Presentato 'Sor Emilio mazziniano ferroviere'. Nobili: 'Se il Pri avesse una struttura e una forza diverse quella la strada per il buon governo'

nobili 3' di lettura Ancona 18/12/2012 - Il sor Emilio Giaccaglia e la politica che non c’è più. Presentato in Comune il libro di Guazzati dedicato all’impegno mazziniano: mostrata la lettera di Mussolini che gli salvò la vita.

Fu una lettera di Mussolini spedita ad Ancona al commilitone bersagliere della I guerra mondiale a salvargli la vita, evitandogli la deportazione sotto il fascismo: una lettera ritrovata per caso fra le carte di un mazziniano, Emilio Giaccaglia, testimone di 60 anni di vita politica anconitana. Quella firma e quelle parole, di stima e di rispetto dall’ancor socialista direttore del “Popolo d’Italia” al bersagliere di Ancona riemergono dal passato attraverso una ricerca storica iniziata ai tempi del prof. Spadolini.

La presentazione del libro di Luca Guazzati: “Sor Emilio mazziniano ferroviere”, nella sala dell’ex Consiglio comunale di Ancona, è stata l’occasione per un dibattito sul futuro politico della città nel momento delle annunciate dimissioni dell’attuale sindaco, come ha ribadito l’assessore alla Cultura Andrea Nobili. “Se il Pri oggi – ha detto Nobili – avesse una struttura e una forza diverse, con gli ideali e i valori che incarna, da Mazzini fino a questi personaggi descritti nel libro, con il passato glorioso che testimonia, sarebbe quella la strada delle azioni e del pensiero da percorrere per avere un buon governo per questa città e uscire da molte delle crisi recenti, non solo a livello locale”. Gli ha fatto eco il prof. Antonio Lucarini con una amara riflessione sul momento politico che stiamo attraversando.

“Così, addirittura – ha detto Lucarini – guardare indietro ai modelli di impegno e responsabilità come la vita di Giaccaglia, alla sua onesta e umiltà, oggi diventa pericoloso: perchè sono esempi inarrivabili che fanno ancora più male”. Vietato dunque commemorare e lasciarsi andare a nostalgie di una vita politica integerrima e virtuosa. Il sor Emilio lascia un messaggio importante per le future generazioni: Massimo Papini direttore dell’Istituto regionale per il movimento di liberazione Marche ha tracciato il quadro storico dell’azione di Giaccaglia mentre Mario Fratesi ha ricordato il suo ruolo e la sua figura di ferroviere, dalla perdita del posto di lavoro perchè “sovversivo repubblicano” alla sua carriera a Roma. Ma già in apertura il presidente dell’Associazione Mazziniana Paolo Marchi aveva ben ricordato l’ideale superiore che spingeva Giaccaglia all’impegno per la città, per la politica onesta, per la costruzione di un futuro migliore nel senso del Dovere e della fratellanza mazziniana. Così Luca Guazzati, giornalista e scrittore, con una serie di foto e di documenti mostrati in aula ha tracciato una biografia significativa di un anconitano doc che merita un posto d’onore fra i consiglieri comunali che hanno lavorato in silenzio per senso del Dovere e disinteressato amore verso la città, per questa comunità che a distanza di 30 anni dalla sua morte gli concede un tardivo quanto meritato plauso.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-12-2012 alle 17:16 sul giornale del 19 dicembre 2012 - 1378 letture

In questo articolo si parla di attualità, ancona, andrea nobili

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/HpM