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29 Dicembre: in scena al Ridotto 'Il battito della mia terra', la storia di un viaggio...

il battito della mia terra 2' di lettura Ancona 18/12/2012 - Sarà lo spettacolo “Il battito della mia terra”, sabato 29 Dicembre alle ore 21.00, a calcare il palcoscenico del Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona. La storia di un viaggio e l’inquieto vagabondare.

Dopo il successo di pubblico e di critica dell’arrangiamento teatrale del precedente volume Il profumo della città nelle ripetute rappresentazioni al Ridotto delle Muse e all’Aula Magna di Ateneo, anche il nuovo volume Marche. Il battito della mia terra darà luogo ad uno spettacolo aperto al pubblico: Il battito della mia terra. Una sirena negli occhi, che andrà in scena al Ridotto delle Muse sabato 29 dicembre 2012 alle ore 21.00, per la voce di Luca Violini e Daniela Debolini, il pianoforte di Paolo Zannini.

Il volume: Marche. Il battito della mia terra a cura di Maria Angela Bedini, Fabio Bronzini, Giovanni Marinelli, Il lavoro editoriale, novembre 2012, 380 pagine Testi in italiano, inglese, tedesco, spagnolo. Volume di grandi dimensioni (cm 30x30), tutto in quadricromia, edizione lusso, duecento foto dei più prestigiosi fotografi marchigiani del passato e del presente (Emilio Corsini, Mario Giacomelli, Benedetto Trani, Paolo Zitti, Judith Lange, Sergio Marcelli, Sergio Cremonesi e altri) e testi di grande suggestione (Giacomo Leopardi, Carlo Bo, Paolo Volponi, Guido Piovene, Mario Luzi, Piero Bigongiari, Vincenzo Cardarelli, Remo Pagnanelli, Dino Garrone, Luigi Bartolini, Mario Puccini, Fabio Tombari).

Lo spettacolo: Il battito della mia terra. Una sirena negli occhi Lettura teatrale di Luca Violini. Sceneggiatura: Maria Angela Bedini, Fabio Bronzini. Regia: Luca Violini. Voci in scena: Luca Violini, Daniela Debolini. Voce fuori campo: Beatrice Pietrucci. Al pianoforte: Paolo Zannini. Danzatrice: Francesca Gigli.

La storia di un viaggio, e l’inquieto vagabondare di Una Sirena negli occhi, da cui tutto ha inizio, emblema e mito di un’ispirazione a raggiungere le regioni incustodite dei sentimenti, la pelle segreta di un’interiorità ferita dal sogno di una bellezza impossibile. Dai fondali materni di questa terra, attraverso le oasi tempestose delle città marine di Ancona, Napoli, Genova e Marsiglia, si compie un’avventura esistenziale che naviga verso un approdo misterioso dove incanto e sgomento, origine e meta coincidono. L’ultimo atto è la poesia che straccia le ombre e le confonde, legando in un unico destino uomini, animali e cose, partenza e ritorno, inizio e fine, buio e luce.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-12-2012 alle 16:49 sul giornale del 19 dicembre 2012 - 2160 letture

In questo articolo si parla di spettacolo, attualità, ancona, muse, Fabio Bronzini, il battito della mia terra

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