci troviamo a pagare, anche direttamente. Il nostro è un appello: salviamo il Teatro Stabile delle Marche. Vogliamo sottolineare l’importanza dell’esistenza di un Teatro Stabile Pubblico nella nostra città e nella nostra regione. Vogliamo ripercorrere in questa lettera la nostra storia e spiegare le ragioni per cui, a nostro avviso, oggi, in una situazione caratterizzata dalla contrazione degli interventi di finanziamento pubblico, perdere la stabilità significherebbe per la città di Ancona, oltre che per l’intero territorio regionale, perdere un’occasione unica e probabilmente irripetibile. Vogliamo ricordare che lo Stabile è non solo un’azienda ma un’istituzione, l’unica nelle Marche ad avere il più alto riconoscimento dallo Stato per la produzione teatrale di prosa. Oltre all’indotto generato dall’attività di produzione vogliamo ricordare che creare nuovi spettacoli significa per Ancona e per le Marche scegliere di avere un’identità artistica, esprimere talenti e professionalità attraverso creazioni originali e diffondere la propria progettualità regionale sul territorio nazionale. Ci auguriamo che gli enti e le istituzioni che governano lo Stabile possano trovarsi in pieno accordo per una reale riorganizzazione del sistema produttivo teatrale regionale e della città di Ancona. Siamo infatti certi che attraverso questa riorganizzazione, il Teatro Stabile delle Marche possa recuperare la sua reale dimensione aziendale e il suo ruolo istituzionale -.

CHE COS’É LO STABILE? BREVE STORIA Il Teatro Stabile delle Marche è un’azienda riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali tra i 17 teatri pubblici nazionali (le più importanti istituzioni per la prosa in Italia). Lo Stabile svolge un servizio pubblico nell’ambito dello spettacolo dal vivo principalmente attraverso la produzione, ma anche attraverso la formazione, la gestione e la promozione teatrale. Nato nel 1994 come “Teatro Stabile Privato” con la direzione artistica di Valeria Moriconi, nel 2003, con la direzione di Giampiero Solari e Tommaso Paolucci, lo Stabile ottiene dal Ministero Per i Beni e le Attività Culturali il più alto riconoscimento per la prosa e diventa Teatro Stabile Pubblico. Da diversi anni lo Stabile delle Marche collabora produttivamente con il regista e attore Carlo Cecchi, artista di riferimento dell’ente e direttore per l’anno 2011. Ogni anno vengono prodotti in media 10 spettacoli, molti dei quali hanno realizzato tournée nazionali e internazionali toccando i più prestigiosi teatri delle capitali europee. Gli allestimenti prodotti danno spazio anche ai giovani artisti, molti dei quali di origine marchigiana.

La Stagione di prosa viene annualmente realizzata ad Ancona, sede dell’ente, presso il Teatro Sperimentale e il Teatro delle Muse. Rispetto al parametro ministeriale relativo alla gestione in esclusiva per la prosa di una sala di almeno 500 posti, il Teatro delle Muse è lo spazio teatrale principale per lo svolgimento dell’attività di ospitalità, circa 60 serate di spettacolo in abbonamento (è la Stagione teatrale con più abbonati nelle Marche – circa 2.000) e altre 40 serate circa, durante l’anno, fuori abbonamento tra produzioni in sede e rassegne e altri spettacoli ospitati. Oltre alle Muse, vengono programmate attività presso altri teatri della città e altri spazi dei Comuni soci fondatori. In ambito formativo, la Scuola teatrale dello Stabile ha compiuto 10 anni di attività nel 2011 (più di mille allievi l’hanno frequentata fino ad oggi), si organizzano casting, workshop e seminari. In questi ultimi anni l’Ente si dedica con particolare attenzione allo sviluppo di progetti per i bandi europei. Vogliamo sottolineare che l’attività è portata avanti a 360° da una struttura leggera di soli 10 dipendenti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-12-2012 alle 17:13 sul giornale del 15 dicembre 2012 - 1415 letture

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